Ristorante Fonte alla Vena di San Quirico d’Orcia: la Toscana a tavola!

Una veloce fuga in Toscana, giusto il tempo di respirare i profumi della campagna, riempirmi gli occhi di infinitamente bello (scusatemi, ma sono di parte) e recuperare il piacere di sapori che paiono cristallizzati nella memoria. Come capisco Proust e le sue adorate madeleines! La cucina toscana mi ha accompagnato in tutta la mia infanzia e in gran parte dell’adolescenza, ancora oggi se mi offrite un piatto di ribollita ‘con l’olio buono’ sono capace di commuovermi. Ma tanti sono i piatti toscani che lego a memorie e a ricordi, vedere una vecchia cucina economica, di quelle che vanno a legna e sono capaci di scaldare una stanza meglio di un camino, mi fa subito venire in mente le domeniche, quando le pentole di ferro smaltato piene di pomodori, ortaggi dell’orto e ciccio macinato venivano poste sul fornello fin dalla mattina, per far sì che il ragù fosse pronto in tempo per la desina della festa. Profumi e sapori di aglio, di salvia, di rosmarino, è il bouquet di erbe che è l’essenza della cucina toscana. Una cucina semplice ed umile? Quasi mai. Come d’altronde non lo sono mai nemmeno i toscani. Come nell’arte, nella storia, nell’architettura, nella letteratura, anche la cucina toscana – perfino nelle ricette più basiche – è capace di grandi sorprese: ciò che fa la differenza è la qualità degli ingredienti che vengono usati e la passione che viene messa nel metterli insieme. Trovare un ristorante – che per di più di presenta bene e dove è gradevolissimo sostare – non è però facile: negli ultimi anni fin troppe strutture di ristorazione si sono votate ai turisti, ad una ristorazione ineccepibile ma ahimè troppo basata sulle aspettative degli avventori e non sulla ricerca e la promozione della reale cucina toscana. Una sorpresa ce l’ha invece riservata di recente il Ristorante Fonte alla Vena, ristorante  di San Quirico d’Orcia – paese lungo la via Cassia oramai più conosciuto per le vicine terme di Bagno Vignoni che non per la bellissima Chiesa della Collegiata, per gli Horti Leonini o per il barocco Palazzo Chigi Zondari – dove eravamo già stati alcuni anni fa senza però ricavarne particolari elementi da segnalare. Questa volta, no. La Locanda di Fonte alla Vena è diventata, dopo una attenta ristrutturazione ed al cambio di passo della cucina, un piacevolissimo luogo dove assaggiare la cucina toscana vera, nel senso che gli ingredienti sono a chilometro zero, le verdure arrivano dagli orti, il vino è quello – splendido – che si produce in zona (e parliamo di campioni dell’enologia come il Brunello ed i suoi fratellini (il Rosso, il Moscadello) o l’altrettanto interessante e il forse meno noto vino Orcia.

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Il Ristorante Fonte alla Vena si trova in una posizione comoda per chi arriva dalla via Cassia (unico appunto: nei pressi del ristorante non c’è troppo spazio per il parcheggio, se non si dovesse trovare è sufficiente seguire la strada in salita che porta  in paese e accanto alle scuole qualche posto si trova sempre) e vista dall’esterno appare come una tipica stazione di posta toscana. Probabilmente lo era, così vicina alla direttrice che da Siena collegava a Roma, e con una fonte nei pressi, la stessa che ancora oggi si vede sulla strada, poco più avanti, ben racchiusa da un arco di mattoni sovrastato da pinnacoli in marmo. L’interno, rinnovato, riprende negli arredi lo stile delle vecchie locande, con tavoli dal piano di marmo e sedie impagliate. A rafforzare il design vintage, madie ben restaurate, specchiere, lampadari in ceramica classici  o moderni i metallo (ma con un tocco di tradizionale, come questa sospensione che vedete nella foto). Arredi comunque essenziali, che non danno noia, e che aiutano a concentrare l’attenzione su ciò che di veramente importante il Ristorante Fonte alla Vena offre: una attenta e curata cucina toscana.

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Il menù del Ristorante Fonte alla Vena suggerisce dei veri capi saldi della cucina toscana: gli immancabili pici all’aglione, le minestre e le zuppe di verdure e legumi, la trippa alla valdorciana, le pappardelle con la cacciagione e poi la bistecca di chianina per poi avventurarsi nella riscoperta di piatti un po’ dimenticati, come le quaglie ripiene, il brasato di anatra, il peposo o le insalate di misticanze e lanciarsi quindi in vere sfide alla tradizione, come lo sformatino di verdure con fonduta di pecorino o il midollo al forno con crema di risotto allo zafferano della Val d’Orcia e crumble di pane. Non c’è davvero da annoiarsi!

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Nel nostro veloce pranzo prima di ripartire per Roma noi abbiamo scelto un piatto di pici al ragù (io) e uno di pappardelle al ragù di capriolo (Francesco), per secondo Francesco ha preferito assaggiare una ricca selezione di salumi e formaggi, a cui io non ho negato il mio contributo di assaggio: i salumi provengono dalla macelleria Belli di Torrita di Siena (che ci è stata presentata dalla giovane ma capace maître di sala come “la Ferrari dei salumi toscani”) mentre i formaggi non potevano che essere di Pienza, la città ideale di Enea Silvio Piccolomini famosa per i formaggi, che si trova a meno di 10 chilometri di distanza.

pici Fonte alla Vena

Per secondo io non ho invece resistito ad un piatto antico, il peposo di vitello al vino, servito con crema di patate e sedano rapa. Spettacolare nella sua semplicità di preparazione, appena rientrata a Roma sono andata a recuperarne la ricetta nel quaderno di nonna Paolina ed in un prossimo post la condividerò molto volentieri (come avrebbe detto la mi’ nonna, è un piatto che ‘si fa da sè’). Ad accompagnare il pasto, calici di vino Rosso di Montalcino, versato tramite un curioso decanter in vetro (che non avevo mai visto ma che ho trovato in vendita su Amazon, credo proprio che sarà uno dei miei prossimi acquisti… ).

peposo di vitello

Se il menù del Ristorante Fonte alla Vena è curato, altrettanto lo è la cantina che, come accennavo, propone etichette e vini di gran pregio soprattutto della zona di Siena. Per i dolci non so darvi grandi informazioni – noi li abbiamo evitati perché le porzioni servite erano decisamente abbondanti – ma in bella vista c’erano alcune torte ed un barattolo pieno di cantuccini che solo a vederli veniva voglia di chiedere un bicchiere di vin santo per inzupparcene uno!

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Informazioni utili:

  • Indirizzo: il Ristorante Fonte alla Vena si trova in Via Dante Alighieri, 137 a San Quirico d’Orcia (Siena) – telefono 0577.897034.
  • la Guida Michelin 2019 ha inserito il Ristorante Fonte alla Vena nella selezione BIB Gourmand, ovvero quei ristoranti dove è garantita un’alta qualità ad un costo sostenibile.
  • Il costo medio è adeguato alla qualità, in due abbiamo speso (2 primi, 2 secondi, acqua, coperto) 84€, di cui 15€ per 3 calici di vino

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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