La visita della Maison Fendi per Les Journées Particulieres

Come promesso nel post precedente in cui vi ho raccontato l’esperienza di visita della Maison Bulgari di Roma in occasione delle Les Journées Particulieres (12-14 ottobre 2018), oggi proseguo il racconto con il resoconto della visita alla Maison Fendi. In occasione dell’evento sono stati aperti al pubblico due luoghi simbolo della Maison, il flagship store di Largo Goldoni ed il quartier generale che si trova all’interno del Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur (sì, proprio quel grande cubo modernista di travertino bianco, traforato da 260 archi, che gli addetti ai lavori chiamano rispettosamente “Il Colosseo Quadrato” e i romani, molto più familiarmente e prosaicamente, la Groviera dell’Eur).

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All’interno del Palazzo – che Fendi ha affittato dallo Stato italiano provvedendo al suo restauro ed al suo rilancio quale architettura emblematica della città di Roma – vi sono infatti gli uffici, le sale espositive ed alcuni laboratori dell’azienda. Per Les Journées Particulieres in quest luogo simbolo di Roma sono stati presentati alcuni laboratori emblematici della produzione Fendi – pelletteria, calzature, pellicceria, Alta Moda, arredo di design e gioielleria – con artigiani al lavoro, tutti disponibili a rispondere alle innumerevoli domande dei visitatori.

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La visita della Maison Fendi ha seguito un percorso circolare e dopo la sala espositiva con le ultime produzioni di Alta Moda (la borsa dai colori pop ricamata in perline esposta in basso a sinistra è bellissima!) abbiamo attraversato un enorme ‘buco della serratura’ che ci ha aperto un mondo fatto di lusso, di creatività e di capacità. Un breve filmato ci ha mostrato l’universo Fendi e quindi abbiamo potuto assistere ai diversi passaggi che portano alla nascita di una delle borse Fendi più amate, la Pekaboo, nella versione in pelle di coccodrillo azzurra, blu e rosa con manico in acciaio (una vera bellezza, fatemelo dire!).

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Il maestro tagliatore è colui che da inizio alle danze, scegliendo con attenzione maniacale le pelli necessarie, intuendone le potenzialità e provvedendo a tagliare i diversi pezzi che porteranno alla costruzione dell’accessorio. Segue poi l’indispensabile lavoro del rifinitore, che provvede a rendere i diversi pezzi omogenei, morbidi e lucidi. Le addette all’assemblaggio hanno il delicato compito di cucire e rifinire i pezzi evitando qualsiasi graffio, preparare le fodere in tinta e applicare gli accessori metallici. Ogni borsa richiede almeno un paio di giorni per essere completata ed ogni singolo pezzo è curato fin nel minimo dettaglio per ottenere la perfezione assoluta. Il risultato finale lo vedete nella foto in basso, non è una borsa bellissima?

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Gli artigiani che si occupano della pelletteria sono per lo più toscani, così come quelli del polo calzaturiero sono marchigiani, quelli dell’home design sono del Nord Italia e così via – nel corso della visita scopriremo che gli artigiani della Maison Fendi rappresentano una buona parte del saper fare d’Italia e che tutte le maestranze, nessuna esclusa, sono orgogliose di promuovere attraverso il loro lavoro uno dei brand che da decenni porta con successo il Made in Italy nel mondo. Tutti, indistintamente, indossano camici immacolati con il logo Fendi (la loro divisa li rende simili a chef di cucina, ma a dir la verità chef nel loro mestiere lo sono davvero!). Il ‘capitale umano’, con il suo bagaglio di capacità ed esperienza, è realmente uno dei tesori italiani più preziosi e avere la possibilità di conoscere chi – dietro le quinte – lavora al successo di un’impresa è stato uno dei momenti forti, ciò che più abbiamo apprezzato dell’evento Les Journées Particulieres nel suo complesso.

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La visita della Maison Fendi è continuata con l’atelier successivo, in cui è stato possibile scoprire i diversi passaggi che portano alla nascita di una calzatura, in questo caso una Slingbacks Colibrì: anche qui gli step sono numerosi, quasi tutti manuali e molto è lasciato alla capacità ed all’esperienza del maestro calzolaio che deve saper valutare tensioni, forme, tessuti e tecniche di fissaggio. Man mano che vediamo all’opera gli artigiani ci rendiamo contro di quanta ricchezza di conoscenze e competenze vi sia bisogno per ottenere un prodotto di altissima qualità e che anche un dettaglio apparentemente insignificante come il tessuto non tessuto destinato ad avvolgere la singola calzatura prima che venga inscatolata, svolge un ruolo importante nel raggiungimento della qualità assoluta. Lo sapete che un paio di scarpe di Fendi gode di una garanzia per due anni?

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A diversi artigiani ho chiesto: “Come avete imparato il mestiere? Come vi siete formati?”. Quasi tutti, al di là di scuole più o meno professionalizzanti, hanno concordato che questi sono mestieri che si imparano sul campo, osservando artigiani più anziani e poi a forza di prove che creano esperienza. Un metodo di lavoro ‘antico’, in cui i saperi si tramandano di padre in figlio e la bottega è la scuola migliore dove imparare. Eventi come Les Journées Particulieres sono importantissimi perché – come afferma la missione di LVHM, il gruppo di cui fa parte anche Fendi,  è importante “far scoprire dall’interno le diversità del patrimonio, la ricchezza delle competenze d’eccezione e la forza delle innovazioni”.

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E’ fin troppo facile affermare che un capo o un accessorio di una Maison del lusso hanno un costo elevato, bisogna sempre tenere conto della mole di lavoro – in termini di ricerca, sviluppo, analisi, progettazione, produzione, qualità, artigianalità – che vi sono dietro. E focalizzasi sui dettagli, che denotano un’abilità non comune delle artigiane che lavorano presso Fendi. Di seguito, il ricamo su tulle e l’effetto pelliccia creato con l’organza.

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abito Fendi effetto pelliccia

La visita della Maison Fendi è proseguita negli atelier dell’Alta Moda: ogni anno vengono presentate sei collezioni, che utilizzano tessuti e tecniche innovative, come l’ “effetto pelliccia” ricreato attraverso un impalpabile nastro di organza sfrangiato lavorato sovrapposto o i ricami floreali ottenuti con filati di pelliccia. L’alta moda è moltopiù di un concetto o di una produzione artigianale, è un luogo sospeso dove si avverano i desideri delle donne (e gli abiti di Fendi in esposizione avevano realmente la consistenza lieve dei sogni!). Perfino Francesco è rimasto senza parole dinanzi alle acrobazie fatte con ago e filo, ai ricami impalpabili, agli intarsi di pellicce colorate che creano tessuti. La collezione di Alta Moda è realizzata a mano ed è del tutto artigianale, difficile decidere quale abito sia più bello, vero?

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Ancora due atelier: la visita alla Maison Fendi non finisce più di stupirci! Fendi ha infatti un settore che segue l’home design – Fendi Casa – e le sedie, i divani, i tavoli, le librerie riprendono linee e colori del brand e giocano con i materiali (ah, che morbidezza la sedia rivestita in pelliccia!) - ed un settore che si occupa di gioielleria e orologeria. L’atelier dell’orologeria aperto per Les Journées Particulieres è dedicato agli orologi IShine, denotati da un quadrante con un mosaico fiorentino realizzato con minuscole scaglie di madreperla che donano luminosità senza pari: mentre la giovane orologiaia incastona rubini nella cassa dell’orologio, un suo collega si occupa di costruire il pavé di madreperla che diverrà la base su cui verranno montate le lancette. Anche qui ci vuole una grandissima attenzione, cura estrema del dettaglio e grande, grandissima passione per il proprio mestiere.

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In totale sono state necessarie più di due ore per seguire tutto il percorso, che sono letteralmente volate: abbiamo iniziato alle 10.00 del mattino (non abbiamo dovuto fare file perché siamo riusciti ad entrare tra i primi) e siamo usciti giusto in tempo per l’aperitivo, salutati da un cielo azzurro limpidissimo e dalle statue che adornano il Palazzo della Civiltà Italiana, immobili nelle loro pose classiche.

Per ulteriori informazioni:

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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