Vieni a visitare la fabbrica della porcellana Royal Delft?

Ho una passione infinita per la porcellana: un materiale che può essere plasmato fino a diventare forma, oggetto, simbolo. Mi intriga come modifica il suo stato – da liquido a solido a durissimo una volta cotto nei forni – ed ho sempre cercato – ove era possibile – di approfondire gli stili e approfondire la conoscenza delle diverse porcellana prodotte nel mondo. Una passione che nasce con mia nonna, che aveva dei servizi di piatti di porcellana uno più bello dell’altro e che ho coltivato fino a farla diventare una piccola ossessione. E, sì, sono anche una shopping compulsiva, nel senso che difficilmente riesco a non acquistare qualche oggetto di porcellana particolarmente intrigante!  Nei viaggi in Germania, Danimarca, Giappone, Francia ho sempre cercato di ritagliare tempo e spazio per visitare fabbriche e rivendite di porcellana, non c’è mercatino delle pulci dove non mi soffermi a cercare tazzine e zuppiere con una storia (mi devo imporre di darmi una calmata perché non ho più spazio!). E anche in Olanda, patria della bellissima porcellana di Delft – adoro quel bianco latte che fa da base a disegni di un blu brillante, blu Delft appunto – non vedevo l’ora di andare a visitare la fabbrica della porcellana Royal Delft (in olandese: De Koninklijke Porceleyne Fles) l’ultima rimasta in città delle originarie 32 fabbriche che nel XVII° secolo, il Secolo d’Oro dell’Olanda, lavoravano a pieno ritmo per rifornire le Case Reali e le dimore dei nobili europei con vasi, piatti, mattonelle e vassoi rigorosamente dipinti a mano da artigiani specializzati.

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E, come sempre quando parlo dell’Olanda, è impossibile non parlare anche dell’Asia,: è infatti proprio grazie ai commerci che la Compagnie delle Indie Olandesi aveva intrapreso con la Cina  che i primi oggetti di porcellana finissima arrivarono circa 400 anni fa, un prodotto esclusivo, fragile e quindi ancor più pregiato che veniva importato grazie alle veloci navi che solcavano i mari. La porcellana cinese importata in Europa però ad un certo punto subì uno stop, dovuto alle guerre ed alla situazione instabile dei commerci con la Cina. E allora? Come poter sostituire i bellissimi manufatti orientali con qualche cosa di altrettanto prezioso e raffinato?

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In certi casi, l’inventiva e la capacità creativa sono la migliore risposta: se la porcellana cinese riusciva a garantire il caratteristico colore bianco latteo grazie all’impiego del caolino, una roccia feldspatica che veniva finemente triturata e sapientemente mescolata ad altri materiali argillosi, la sabbia silicea e il quarzo, in assenza di questo fondamentale materiale (il primo giacimento di caolino venne scoperto in Europa solo nel 1709) i maestri ceramisti olandesi riuscirono comunque a produrre oggetti di raffinata bellezza…  ricorrendo alla ricopertura degli oggetti con l’ingobbio bianco, uno strato sottile di argilla che ricopre completamente il pezzo prima che venga posto a cuocere nel forno donandogli così un colore uniforme e luminoso.

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Visitare la fabbrica della porcellana Royal Delft

Se andate a visitare Delft, una sosta alla fabbrica della porcellana più bella del mondo è consigliata e ancor più una visita dei locali che ospitano la bella collezione di manufatti storici. Qual è la particolarità della ceramica Royal Delft? E’ di essere ancora dipinta interamente a mano: quasi incredibile a dirsi, un maestro decoratore potrà essere in grado di realizzare in completa autonomia il decoro di un manufatto ceramico solo dopo un lunghissimo apprendistato, che arriva fino a otto anni di tempo!

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Per visitare la fabbrica di porcellana Royal Delft dovrete uscire dal centro cittadino ma se siete buoni camminatori non è un problema perché in circa 20-30 minuti ci arrivate tranquillamente a piedi. Nel nostro caso, poiché il tempo era davvero tiranno e volevamo concentrare più visite a musei e luoghi famosi di Delft in una giornata, abbiamo utilizzato un simpatico truk-truk messo a disposizione dall’Ente del turismo di Delft, il Delft City Shuttle normalmente in funzione dalle 10 del mattino alle 5 del pomeriggio. Al costo di 4 euro al giorno collega i luoghi più importanti o caratteristici di Delft con il sistema hop-om hop-off, quindi potete salire o scendere quando volete. La fabbrica delle porcellane si trova in un quartiere residenziale e si riconosce immediatamente: a parte la struttura industriale, un grande cartellone che riprende le mattonelle di porcellana bianche e blu porge il benvenuto e a rafforzare il concetto nel parcheggio c’era perfino una Fiat 500 customizzata nei colori Royal Delft! La visita della fabbrica è adatta a grandi e piccoli ed è organizzata secondo un anello di visita circolare che porterà a conoscere tutti i momenti salienti della produzione, la storia della manifattura e metterà a confronto stili e decorazioni.

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Poco dopo l’ingresso, una volta acquistato il biglietto la prima sosta è in una sala audio-video: appena chiuse le porte, partirà un film che ripercorrerà la storia della porcellana e della fabbrica, vi svelerà il significato del marchio che individua un autentico pezzo di porcellana della De Koninklijke Porceleyne Fles dipinto a mano (sempre: un vaso da farmacia stilizzato + le iniziali JT, ovvero Joost Thooft, colui che nel 1876 ha acquistato la fabbrica migliorando la produzione + l’anno di produzione e le sigle del maestro decoratore). Alla fine del film, si spalancherà una porta e si entrerà in un divertente teatro multimediale con effetti speciali, dove verranno svelati i passaggi che portano alla creazione di un vaso di porcellana Royal Delft. E non è un processo semplice o privo di imprevisti :)!

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Il percorso procede con una visita alla sala della decorazione, una vera meraviglia perché in alcuni momenti della giornata è possibile osservare al lavoro i maestri decoratori della fabbrica: invidio la loro sicurezza nel tracciare i disegni e l’abilità con cui sfumano il pigmento – usando solo acqua! – per ottenere ombreggiature e giochi di chiaroscuro. A me hanno colpito molto i pennelli che vengono utilizzati, che hanno solo poche setole in modo da poter dosare con precisione il colore necessario. Si attraversa poi la ricostruzione della sala da pranzo di Johannes Vermeer, il pittore famoso vissuto a Delft durante il secolo d’Oro che, in più occasioni, ha inserito nei suoi quadri oggetti in porcellana dai decori blu (ci sono porcellane di Delft in La Lattaia, ne La Mezzana, in Concerto interrotto).

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Una breve deviazione per visitare il piccolo giardino della fabbrica, dove è esposta una collezione di mattonelle e pezzi decorativi in ceramica (nella fabbrica non veniva prodotta solo la porcellana Blue Delft e qui si trovano alcuni esempi della produzione più industriale); sempre nel giardino si affacciano le vetrate della caffetteria della fabbrica, dove ci si può fermare per uno snack o per pranzo oppure, come abbiamo fatto noi, per un tè con pasticcini (ovviamente con tazze e teiera in porcellana di Delft!).

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Si passa poi alla zona ‘museale’ vera e propria, in cui sono conservati i pezzi storici della manifattura – che ha superato gli oltre 360 anni di attività – una grande riproduzione in mattonelle di porcellana della Ronda di Notte di Rembrandt e la collezione a tema ‘Reali d’Olanda’, con piatti e vassoi con i ritratti delle regine Giuliana e Beatrice e dell’attuale Re, S.A. Guglielmo Alessandro. Gli Orange-Nassau sono da sempre grandi estimatori della produzione della manifattura Royal Delft, una vera icona dell’Olanda, a cui dal 1919 hanno accordato l’aggettivo di Reale. Lo sapete che le preziose porcellane di Delft vengono spesso scelte come doni di Stato?

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Come nasce una porcellana?

Più avanti si accede alla vera e propria fabbrica delle porcellana: circa 10 diverse terre (tra cui caolino, gesso, quarzo) vengono mescolate con acqua per creare l’argilla che verrà versata negli stampi in gesso, di cui prenderanno la forma. Una volta essiccati gli oggetti, ancora fragilissimi, verranno fatti asciugare all’aria e quindi ripuliti da segni e irregolarità con l’aiuto si spugne umide. E’ quindi il momento dell’ingobbio, lo strato di argilla liquida bianca che una volta cotto assicurerà al manufatto il tipico colore bianco, a cui segue la prima cottura a più di 1100°. Molto importante è il tempo di raffreddamento, che deve essere assai lento (circa 24 ore, sempre all’interno del forno) per evitare che l’oggetto si crepi. Si ottiene così il ‘biscotto’, la tela su cui i maestri decoratori potranno dipingere i tipici decori Royal Delft con il pigmento scuro di ossido di cobalto a base acquosa che diventerà blu grazie ad una reazione chimica durante il successivo processo di cottura finale. Prima di essere posto nuovamente in forno per la cottura finale a 1200°, il manufatto viene ricoperto con uno smalto a base vetrosa per dare lucentezza e preservare il decoro.

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Quanto costa una porcellana Royal Delft?

Fanno parte dell’itinerario di visita della Royal Delft anche le sale di vendita ed esposizione, dove è possibile ammirare la produzione pressoché completa della fabbrica, sia di pezzi che riprendono decori classici e tradizionali che innovative proposte studiate in accordo con designer. Quasi inutile dire che io mi sono inchiodata davanti alla mini Miffy in porcellana di Delft!  So che state per farmi questa domanda: quanto può costare una porcellana Royal Delft? Dipende. Le porcellane dipinte a mano (Vanno sotto il nome di The Original Blue) hanno prezzi davvero importanti, che raggiungono anche le migliaia di euro. Ovviamente molto dipende dalla complessità del decoro, dalle dimensioni, dalla forma più o meno tradizionale. Per chi non vuole impegnarsi in una spesa importante (sappiate che una tazza da tè con piattino, molto decorata, supera tranquillamente i 250€) ma non vuole nemmeno rinunciare ad uscire dalla fabbrica Royal Delft almeno con un pezzettino di porcellana da riportare a casa, consiglio di guardare nella zona della sala di vendita dedicata alle produzioni industriali, dove il decoro della porcellana non è realizzato a mano ma utilizza un più moderno sistema ‘a trasferimento di immagine’.

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Nei giorni di dicembre 2018 in cui abbiamo visitato la fabbrica, era possibile prendere parte alla decorazione di un grande murales di porcellana che una volta completato sarebbe diventato un’opera d’arte collettiva: a disposizione dei visitatori interessati a partecipare c’erano delle piccole mattonelle in parte già disegnate, pennelli e il famoso pigmento blu Delft. Con l’aiuto del personale della fabbrica – che ha elargito suggerimenti e trucchi per riuscire a dipingere in modo comprensibile – ho lasciato anche io il mio segno! Prego notare la faccia soddisfatta di chi è riuscito a disegnare un… banale fiorellino!

Claudia disegna a Delft

Una chicca per finire: lo sapete che presso la fabbrica della Royal Delft è anche possibile… sposarsi? La fabbrica è, da qualche anno, uno dei siti di Delft autorizzati per celebrare matrimoni. Unico vincolo: le cerimonie devono svolgersi dopo le 17.00 (ora in cui chiude la fabbrica e terminano le visite guidate). Insolito, no?

 Informazioni utili per visitare la fabbrica delle porcellane Royal Delft

  • La fabbrica delle porcellane Royal Delft si trova in Rotterdamseweg 196 ed è possibile visitarla tutti i giorni ad eccezione del 25 e 26 dicembre e del 1° gennaio. Le spiegazioni e i video sono disponibili in diverse lingue, anche in italiano
  • Gli orari di apertura sono dalle 9.00 alle 17.00, la domenica dalle 12.00 alle 17.00 (dal 18 marzo 2019 la domenica orario 9.00-17.00)
  • Il biglietto di ingresso standard costa 14€ e sono previste diverse riduzioni e/o gratuità
  • Per ulteriori informazioni sulla città di Delft, potete consultare il sito dell’Ente del Turismo locale: https://www.delft.com/ che si ringrazia per la gentile collaborazione.

(un grazie va all’Ente del Turismo olandese in Italia – https://www.holland.com/it/turismo.htm – che ci ha supportati nella costruzione dell’itinerario di visita a Den Haag, Rotterdam e Delft)

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

2 Commenti

  1. Avatar
    Claudia Landoni gennaio 29, 2019

    Ecco, questa volta non ce l’abbiamo fatta, avendo solo una giornata a disposizione (trasferimento compreso), ma se ci sarà una prossima volta sarà un piacere di cui non mi potrò privare. Grazie per le tue descrizioni sempre accattivanti!

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      Claudia Boccini gennaio 29, 2019

      Grazie Claudia! Sì, devi andarci e sono sicura che ti piacerà!

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