7 consigli per visitare Roma “come i veri romani”  

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Cari turisti che venite a Roma, sospinti dalla voglia di perdervi sotto il sole che tramonta dietro ar Cupolone e che avete le tasche piene di spicci da gettare dentro la Fontana di Trevi, rigorosamente ad occhi chiusi e dandole le spalle (anche se la fontana è impacchettata nei teli dei restauri, il rito rispettato!), che pregustate la vera cucina romanesca, servita da matrone in carne dai modi sbrigativi, che sentite già gli scrosci delle fontane che zampillano sui sette colli, questo post è tutto per voi! Siete pronti a trasformarvi, per lo spazio di un giorno, di una settimana o di un mese in romani veraci, a calarvi integralmente nelle abitudini di chi in questa città ci vive e ci sopravvive, ci lavora e ci passa la maggior parte della sua vita?

 Il detto “a Roma fai come i Romani” (o per dirla in stile british, “Rome do as the Romans“) non potrebbe essere più vero: se volete scoprire il cuore grande della città, i suoi angoli dove il tempo è fermo e immobile, entrare nella sua storia per farla diventare anche un po’ la vostra, è questa la giusta via. Tra il serio ed il faceto, a voi qualche suggerimento che potrà essere utile per “mimetizzarvi” in mezzo a chi questa città, nonostante tutti i suoi difetti, la ama con la stessa passione di un innamorato al primo appuntamento con la sua bella.

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1° consiglio per visitare Roma: er “bongiorno!” è al bar.

Il modo migliore per iniziare la vostra giornata da “veri romani” è di fermarvi al bar per fare colazione. Vedrete che sarete in numerosa compagnia: i romani amano iniziare la giornata assaporando un caffè espresso o un cappuccio (cappuccino) accompagnato da un cornetto. Attenzione: a meno che non vogliate un bignè, un diplomatico, uno choux alla crema, a Roma lebrioches sono sempre e soltanto cornetti, mai “paste”. E la colazione da vero romano è al banco del bar, i tavolini sono per l’aperitivo e le chiacchiere di mezza mattina.

 

2° consiglio per visitare Roma: bevi l’acqua der “nasone”.

L’acqua di Roma è buona, fresca, saporita. Una delle migliori acque d’Italia, per quanto possa sembrare incredibile. Ed è a disposizione di tutti gli assetati in quelle buffe colonne di ghisa, con un becco sporgente – da cui il soprannome di “nasoni”. Ce ne sono ovunque, in centro come in periferia. Munitevi di bottiglia di plastica, di borraccia o di bicchiere richiudibile e approfittatene come fanno tuti i romani.

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3° consiglio per visitare Roma: a pranzo magna “pizza e mortazza”.

Lo street food a Roma è una tradizione: supplì, filetti di baccalà, panino con la porchetta. Cibi poveri e ruspanti, una volta appannaggio dei manovali e degli operai ed oggi elevati a cibo di tendenza. Ma in assoluto, nulla batte per veracità (e sapore) la pizza con la mortadella. Qualsiasi negozio di alimentari vi preparerà all’istante il vostro pranzo “on the road”: un bel trancio di pizza bianca, croccante sotto, morbida sopra e con qualche granellino di sale a darle carattere, da farcire con un paio di fette di mortadella di Bologna tagliata al momento… uhm, non sentite già il profumo?

 4° consiglio per visitare Roma: er caffè è un rito con 3 C.

Se la mattina la colazione richiama nei bar i romani, altrettanto immediatamente accade  dopo, quindi nel dopo pranzo, nel pomeriggio e infine nel dopo cena. Una città di caffeinomani, Roma. Non per nulla sul suo territorio ci sono numerose torrefazioni di ottimo livello, con miscele di caffè provenienti da ogni parte dei mondo. Se Castroni, la Tazza d’Oro, Sant’Eustachio sono solo alcune delle caffetterie più famose del centro storico – state tranquilli che in qualsiasi quartiere della città troverete caffè ottimo, servito con ogni accortezza necessaria ad esaltarne l’aroma. Ricordatevi poi che, se il caffè della mattina è “scappa-e-fuggi”, le successive tazzine hanno diritto alle Tre C: il caffè perfetto è “comodo, caldo e in compagnia”.

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5° consiglio per visitare Roma: pe’ spostatte ‘n città, prenni er tramme.

Già il tramme, o tram come sarebbe più corretto. La mobilità pubblica cittadina è capillare seppur caotica, la frequenza dei mezzi una scommessa non sempre vinta, il sovraffollamento di bus, metro e tram una costante. Ma è l’unica salvezza per chi vuole girare la città da una parte all’altra spendendo poco e in relativamente poco tempo. Tra sensi unici, zone ZTL, varchi aperti e chiusi, muoversi in città con la macchina non è sempre salutare. Resta il taxi, ma i suoi costi lo consigliano solo in caso di necessità o per brevi tragitti. Se poi volete osservare la città secondo prospettive inusuali, non vi resta che salire sul tram 19 al capolinea di Centocelle o di Piazza Risorgimento e farvi scarrozzare, in un giro lungo più di un’ora e mezza, lungo le strade che connettono i quartieri della Roma etnica e popolana alle vie eleganti dei rioni residenziali, passando accanto ai parchi archeologici, al Cimitero monumentale del Verano, a Villa Borghese e ai Parioli, costeggiando lo Zoo e la Galleria nazionale di arte moderna, passando il Tevere fino ad arrivare a due passi dalla Città del Vaticano e dal Cupolone.

 6° consiglio per visitare Roma: nun esse tirchio: la mancia!

Forse da voi non si usa, addirittura vi può sembrare umiliante darla ma qui, a Roma, la mancia è una tradizione. Non scritta, ma osservata. La mancia si lascia al ristorante (qualche euro per arrotondare il conto, senza calcoli complessi come fareste negli USA), al tassista che vi riporta in albergo o vi accompagna ad un appuntamento (anche qui vige la regola dell’arrotondamento, ma un euro almeno va dato), dal barbiere e dalla parrucchiera (un paio di euro “per un caffé”). Ma soprattutto va data a chi lavora dietro il bancone del bar: 10-20 centesimi (è il minimo e, per favore, dimenticatevi le monetine di rame!) vi regaleranno sorrisi, attenzione maggiore, qualche piccolo benefit inatteso come la spolverata di cacao aggiuntiva sulla schiuma del cappuccino o la tazzina riscaldata a puntino.

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7° consiglio per visitare Roma: cammina, ma nun te stancà!

Le dimensioni di Roma non vanno prese sottogamba: anche il più allenato maratoneta rischia di essere fiaccato se non considera bene le distanze che separano una zona all’altra della città. Impossibile girarla completamente a piedi, l’entusiasmo rischia di fare brutti scherzi e di farvi ritrovare doloranti e affaticati. Più che camminare, a Roma si deve passeggiare: il ritmo lento permette di scoprire dettagli ed angoli da set fotografico, di ascoltare il fruscìo delle foglie degli alberi sul Lungotevere, di annusare i profumi che arrivano dai forni. Roma va presa a piccoli bocconi, una zona alla volta, senza fretta, fermandosi di tanto in tanto a riposare sedendosi sulle panchine dei giardini, entrando nei musei, nelle chiese barocche.

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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