Il razzismo è un atteggiamento culturale, che possiamo cambiare

Quanti di noi sono convinti che Cristoforo Colombo abbia  scoperto l’America? Praticamente tutti, perché ci viene insegnato fin da bambini che nel 1492 il genovese Cristoforo, partendo da Palo con 3 caravelle, solcò il mare fino a trovare un tronco di legno galleggiante che gli indicò che la terra era vicina. Nessuno di noi rammenta che, assai prima che Colombo decidesse di farsi “il viaggetto”, già i Vichinghi avevano affrontato il salto verso l’America e che prima ancora il continente americano esisteva ed era abitato da indios e nativi, portatori di una loro cultura, di una loro etica, di tradizioni e di storie che risalgono alla notte dei tempi.
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CC0 Public Domain tramite Pixabay

Forse, sarebbe ben più corretto dire che Cristoforo Colombo ha “conquistato” l’America, non che l’abbia scoperta. Ma si sa, noi – ed i nostri libri di storia – tendiamo ad essere decisamente europa-centrici!
Vi suggerisco di ascoltare questa intervista, pubblicata su “La Repubblica” del 6 marzo 2011, in cui il calciatore di origine antillana Liliam Thuram, che non pensa solo a dar calci ad una palla ma è soprattutto uomo di cultura e di pace, ha ben individuato bene i termini del problema razzismo e “odio del diverso”. Ascoltatela, se necessario più di una volta, e fatela ascoltare ai ragazzi. E’ un antidoto al razzismo e ci fornisce gli strumenti per combattere stupidi  stereotipi.
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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