Riflessioni sul turismo a Zell am See e un hotel da consigliare

Ci sono delle località di montagna in Austria che hanno una allure, un fascino ed un richiamo, maggiore di altre. Mi viene da pensare alle stazioni sciistiche di Bad Gastein, di Kitzbühel, di Kufstein, di Seefeld in Tirol. Perché godono oggettivamente di panorami incantevoli, piste da sci che hanno ospitato campioni del mondo di discesa, atmosfere alpine che coniugano lusso ed eleganza. Rientra di diritto tra le località austriache di montagna più apprezzate anche Zell am See con il suo laghetto verde incastonato tra le montagne, vicina alle cime più alte dell’Austria tant’è che proprio nella vicina Kaprun la funivie raggiungono in pochi minuti i 3.000 metri del Kitzsteinhorn e a pochissimi chilometri parte la strada alpina del Grossglockner. Fare turismo a Zell am See può essere esaltante ma… ma bisogna fare i conti con una caratteristica insolita (anzi, inaspettata!) :) di questa località turistica.

Zell am See il lago

Zell am See non è infatti solo il grazioso laghetto navigabile e balneabile, i sentieri e le passeggiate facili, le piste da sci ben tenute e adatte per tutti i livelli di pratica. Non è nemmeno soltanto il piccolo centro storico medievale o la stupenda chiesa gotica di Sant’Ippolito, che risale addirittura al X secolo, uno dei luoghi di culto più venerati nella zona o le tante feste ed eventi che allietano la vita cittadina. Zell am See è anche il luogo di vacanza preferito da migliaia di turisti che arrivano dai Paesi Arabi e dagli Emirati. Insolito, vero? Ma non è un problema, sebbene Zell a See durante l’alta stagione estiva (e mi dicono anche durante la stagione invernale, in tempo di neve) finisca per  assomigliare più ad un quartiere di Dubai che ad una ridente cittadina austriaca, non tanto e non solo per le numerosissime donne velate che circolano per le strade in genere in gruppo o accompagnate da marito – figli – nipoti – personale di servizio, molte addirittura con il niquab, il velo che copre integralmente il volto lasciando solo una fessura per gli occhi. Il vero problema per chi sceglie di fare turismo a Zell am See è semmai tutto il carosello di attrazioni turistiche ed esercizi commerciali tagliati a misura dei turisti islamici che da un decennio – complice una azzeccatissima campagna pubblicitaria che presentava Zell am See come il luogo sulla terra più simile al concetto di Paradiso proposto dal Libro Sacro dell’Islam – scendono dagli aerei che arrivano dagli Emirati per regalarsi qualche giorno di rigenerante vacanza al fresco (e, se piove, sono gli unici che non si lamentano, li ho visti che camminavano beati felici di inzupparsi!). Sono turisti con ottime capacità di spesa, una vera manna dal cielo per i commercianti e gli albergatori di Zell am See ed è difficile imbattersi in negozi che non abbiano scritte ed indicazioni in arabo oltre al regolare tedesco!

Zell am See il lago con le barche

La presenza dei clienti mediorientali è ovviamente molto apprezzata perché spendono e spandono senza alcun problema – e quindi vai di rivendite di kebab, fast food di cibo halal, boutique con abbigliamento adeguato alle esigenze dei danarosi turisti mediorientali – noleggiano automobili di lusso (le più gettonate sono le Mercedes, sia in versione 4×4 che in versione van), alloggiano negli hotel più prestigiosi (e costosi) della cittadina e in generale innescano un meccanismo che tende a far lievitare i prezzi e a portare denaro. Perfino i bar si sono adeguati: costa meno bere una birra (o uno spritz) che un bicchiere di succo di frutta, cola o analcolico!

Non che non mi sia piaciuta Zell am See, sia chiaro. Il luogo è davvero bello, curato come ogni località austriaca – fiori sui balconi, strade pulite ed ordinate, collegamenti efficienti tramite treno e bus – ed è un buon punto di partenza per fare escursionismo, attività nautiche sul lago, visitare Salisburgo, scoprire le miniere di sale di Hallein (carina anche la città, molto!),  o ‘scavalcare’ la frontiera con la Germania e fare una gita sul Lago del Chiemsee. Solo che…fare turismo a Zell am See stride un po’ con l’immagine che noi abbiamo di una città di montagna austriaca!

Zell am See Dahoam Sarina hotel edificio hotel

Noi a Zell am See abbiamo soggiornato presso l’hotel Dahoam di Zellam See (nome completo: Dahoam by Sarina – Hotel & Suites), un piccolo hotel davvero confortevole e dal rapporto prezzo/qualità ottimo, in ogni caso il migliore che potessimo trovare in un periodo di altissima stagione (fine luglio) e con quasi tutte le strutture alberghiere già prenotate da tempo sia dai clienti europei che dai tanti, tantissimi ricchi turisti mediorientali che hanno eletto questo angolo di Austria a loro luogo di vacanze preferito.

L’hotel si trova a circa un paio di chilometri dal centro di Zell am See, nel sobborgo di Schüttdorf  (in realtà non c’è soluzione di continuità e Schüttdorf  è un tutt’uno con il borgo principale) e per raggiungere il lago è molto piacevole la passeggiata che passa vicino alla Badehaus, lo stabilimento balneare lacustre. Per chi invece non ha voglia di camminare (o ha fretta), a 100 metri dall’hotel Dahoam c’è la fermata del bus urbano, il cui biglietto costa solo un euro grazie alla carta turistica (Summer Card Zell am See Kaprun) che viene regalata dall’hotel al momento del check-in e che include anche alcuni benefit molto utili come l’accesso gratuito alle funivie o una gita sui battelli che solcano il lago di Zell am See.

Zell am See Dahoam Sarina hotel colazione buffet

L’hotel Dahoam di Zell am See è molto accogliente, anzi, è ancora meglio di come appare sulle foto dei portali di intermediazione turistica e dello stesso sito web dell’hotel. L’edificio ha davanti un bel prato curato con un angolo con tavoli e ombrelloni, un ‘salottino’ da esterno ed una piccola zona con giochi per bambini. Molto ampio il parcheggio, anche se una sera  che siamo stati a cena fuori ed abbiamo fatto particolarmente tardi lo abbiamo trovato al completo e ci siamo arrangiati lungo una via laterale, dove c’è un piccolo centro commerciale fornito di supermercato e negozi.

Anziché prenotare una classica camera, abbiamo preferito scegliere uno studio con zona soggiorno e angolo cottura, in modo da poter essere autonomi se una sera non ci fosse andato di utilizzare il ristorante dell’hotel o di uscire a cena fuori. Lo studio era pulitissimo, ben attrezzato e molto grande, con arredi piacevoli (in parte Ikea). L’angolo soggiorno era separato dalla zona notte tramite un pannello ed era arredato con poltrona letto, un piccolo tavolino, un paio di sedie di design, un cassettone, un guardaroba e un simpatico pouf in pelle. Dalla parte della zona notte ampie finestre ed un bel balcone da cui vedere il tramonto sui Monti Tauri. Da sottolineare l’organizzazione: l’angolo cottura aveva tutte le stoviglie necessarie, un piano cottura con due fuochi elettrici, il micro-onde ed il bollitore ma non c’era lavandino (si può usare il lavabo del bagno, la cui acqua è potabile) e per lavare piatti/bicchieri/ecc. viene messo a disposizione un vassoio su cui depositarli: verranno  lavati in modo professionale con la lavastoviglie della cucina dell’hotel. Il bagno è nuovissimo, moderno e con i prodotti per l’igiene (shampoo doccia, sapone, crema per il corpo) in dispenser; io che ho la pelle sensibile e si riita facilmente con prodotti di cattiva qualità, non ho avuto problemi.

Zell am See Dahoam Sarina hotel angolo giardino

Un paragrafo a sé lo merita la colazione, inclusa nel costo della camera studio: c’è di tutto, dagli affettati ai dolci passando per i formaggi locali ed il salmone. Buoni i panini ai semi, i cereali, il muesli e la macedonia di frutta secca da arricchire con yogurt o semi; il caffè come spesso accade al di fuori dall’Italia è del tipo ‘lungo’ (ha un buon gusto, però). Sempre inclusa nella colazione del mattino, la possibilità di scegliere un piatto a base di uova (omelette, al tegamino, à la coque). Io ho scelto quest’ultimo perché l’ovetto arriva… con il cappellino!

Informazioni utili per turismo a Zell am See:

  Zell am See Dahoam Sarina hotel colazione

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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