Viaggio di 4 giorni a L’Aia con gita a Rotterdam e Delft

Quando si dice che di un Paese non se ne ha mai abbastanza: in questo scorcio di 2018 abbiamo scelto di tornare nuovamente in Olanda per continuare, pezzettino dopo pezzettino, a conoscere le sue città principali ed alcune località deliziose. Perché sebbene sia una Nazione non troppo grande, ogni sua città, ogni singolo villaggio sono dotati di caratteristiche uniche e solo apparentemente sono uguali tra di loro. In questo viaggio di 4 giorni a L’Aia all’insegna dell’arte e della cultura siamo riusciti a visitare meno della  metà dei luoghi che avevo inserito in programma, sia perché avevamo sottovalutato la ricchezza dell’offerta turistica di Den Haag (che da ora in poi chiamerò con il nome italianizzato L’Aia per evitare confusioni) sia perché c’è stato un pomeriggio di pioggia vera – e non quella sopportabilissima acquerugiola che si alterna a schiarite e che permette di andare in giro anche senza ombrello – che ci ha un po’ stravolto i piani. Non conto poi le due mezze giornate di viaggio: da Roma siamo partiti nel tardo pomeriggio per arrivare a L’Aia intorno alle 21.00 e al rientro l’aereo è decollato dall’aeroporto di Amsterdam Schipol alle 14.15. Come sempre, a questo post generale ed informativo sul viaggio di 4 giorni a L’Aia, seguiranno singoli post di approfondimento i cui link verranno man mano inseriti nel testo; poiché è un testo molto lungo, trovate anche un piccolo indice per orientarvi. Inoltre, per approfondire, alla fine di questo post trovate i link di buona parte dei luoghi citati.

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L’Aia – vista dall’Hofvijver, lo specchio d’acqua davanti al Binnenhof (sullo sfondo architetture contemporanee)

Viaggio di 4 giorni a L’Aia (indice):

  • Il trasferimento da Roma a L’Aia
  • Il primo giorno: visita intensiva dell’Aia
    • Binnenhof, Ridderzahl, Mauritshuis
    • Paleis Noordeinde
    • Panorama Mesdag
    • Vredespaleis
    • Paleistuin
    • Grote Kerke
    • Humanity House
    • il Passage
  • Il secondo giorno: da L’Aia a Rotterdam in treno
    • Rotterdam città contemporanea
    • La nuova stazione ferroviaria
    • Oude Binnenweg e Rotterdam Discovery
    • Le case cubiche
    • Oudehaven, il Markthal e l’esposizione De Tijdtrap
    • Erasmusbrug e Museo Van Beuningen
    • Vie interessanti
  • Il terzo giorno: cosa fare a L’Aia con la pioggia
  • Il quarto giorno: color Blue Delft
  • Si torna a casa 
  • Dettagli sull’Olanda
  • Qualche informazione pratica sul viaggio
  • Link utili
Den Haag - edifici contemporanei e storici

Den Haag – edifici contemporanei e storici

Il trasferimento da Roma a L’Aia

Siamo partiti da Roma Fiumicino alle 17.15 ed atterrati ad Amsterdam Schipol in perfetto orario alle 19.20. Il tempo di recuperare sul nastro la valigia e siamo subito andati a prender il treno per L’Aia: la stazione è proprio sotto la Schipol Plaza, i biglietti si acquistano alle macchinette gialle che sono molto intuitive e con istruzioni anche in inglese, sia con denaro contante che con le carte. Durante il giorno (e fino a mezzanotte ed oltre)  ci sono numerosi treni: più veloci gli Intercity, fermano ad un numero maggiore di fermate gli Sprinter. Con gli intercity da Schipol si raggiunge L’Aia in circa 30 minuti. La stazione è in centro e quindi dopo 10 minuti a piedi eravamo già a fare il check in nel nostro hotel, il Novotel Suites di Groter Straat. Giusto il tempo di mangiare qualcosa e programmare la giornata successiva e la giornata è già terminata.

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Mauritshuis 

Il primo giorno: visita intensiva de L’Aia 

Binnenhof, Ridderzahl e Mauritshuis

A L’Aia le istituzioni museali aprono non prima delle 10.00 del mattino e chiudono intorno alle 17.00 per cui per ottimizzare i tempi abbiamo visitato come prima cosa il Binnenhof, l’antica struttura racchiusa da mura e palazzi medievali che ospita ancora oggi la sede il Parlamento olandese nonché alcuni uffici governativi mentre in una torretta che affaccia sull’Hofvijver, uno degli scorci più fotografati dell’Aia, ci sono anche gli uffici del Primo Ministro. Al suo interno vi è anche la Ridderzaal, la Sala dei Cavalieri dove ogni anno il Re d’Olanda tiene il discorso del Trono, che ci siamo limitati ad osservare solo dall’esterno. Subito dopo siamo andati alla contigua Mauritshuis, uno dei Musei più raffinati che abbia mai visitato, allestito in un edificio nobile del XVII secolo e che al suo interno ospita una bellissima collezione di dipinti di artisti olandesi e fiamminghi del cosiddetto Secolo d’Oro (ovvero del XVII° secolo): oltre 200 opere pittoriche di grandissimo valore (c’è da impazzire tra i Vermeer – la tela della Ragazza con l’orecchino di perla è la star incontrastata – i Rembrandt, i Rubens, i Fabritius) che celebrano la ricchezza e la potenza raggiunta dai Paesi Bassi con le sue Compagnie commerciali. Difficile allontanarsi da tanta bellezza, ma il tempo è tiranno e mai come in questo viaggio è stato tanto complicato riuscire a rispettare il programma che ci eravamo dati.

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Paleis Noordeinde

Quindi via, di corsa verso la Buitenhof, una piazza grande circondata da negozi e ristoranti e quindi lungo la Hoogstraat: una via dove si trovano negozi di stilisti e designer nonché gallerie d’arte, ben lontani dalle catene commerciali oramai presenti in tutta Europa. Lo stile delle collezioni che vengono proposte è elegante e raffinato, chissà, forse perché a pochi passi si trova il regale Paleis Noordeinde, la sede di lavoro di Sua Maestà Willem-Alexander, il Re d’Olanda, che qui tratta gli affari di Stato e riceve in pompa magna gli ambasciatori che presentano le loro credenziali (in un video ho visto che i novelli ambasciatori arrivano proprio in carrozza e vengono accolti da banda e picchetto d’onore). Paleis Noordeinde – che non si può visitare – non è imponente come si immagina possa essere un Palazzo Reale, ad esempio il cortile d’onore è relativamente piccolo, tuttavia ciò che mi è più piaciuto è che non è isolato o in posizione distaccata dal resto della città, bensì è parte di essa quasi a sottolineare la vicinanza della Corona ai cittadini.

dettaglio del dipinto circolare Panorama Mesdag

dettaglio del dipinto circolare Panorama Mesdag

Panorama Mesdag

Proseguendo sempre lungo la via Noordeinde ci siamo fermati a prendere un caffè da Lola Bikes & Coffee, un locale divertente che mette insieme la passione per gli specialty coffee (a quanto pare, sono i migliori della città) e per le biciclette prima di raggiungere il Panorama Mesdag (Zeestraat 65, è la via che prosegue dopo la Noordeinde), un curioso – e grande! – dipinto circolare che riproduce la spiaggia e le dune di Scheveningen come apparivano nel XIX secolo. Il dipinto è stato realizzato “in situ”, in un locale circolare realizzato appositamente, dal pittore Hendrik Willem Mesdag e ad oggi è la pittura circolare più grande del mondo (alto 14 metri, diametro 40 metri, 120 di circonferenza). Ma di questa curiosità pittorica ve ne parlerò in modo più approfondito in un altro post.

Vredespaleis

Il Vredespaleis

Vredespaleis

Proseguendo ancora siamo arrivati fino al Vredespaleis, che non è solo un Palazzo architettonicamente notevole dell’Aia, circondato da un grande giardino realizzato su progetto del paesaggista inglese Thomas Mawson, ma è molto, molto di più. Il Palazzo ospita infatti la Corte internazionale di Giustizia, l’organo giuridico delle Nazioni Unite che ha il compito di dirimere controversie internazionali. Quando ci siamo stati noi il Palazzo era chiuso al pubblico – possibile solo l’accesso al Centro Visite in cui apprendere storia e funzioni dell’Alta Corte – tuttavia a determinate condizioni e con prenotazione il Palazzo si può visitare. Appena fuori dal Centro c’è anche un “albero della speranza” con appesi migliaia di bigliettini con auspici di speranza e giustizia. C’è posto anche per il tuo! Dimenticavo: il nome del Palazzo è assai importante e simbolico: la traduzione di Vredespaleis è infatti “Palazzo della Pace”.

Paleistuin

Paleistuin

Una sosta per pranzo (in orari assai poco olandesi, a dir la verità) presso il Café Blossom, dove preparano ottime insalate e insoliti waffles di patate dolci, sia dolci che salati e poi di nuovo via per le vie de L’Aia per tornare verso il centro, con una sosta al Parco Paleistuin, il parco reale che si trova dietro Paleis Noordeinde e che è aperto a tutti: vi sono ospitate anche le scuderie reali ed alcune opere d’arte contemporanee.

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Grote Kerk e Humanity House

Dopo aver superato Sint-Jacobskerk (o Grote Kerk), uno degli edifici più antichi de L’Aia, un tempo Chiesa cattolica poi trasformata in tempio protestante ed oggi gestita da una Fondazione che ne utilizza i vasti spazi per eventi sociali e culturali, ci siamo diretti alla Humanity House, un museo-centro espositivo particolarissimo che testimonia il lavoro e l’impegno della Croce Rossa e delle organizzazioni internazionali a favore dei rifugiati. Qui si può vivere un’esperienza interattiva e dinamica che lascia il segno: ci si trasforma in rifugiati provandone sentimenti, sensazioni, difficoltà e che a mio parere vale la pena di provare per comprendere i fatti del nostro tempo. La prima cosa che ho pensato una volta concluso il percorso? Che è stata una dannata fortuna essere nata in una Nazione ricca e pacifica della tranquilla Europa!

passage

Il Passage

Prima di rientrare in hotel, una piccola scoperta: dalla Groter Straat passando per un moderno centro commerciale si accede al Passage, a tutti gli effetti il più antico centro commerciale in stile neo-rinascimentale ancora esistente nei Paesi Bassi (risale al 1885), restaurato nel 2007 dallo studio di architettura Kentie & Partners Architekten. Il soffitto ricoperto di vetrate, gli stucchi e alcune vetrine di negozi storici completano l’effetto “viaggio nel tempo” che si prova percorrendo il Passage mentre il grande albero di Natale allestito per l’Avvento nella rotonda donava all’insieme un’immagine di eleganza raffinata.

Il secondo giorno: da L’Aia a Rotterdam in treno

Rotterdam città contemporanea

La città di Rotterdam è molto diversa dall’immagine classica di una città olandese: è moderna, con tanti grattacieli, opere d’arte contemporanee, edifici progettati da studi di architettura rinomati. E’ la città della cultura contemporanea, delle sperimentazioni, del sovvertimento dei canoni classici. E non potrebbe essere altrimenti, considerato che la città di Rotterdam ha subito danni ingentissimi nel corso della Seconda Guerra Mondiale, praticamente rasa al suolo dal bombardamento della Luftwaffe del 14 maggio 1940. Città portuale, industriale e di commerci, negli ultimi decenni Rotterdam è diventata la capitale della cultura innovativa, delle opere architettoniche che rompono gli schemi ed è una città profondamente giovane e multiculturale: hanno calcolato che ci vivono uomini e donne che provengono da ben 176 diversi Paesi del Mondo!

Quindi sia chiaro che una visita di Rotterdam non può essere affrontata con lo stesso spirito con cui si visita L’Aia, o Utrecht o anche la stessa Amsterdam. Non aspettatevi case strette sui canali come ad Amsterdam, ponticelli a schiena d’asino con leggiadri parapetti in ferro ne’ tanto meno mulini a vento. Godetevi la città per quello che è: un bellissimo esempio di sperimentazione e un paesaggio urbano contemporaneo. Questa premessa è necessaria perché spesso si tende a dire che Rotterdam è deludente rispetto ad altre città olandesi, viene considerata troppo moderna ma è proprio questa sua differenza la sua forza.

Ponte Erasmus (con la nebbia)

Ponte Erasmus (con la nebbia)

La nuova stazione ferroviaria

Torniamo al nostro itinerario. Da L’Aia la città di Rotterdam si raggiunge in 30 minuti con il treno (che ha corse frequentissime) al costo di 10 euro circa per un biglietto di andata e ritorno. Una volta arrivati sarete accolti dalla nuova stazione ferroviaria – davvero spettacolare con la pensilina a triangolo lanciata verso il cielo – realizzata nel 2013 dagli  studi di architettura Benthem Crouwel, MVSA e West 8, che per l’occasione si erano riuniti nel consorzio temporaneo Team CS. Già da qui si capisce che siamo in un’Olanda diversa, dinamica e protesa verso il futuro.

Stazione ferroviaria di Rotterdam

Oude Binnenweg e Rotterdam Discovery

Dalla stazione ferroviaria noi abbiamo raggiunto a piedi il centro della città, passando per Oude Binnenweg (alcuni negozi hanno deliziose vetrine in stile liberty, ne ho fotografate diverse :) ) e quindi siamo andati al Rotterdam tourist information per ritirare mappe, documentazione e le Rotterdam Welcom Card, che ci avrebbero permesso di utilizzare i mezzi pubblici  ed avere sconti nei musei della città. Al di sotto dell’ufficio del turismo vale la pena di visitare (è gratuita) la mostra interattiva Rotterdam Discovery , che permette di conoscere rapidamente (e in modalità interattiva) il passato, il presente ed il futuro di Rotterdam. Saliti poi sul tram, in due fermate abbiamo raggiunto la zona del Laurenskwartier, area della città in fermento e oggetto di riqualificazione urbana.

vetrine liberty rotterdam collage

Le Case cubiche

Le Case cubiche (o Kijk-Kubus), realizzate da Piet Blom sono state la prima meta imperdibile del nostro programma a Rotterdam. Dal 1984 sono un po’ il simbolo della città olandese, ancor più del suo porto (che è il più grande d’Europa) o del Ponte Erasmus. Perché le Case Cubiche sovvertono ogni sicurezza, trasformano il consueto in inconsueto, stravolgono certezze architettoniche e lasciano le briglie sciolte alla fantasia. Secondo il progetto, l’insieme delle case gialle doveva simboleggiare un bosco surreale, in cui le chiome dei singoli alberi non sono altro che le cellule abitative mentre le strutture in cemento che ospitano le scale di accesso, i tronchi.

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E’ una architettura collettiva e sperimentale, che ha forti richiami – nelle scale, nell’uso accordo degli spazi – con la tradizione marinara e che non si limita ad agire all’esterno ma interviene anche nella progettazione degli spazi interni. Uno degli appartamenti è stato lasciato così come lo aveva progettato Piet Blom ed è stato trasformato in un piccolo museo (ingresso 3€): i suoi arredi sono pressoché quelli originari, fatti su misura per adattarsi alle dimensioni ed alle forme davvero insolite delle case gialle. Vi avviso: le scale interne sono davvero, davvero ripide e i punti di riferimento consueti scompaiono. In alcune delle Case Cubo è stato anche ricavato un ostello (StayOkay), ricordatevelo se il vostro sogno è dormire in una di queste casette!

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Oudehaven, il Markthal e l’esposizione De Tijdtrap

Dalle Case Cubiche si intravede il Porto Vecchio (Oudehaven) con le sue navi storiche, diventato uno dei luoghi della movida cittadina per la presenza di locali e ristoranti e a pochissima distanza c’è un altro edificio imperdibile, forse quello che più ha fatto colpo nella mia anima da travel-art-food blogger: il Markthal, nato dal progetto dello studio MVRDV ed in assoluto il primo mercato alimentare coperto dell’Olanda. Un luogo incantevole di 95.000 mq che tutti coloro che amano mangiare, apprezzano il cibo e la sua cultura dovrebbero visitare. Mai vista una struttura così affascinate, dove si abita, si fa shopping, si parcheggia, si fa cultura, ci si incontra e si va al ristorante!

Il mercato è inserito all’interno di un grande arco di cemento alto 40 metri – al cui interno sono stati ricavati anche 228 appartamenti – e nella piazza commerciale ci sono quasi cento rivendite alimentari – spesso sono prodotti a km. zero o comunque locali – oltre a ristoranti e caffetterie che propongono cucina da ogni parte del mondo. Ottimi i prezzi delle merci esposte nonostante il Markthal sia anche un luogo frequentato da turisti (macedonia di frutta esotica ad 1€, formaggi olandesi a 13€ al chilo, ecc.). Strabiliante il murale Cornucopia di Arno Coenen e Iris Roskam che riveste l’interno dell’arco: una profusione di frutta, fiori, insetti in scala gigante, dai colori vivacissimi.

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Talmente tutto bello che abbiamo deciso di fermarci a pranzo proprio qui, in un ristorante-taverna greca (Elliniko). Ma c’è l’imbarazzo della scelta: si può assaggiare la cucina libanese, quella italiana, indonesiana, giapponese, vietnamita, ovviamente lo street food olandese… Nella zona dei parcheggi del Markthal (livelli -4, -3 e -2) c’è perfino una mostra permanente gratuita di archeologia, De Tijdtrap, che espone i reperti medievali rinvenuti durante gli scavi della costruzione del Markthal. In periodo di Avvento, all’interno del Markthall l’atmosfera diventa incredibilmente festosa ed un altissimo albero di Natale da il benvenuto ai visitatori.

Erasmusbrug e Museo Van Beuningen

Tornati indietro, abbiamo preso il tram soltanto per poter attraversare il famoso Ponte Erasmo (Erasmusbrug),  simbolo della città e asse di collegamento le due rive del fiume Nieuwe Maas; siamo quindi tornati indietro per raggiungere il museo Boijmans Van Beuningen, il più grande e ricco museo di arte moderna e contemporanea della città, dove in corso vi era la mostra Pure Rubens e l’esposizione sul Museo Boijmans durante la Seconda guerra Mondiale (Art in the Destroyed City), quest’ultima molto interessante e utile anche per capire le tragiche vicende della città. L’ingresso al Museo è piuttosto costoso (20€), per fortuna noi abbiamo potuto utilizzare lo sconto del 25% della Rotterdam Welcom Card. Calcolate per visitare questo Museo non meno di 2-3 ore.

beuren

Vie interessanti

Nel nostro programma originario, a questo punto ci sarebbe dovuta essere una corsa in Speedo, il battello veloce che fa il giro del porto di Rotterdam ma le condizioni meteo avverse (tanto vento e il fiume mosso) ci hanno suggerito di rinunciarvi. Al ritorno siamo perciò passati nella Witte de Withstraat – una delle caratteristiche vie commerciali di Rotterdam dove ci sono numerosi locali e ristoranti ed ha la sede il Witte de With Centre for Contemporary Art (un luogo d’arte che ospita personali di artisti e promuove la cultura contemporanea e sperimentale); abbiamo poi proseguito con una passeggiata per le vie di Rotterdam illuminate per Natale e un veloce passaggio all’esterno dello Stadhuis (il Municipio), uno dei pochi edifici sopravvissuti al bombardamento del 1940, prima di raggiungere di nuovo la stazione per rientrare a L’Aia.

vie di Rotterdam

Il terzo giorno: cosa fare a L’Aia con la pioggia

Avevo messo in programma che avremmo trovato almeno un giorno di pioggia e le previsioni sono state rispettate: con il meteo che preannunciava pioggia e tempo brutto, ho sfoderato il mio piano B, privilegiando visite al chiuso (leggi: musei). La prima destinazione è stata il Museo Louwman, una collezione privata di automobili di grandissimo valore storico ed economico, quasi  300 vetture in condizioni eccellenti che vanno dagli albori dell’automobilismo fino agli anni ’70-’80, con alcune chicche come la Cadillac di Elvis Presley, la Humber Pullman di Winston Churchill o l’Aston Martin utilizzata nei film di James Bond, oltre a collezioni collaterali che hanno come tema conduttore sempre l’automobile. Inutile dire che Francesco in questo museo ha  trovato ispirazione e credo che avrà scattato almeno 500 foto, più di una per auto; anche a me è piaciuto tantissimo, molto, molto più di quel che avrei sperato. La collezione è allestita in una struttura architettonica di grande valore, progettata appositamente per esaltare le autovetture dall’architetto USA Michael Graves e di sicuro dedicherò un post specifico a questo interessante luogo. Per ora vi accenno solo come arrivare: il Museo Louwman si trova a circa 4 chilometri dal centro, fuori città in direzione Wassenaar superata la tenuta di Huis ten Bosch e per raggiungerlo si  può salire su uno dei 3 autobus extraurbani che partono dal capolinea dei bus che si trova sopra la stazione (bus n. 90, 385 e 386, biglietto 2€ a tratta, da fare a bordo pagando in monete contanti). I bus fermano proprio davanti al Museo.

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Al Museo Louwman de L’Aia anche la caffetteria è fantastica: è all’interno di una ricostruzione di una città di inizio secolo con negozi, officine e vetture (e c’è il rumore dei motori e dei clacson in sottofondo, perfino quello di un aereo che sorvola la città!). Il caffè è buono e il tè alla menta fresca e miele ancor di più e volendo si possono assaggiare alcuni mini dolcetti squisiti, che vengono serviti dentro una elegante, vecchia scatola da biscotti dai colori delle ceramiche di Delft.

Dopo la visita (che ci ha tenuti occupati per ben tre ore, ma sarebbero potute essere molte di più), siamo tornati alla stazione centrale per prendere il tram n. 9 che raggiunge la spiaggia di Scheveningen: tempo brutto o meno – in realtà non era così terribile – non avrei rinunciato per nulla al mondo a vedere la spiaggia immensa, il caratteristico molo coperto e la ruota panoramica oltre che dare un’occhiata alla Kurhaus, l’hotel di fine ‘Ottocento frequentato da statisti, dive del cinema, musicisti e… perfino dai Rolling Stones! Il tram è comodissimo: in meno di 20 minuti si arriva al capolinea, quasi in mezzo alle dune e a quel punto basta scendere in spiaggia e seguire il percorso pedonale che porta fino al molo. All’interno di questo, la sorpresa: quasi una fiera di paese piena di chioschi dove mangiare o bere, stand di piccolo artigianato, aree per bambini e musica allegra in sottofondo.

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Per pranzo ci siamo fermati in un locale del vicino centro commerciale Palace Promenade (nulla di che, merluzzo e patatine, ma almeno eravamo al coperto perché nel frattempo aveva iniziato a piovere ben bene), quindi siamo tornati indietro perché volevano assolutamente visitare la collezione di grafiche di Escher conservate nell’Het Palais, palazzetto nobile un tempo residenza della Regina Madre Emma, trisavola dell’attuale Re d’Olanda. Escher ha usato l’arte grafica, la prospettiva e il bianco/nero per creare capolavori in cui le scale salgono e contemporaneamente scendono, le immagini si riflettono all’infinito e la riproduzione di elementi secondo scale matematiche da vita a sculture e stampe in cui nulla è certo e reale, se non colui che osserva. Dopo esser tornati in hotel per una breve sosta, siamo riusciti per vedere le strade de L’Aia illuminate e per una cena a base di pesce da Simonis in de Stad nella zona di China Town.

Escher in Het Paleis

 Il quarto giorno: color Blue Delft

Sveglia presto perché ci aspetta un’altra giornata impegnativa: dobbiamo raggiungere Delft e lì visitare alcuni dei luoghi più importanti e conosciuti di Olanda. Non che Delft sia particolarmente distante, a dir la verità: circa 8 chilometri da percorrere con il tram n. 1 (oggi Delft e L’Aia sono quasi unite tra loro, un tempo probabilmente la distanza era maggiormente visibile). Sebbene sia poco distante, Delft ha una sua fisionomia ben evidente e diversa da L’Aia e in alcuni scorci forse ricorda più Amsterdam: anche qui ci sono le case alte e strette dei mercanti, i canali e i ponticelli non mancano e in generale è una città più tradizionale. Delft è famosa per più motivi: per essere la città del pittore Johannes Vermeer, una figura insolita tra i pittori dell’epoca, di grandissime capacità e intuizioni, un’artista nell’uso della luce ma con una scarsissima produzione (solo 37 dipinti); per essere la città dove ha avuto avvio la dinastia dei reali di Olanda, gli Orange, con la figura di Guglielmo I, detto il Taciturno, la cui tomba si trova nella Neuwe Kerk, che è il Pantheon dei reali d’Olanda; per la fabbrica reale di Porcellane Royal Delft.

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Andando quindi per ordine e cercando di far stare quanto più possibile in una sola giornata a disposizione, non appena scesi dal tram a Delft (fermata della stazione ferroviaria, mi si può scendere anche a quella prima) siamo andati subito al locale ufficio del turismo per cercare una mappa – Delft è piccola ma ha strade e stradine non sempre così facili da trovare – e dopo una breve passeggiata esplorativa nelle vie limitrofe al Markt, la grande piazza centrale, abbiamo visitato il Vermeer Centrum, dove attraverso sistemi audio visivi  si ripercorre la vita e la tecnica pittorica dell’autore della “Ragazza con l’orecchino di perla”. All’interno del Vermer Centrum non ci sono quadri originali, solo riproduzioni (i quadri sono conservati  nei maggiori Musei d’Olanda) eppure io ho trovato la visita utilissima per conoscere meglio l’artista e il contesto storico e sociale in cui viveva.

Come vi dicevo, la piazza principale di Delft si chiama Markt, mercato ed i due edifici principali sono lo Stadhuis (il Municipio) e la Nieuwe Kerk, la chiesa reale – di rito protestante – che nella sua cripta ospita le spoglie mortali della famiglia d’Orange. La visita della Chiesa è interessante: all’interno ci sono tante tombe e cenotafi ma c’è anche un organo maestoso!

Dopo tante visite sentite un languorino allo stomaco? Anche noi! E per pranzare a Delft abbiamo scovato un localino a metà tra la caffetteria universitaria e il fast food ‘sano': Dagelijks Lekker è aperto nella via dove si tiene il mercato del Burgwal e prepone panini, centrifughe, insalate, zuppe, yogurth a 2€ al pezzo. Co  10 euro, ci si riesce a toglie la fame di torno!

Delft markt

La successiva visita è dedicata alla fabbrica delle ceramiche di Delft, che raggiungiamo velocemente grazie ad un truk truk un po’ saltellante decorato nei colori tipici di questa fabbrica, il bianco ed il blu. La visita alla fabbrica è interessante, si esaminano i diversi passaggi che portano alla produzione di una vera porcellana di Delft dipinta a mano, si osservano i decoratori all’opera, si vedono le porcellane uscire dal forno dopo il ciclo di cottura. Le ceramiche Royal Delft hanno costi elevati perché decorate interamente a mano e realizzate secondo òe tecniche tradizionali; spesso sono utilizzate come doni di rappresentanza dalla famiglia reale in occasione di incontri e cerimonie. A proposito: lo sapete che il famoso blu Delft si ottiene da un pigmento grigio, che si trasforma in blu quando viene cotto a 1.200 gradi?

Royal Delft Pottery

Rientrati in centro, ci regaliamo una breve passeggiata con cioccolata calda al Cafè Zondag prima di entrare all’interno del Museum Prinsenhof: un intero museo che celebra la figura, le gesta, le vittorie e le sconfitte di Gugliemo I d’Orange e tutta la famiglia reale olandese. Anche qui esperienze tridimensionali rendono piacevole il percorso, che chiede almeno un’ora per essere visitato senza soffermarsi troppo sulle didascalie. Purtroppo a causa del prolungarsi delle visite abbiamo fatto tardi e non siamo invece riusciti a visitare la Oude Kerk, proprio davanti al Prinsenhof.

 Si torna a casa

Come tutte le belle cose, anche il nostro viaggio in Olanda è giunto alla fine. Quando ho detto che saremmo andati in Olanda a dicembre, chi conosce bene il Paese ha fatto una faccia perplessa: come, in dicembre, con il rischio di trovare tempo brutto, pioggia e persino ghiaccio o neve? Sapevo esattamente che non avrei trovato sempre il cielo azzurro che tanto ho amato in primavera ne’ i tramonti infiniti dell’estate ed infatti nella mia valigia hanno trovato spazio ombrello e giacca impermeabile. Però le nebbie, i cieli dalle mille sfumature di grigio e il mutare rapido della luce sono altrettanto affascinanti e le modalità di scoprire una città diventano gioco forza più introspettive, con ampio spazio per gli approfondimenti culturali e le scoperte gastronomiche, le passeggiate lente lungo le vie delle città – rese brillanti dalle luci del Natale – e la scoperta del dettaglio. E nonostante la pioggia – leggera ma noiosa – che ci ha accompagnato in parte del soggiorno, continuo a pensare che l’Olanda è bella, sempre.

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Dettagli sull’Olanda:

  • Capitale politica: Amsterdam
  • Capitale amministrativa: L’Aia (le due città in treno distano circa 40 minuti di treno)
  • Sistema politico: monarchia costituzionale. Il Paramento (Stati Generali) è composto da due Camere: Camera Alta e Camera Bassa, con funzioni differenziate
  • Superficie: superficie di 7.494 kmq
  • Abitanti: circa 18 milioni (dato 2017)

 Qualche informazione pratica sul viaggio:

  • Periodo di viaggio: dal 4 al 9 dicembre 2018;
  • Città visitate: L’Aia, Rotterdam, Delft;
  • Compagnia aerea utilizzata: l’olandese KLM, partenza da Roma Fiumicino con arrivo ad Amsterdam Schipol e vice versa;
  • Hotel: Novotel Suite Hotel, in Groter Straat, L’Aia (hotel centrale, comodo, pulito e consigliato, dotato di piccolo angolo cottura e tavolino con sedia);
  • Mezzi di trasporto utilizzati: aereo, treno, tram, tuk-tuk;
  • Costi sostenuti (per due persone):
    • circa 500€ per l’hotel
    • circa 320€ per il viaggio aereo inclusa una valigia da stiva e la scelta dei posti
    • circa 200€ per i pasti al ristorante (n.4) e circa 120€ per la spesa al supermercato (colazione, spuntini, ecc.)
    • circa 75€ per spese di trasporto (Amsterdam Schipol/L’Aia/Amsterdam Schipol; L’Aja/Rotterdam/L’Aia; n. 4 biglietti giornalieri del tram a L’Aia (6,50€ ciascuno) e n. 2 biglietti extraurbani per andare a visitare il Museo Louwman (totale 8€)
    • € 31,50 per visitare il Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, 6€ per visitare il museo delle Case cubiche, sempre a Rotterdam (costi per 2 persone)
    • inoltre, grazie all’Ente del Turismo Olandese, che ringraziamo, abbiamo potuto contare su utilissime gratuità per quanto riguarda l’ingresso a diversi Musei ed attrazioni sia a L’Aia che a Delft, mentre per Rotterdam abbiamo avuto a disposizione la Rotterdam Welkom Card (uso gratuito dei mezzi pubblici e sconti per l’ingresso in musei e siti turistici). Nel corso del post sono comunque citati i singoli costi di ingresso.
    • Il Centro storico dell’Aia è piuttosto raccolto e si visita con facilità a piedi, per cui è quasi inutile utilizzare i mezzi pubblici che invece diventano indispensabili per raggiungere Scheveningen e Delft.

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Qualche link utile (in ordine di citazione):

  • L’Aia Mauritshuis – https://www.mauritshuis.nl/nl-nl/
  • L’Aia Lola Bikes & Coffee – http://www.lolabikesandcoffee.nl/en/lola-coffee
  • L’Aia Panorama Mesdag – http://www.panorama-mesdag.nl/
  • L’Aia Vredespaleis – https://www.vredespaleis.nl/
  • L’Aia Café Blossom – https://www.cafeblossom.nl/
  • L’Aia Humanity house – https://www.humanityhouse.org/
  • Rotterdam Case Cubiche di Rotterdam - http://www.kubuswoning.nl/
  • Rotterdam Markthal – https://markthal.klepierre.nl/
  • Rotterdam Museo Boijmans Van Beuningen – https://www.boijmans.nl/en
  • L’Aia Museo Louwman – https://www.louwmanmuseum.nl/
  • L’Aia – Escher in Het Palais – http://www.escherinhetpaleis.nl/
  • L’Aia – Simonis in de Stad – https://www.simonisvis.nl/
  • Delft – Vermer Centrum – https://www.vermeerdelft.nl/nl/
  • Delft – Dagelijks Lekker tutto a 2€ – https://www.dagelijkslekker.nl/Dagelijk Lekker -
  • Royal Delft con truk truck – https://www.royaldelft.com
  • Delft – cioccolata calda Cafè Zondag – http://www.zondag-delft.nl/koffie/

Inoltre, per maggiori informazioni:

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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