Perché ti dico che visitare Santo Stefano di Sessanio ti piacerà

Non pensavo, visitando i borghi d’Abruzzo ai piedi del Gran Sasso (be ne ho parlato nel post Itinerario da Roma per visitare le terre del Gran Sasso), di ritrovare inaspettatamente un pezzettino di storia toscana. E già, sia i discendenti dei senesi Piccolomini (famiglia nota ai più per Enea Silvio Piccolomini, fine umanista e ‘inventore’ della città di Pienza, salito al soglio pontificio con il nome di  Papa Pio II) che i fiorentini Medici, avevano in queste terre possedimenti e roccaforti che gli consentivano di gestire con efficienza i commerci della lana pregiata prodotta dalle greggi che scendevano in transumanza fino al Tavoliere della Puglia lungo il vicino Tratturo. Il paese più ‘fiorentinizzato’ è sicuramente Santo Stefano di Sessanio, il micro borgo che si vede solo una volta arrivati in quota (siamo a circa 1.200 metri di altezza) e che è stato salvato dall’abbandono grazie ad una nuova giovinezza turistica voluta dagli abitanti e supportata dall’imprenditoria privata, che ha saputo cogliere le potenzialità del paese ed ha dato vita, qualche anno fa, ad un sistema di alloggi in modalità ‘albergo diffuso’ puntando sull’eccellenza e sull’esclusività (Residenze Sextantio). E sono sicura che visitare Santo Stefano di Sessanio ti piacerà tanto quanto è piaciuto a me!

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Visitare Santo Stefano di Sessanio ti porterà a confrontarti con un borgo pressoché immutato ne tempo, un gioiellino di pietra e roccia fatto di vicoli, palazzi, scalette e sottoportici incastrati tra loro che improvvisamente si allargano in piazzette deliziose, con piccoli ristorantini o botteghine. In estate non mancano mai – nelle piazzette o lungo i vicoli – tavolini che invitano a sedersi e ad osservare il via vai dei visitatori davanti ad un bicchiere di vino, mentre in inverno il freddo tagliente che scende dal Gran Sasso, spesso accompagnato da neve, crea l’effetto presepe vivente anche se non è Natale e rende tutto molto, molto romantico!

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Nel tour alla scoperta dell’Abruzzo del Gran Sasso, la sosta a Santo Stefano di Sessanio è stata forse la più intensa, quella che ho apprezzato di più (e non solo perché un po’ ovunque ci sono stemmi o tracce dei Medici!) e che mi sono divertita ad esplorare con calma. Ad essere veloci, per visitare Santo Stefano di Sessanio basta mezz’ora, ma in questo modo si perde gran parte della sua unicità. Bisogna passeggiare piano tra le piccole vie che si interconnettono tra loro, girare attorno a quella che era la roccaforte, scivolare lenti nei sottoportici. Il premio a tanta pazienza sono i palazzi eleganti con loggiati aperti sulla vallata, le vie acciottolate, le piccole chiese e cappelle che parlano di una devozione antica quanto il paese, fondato nel XIII° secolo ed indubbiamente il borgo conserva le forme medievali di borgo fortificato.

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Certo, il terremoto dell’Aquila ha fatto di bei danni – oltre a lesionare edifici e chiese ha buttato giù l’edificio simbolo di Santo Stefano di Sessanio, la torre medicea di forma circolare che svettava proprio alla sommità del borgo. I lavori per la ricostruzione del torrione sono ancora ben lontani dalla fine, tuttavia nel frattempo il piccolo borgo ha ripreso la sua vita e accoglie – grazie a bed & breakfast curatissimi – gli ospiti che arrivano da ogni dove per fotografarlo.

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Nei tempi passati Santo Stefano di Sessanio è stato un borgo fiorente, in cui l’agricoltura ma ancor più la pastorizia erano fonte di ricchezza: non un borgo sperduto di montagna ma un centro strategico per l’economia. A raccontare i fasti del passato restano alcuni edifici, come la chiesa parrocchiale dedicata a S. Stefano Protomartire (epoca di costruzione XV secolo, nasce come cappella medicea ed ha forme classiche e l’immancabile stemma con le palle della casata. Piazza Medicea è la piazza principale del borgo (ovvero, quella di dimensioni relativamente più ampie, a Santo Stefano di Sessanio è tutto molto concentrato) ed è anche il luogo dove si trova la  Porta Urbica, con arco a tutto sesto, che in passato aveva anche la funzione di torre di guardia. Sempre sulla piazza si trova il palazzo nobile di Santo Stefano di Sessanio, costruito dai Medici e con due finestre a bifora e il palazzo del Capitano, con una facciata con logge che a me ricorda nello stile le architetture fiorentine.

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Di angolo speciali ce ne sono parecchi, e quasi nessuno è ‘costruito’ a favore dei turisti: visitare Santo Stefano di Sessanio vi porterà a scoprire la piazzetta con l’arco sormontato dallo stemma dei Medici, il percorso in penombra sotto gli archi, il passaggio strettissimo che mette in comunicazioni due vie del borgo (il mio fisico curvy ha fatto davvero fatica a passare, ho dovuto letteralmente scivolare tra due muri ed ho anche avuto il timore di restare incastrata in mezzo – ok, ora siete liberi di sghignazzare!), gli edifici medievali con i tipici muri a scarpa, le insegne semplici eppure raffinate delle botteghine.

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Piazza Medicea è anche il centro commerciale del borgo: qui ci sono  un bar-alimentari, una rivendita di prodotti dell’alveare (io ho preso il miele di lavanda), una bottega specializzata in lana naturale, un paio di gallerie d’arte. Altre botteghe si incontrano percorrendo i vicoli più interni del paese, tra cui cito, a memoria, una gelateria, alcuni negozi di oggettistica, prodotti tessili e articoli da regalo, rivendite di liquori e prodotti alimentari del territorio, un negozio di biscotti. Tra le eccellenze di Santo Stefano di Sessanio vi sono le patate e le lenticchie, piccole e tenere, inserite tra i presidi Slow Food. Sono dolci e tenere, ideali per le zuppe o come contorno (come lo so? Ovvio, ne ho comprato un sacchetto, non potevo non riportarle a Roma con me!).

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Ai piedi della collina su cui è costruito Santo Stefano, dal lato Gran Sasso, c’è un piccolo laghetto – poco più di uno stagno palustre, con canneti e paperottoli che sguazzano felici – ai cui margini si trova il Santuario della Madonna delle Grazie, nello stile delle chiese barocche a navata unica e con portico esterno che si incontrano di frequente da queste parti – se vi capita, cercate di visitare almeno dall’esterno la chiesa di Santa Marie delle Grazie a Civitaretenga e la Chiesa di Santa Maria de’ Centurelli, nei pressi di San Pio delle Camere, di impianto simile. Purtroppo anche questo edificio è stato duramente colpito dal terremoto ed è racchiuso da ponteggi e protezioni. A poca distanza si trova anche un piccolo campeggio (13 piazzole per camper/caravan e 40 per tende) con ristorante e di fianco al boschetto del lago parte la strada che porta fino alla piana di Campo Imperatore.

Informazioni utili per visitare Santo Stefano di Sessanio:

  • Per arrivare a Santo Stefano di Sesanio:
    • dall’Aquila prendere la statale 17 fino a Barisciano, quindi seguire le indicazioni
    • da Popoli (Autostrada A25), prendere la statale 17 fino a San Pio delle Camere, quindi seguire le indicazioni.

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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