Come visitare la riserva di Tor Caldara

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Una volta visto un luogo, in molti evitano di tornarci. Non è il nostro caso: se un territorio ci colpisce per la sua bellezza, se una località ci entusiasma per il paesaggio, se una cittadina ci fa innamorare per la storia che aleggia tra le sue vie, statene certi: noi torniamo più e più volte a visitarli. Un po’ come è successo per la Riserva di Tor Caldara, un lembo di foresta incastrato tra Anzio e Lavinio che sfida la cementificazione imponente e pure un po’ selvaggia che caratterizza delle coste romane.

Noi, a Tor Caldara c’eravamo stati una decina di anni fa, ancora non c’era il blog, raramente portavamo con noi macchine fotografiche e men che meno avevamo gli smartphone. Però la memoria era lesta e capace ed avevamo immagazzinato ricordi di meraviglia fatti di sentieri, boschi, stagni e una vista spettacolare sul Mediterraneo. Per di più,  è relativamente vicina a Roma (circa 60 km.), meta fattibile in giornata sia con la macchina o con lo scooter (ma più avanti trovate anche le diverse soluzioni per chi preferisce utilizzare i mezzi pubblici), quindi… via, si va a visitare la Riserva Naturale regionale di Tor Caldara!

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Percorrendo la via litoranea che collega Ostia ad Anzio, il cartello che la Riserva di Tor Caldara quasi sfugge alla vista se non si è più che attenti: si entra in Riserva da un cancello nemmeno troppo evidente, a poche centinaia di metri dalla zona abitata di Lido di Cincinnato. Va detto: la Riserva di Tor Caldara non è sempre aperta e si può visitare solo il giovedì, il sabato e la domenica, sebbene sia possibile organizzare visite guidate per le scolaresche anche negli altri giorni della settimana.

La Riserva è piuttosto piccola, solo 44 ettari: per visitarla seguendo il percorso segnalato ci si impiega un paio di ore al massimo a far veloci, ovviamente se vi interessa approfondire attraverso i cartelli dislocati sul sentiero oppure fermarvi a fare foto, molto di più. A proposito di sentiero: detto così sembra una cosa complicata, in realtà è pressoché pianeggiante, quasi sempre ampio ed in ogni caso è impossibile perdersi se si seguono le frecce che indicano i percorsi di andata e ritorno.

Certo, avere avuto sotto mano una cartina con l’itinerario, i punti di interesse e un minimo di spiegazioni avrebbe reso la nostra escursione molto più interessante, purtroppo l’ho trovata sul web solo al rientro a casa e devo dire che i guardaparco a cui avevo chiesto informazioni sul percorso sono stati piuttosto scarni di indicazioni (segua il sentiero, non si perde -tutto qui, nemmeno un paio di informazioni aggiuntive per comprendere meglio la storia e l’importanza della Riserva).

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Comunque: il circuito di visita originario è ad anello ma quando ci siamo stati noi – inizi di settembre 2016 – una parte era chiusa al transito da strisce di sicurezza (chissà, forse qualche albero pericolante) quindi si inizia direttamente da quello che dovrebbe essere il punto di conclusione del tour della Riserva per poi riprendere il sentiero principale. Dalla casa dei guardaparco (ci sono anche le toilette, buono a sapersi, no?) dovete quindi andare a sinistra e dopo poche decine di metri troverete la prima stazione (che in realtà è l’ultima, la 17). Proseguite seguendo le stazioni a ritroso fino a incrociare la stazione n. 4, quindi proseguite normalmente. Vi inoltrerete nel bosco, lasciato “vivere” seguendo il ciclo vitale, senza alcun intervento dell’uomo: è così che alcuni alberi oramai morti sono diventati la “casa” di termiti, il rifugio di rettili o il nido per piccoli mammiferi.

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In totale lungo l’itinerario  ci sono appunto 17 stazioni o punti di interesse: incontrerete boschi di leccio, cerro, farnia ma anche stagni, laghetti solfurei, i resti di antiche solfatare, belvedere da cui si può vedere il mare ed, ovviamente, posta a guardia della costa, la cinquecentesca Torre delle Caldane che dà il nome alla Riserva. Il bosco in cui si snoda il sentiero è null’altro che il residuo, minimo, di quella che era una grandissima foresta che fino all’800 arrivava fino al mare dai Colli Albani, oltre 10.000 ettari di alberi e macchia mediterranea. Visitare la Riserva di Tor Caldana è, a mio parere, importante anche per questo motivo: permette di avere un’idea di come potesse essere il territorio laziale prima che il disboscamento, la cementificazione delle coste, lo stravolgimento dell’ambiente naturale prendessero il sopravvento.

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Vi parlavo poco sopra di zolfatare: nella Riserva di Tor Caldara si vedono chiaramente i resti delle cave da cui veniva estratto il prezioso minerale giallo. E in alcune zone, affiora ancora dal terreno l’acqua solfurea proveniente da piccole sorgenti – in estate l’afflusso delle acque è molto ridotto, ma con le piogge si ripristina in parte il sistema che alimenta i laghetti  – e il tipico odore di uova marce impregna l’aria. Il sentiero vi porterà ad attraversare uno di questi specchi d’acqua su un ponticello di legno e poi ancora, più avanti, a percorrere uno stretto tratturo che costeggia le falesie di sabbia e arenaria con, alla destra, un piccolo laghetto palustre. Inutile dirvi che la Riserva di Tor Caldara  fornisce habitat ideale a uccelli e mammiferi: tra i primi il gruccione, la civetta, l’airone cinerino, le anatre mentre tra i secondi si segnalano numerosi conigli selvatici, volpi, ricci. Sempre nella riserva dimorano tartarughe; ci sono anche vipere: occhio a non andare fuori dai sentieri!

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Lungo il percorso si incontrano aree di sosta, punti panoramici, serre e settori didattici, cartelli che raccontano in modo semplice la storia e le caratteristiche di Tor Caldara: ad esempio, camminando in mezzo al bosco verso la zona delle solfatare si incontrano i resti di quelle che furono trincee delle truppe britanniche alleate sbarcate nel 1944 per sfuggire alle ricognizioni aeree nemiche. La zona durante la II^ guerra mondiale fu terreno di bombardamenti ed uno degli stagni non è altro che il cratere lasciato dall’esplosione di una bomba. Più avanti, verso il mare dove c’è la Torre,  ci sono i resti di una villa romana (la zona era particolarmente amata dall’aristocrazia, e lo stesso Nerone aveva fatto edificare la sua grandissima, lussuosa villa estiva ad Anzio) ma nella riserva sono stati trovati oggetti che risalgono a periodi antecedenti, probabilmente dell’età del bronzo.

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Uno dei punti più spettacolari del percorso all’interno della Riserva di Tor Caldara è senz’altro la circolare Torre delle Caldane, fatta edificare da Marcantonio Colonna come punto di avvistamento e difesa dalle incursioni dei pirati saraceni, frequenti all’epoca lungo tutte le coste del Mediterraneo. Per la costruzione della Torre sono stati in parte utilizzati materiali della villa romana e la vecchia struttura militare domina dall’alto un ampio tratto di costa. Purtroppo dalla Riserva di Tor Caldara non si accede al mare (una volta era possibile) e quindi non vi resta che… ammirare il panorama!

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Perché visitare la Riserva di Tor Caldara:

  • è vicino Roma
  • il percorso di visita è facile, adatto sostanzialmente anche ai bambini
  • è una bella meta per una gita “fuori porta”
  • si visita in relativamente poco tempo
  • mostra come era il territorio della costa laziale prima del boom edilizio
  • ha l’ingresso gratuito
  • in estate è un’oasi di ombra
  • c’è un piccolo orto botanico “a misura di bambini”

Come visitare Tor Caldara:

  • il sentiero di visita è di circa 2 km.;
  • si percorre in meno di 2 ore soste comprese;
  • indossate scarpe comode e chiuse
  • portate con voi una piccola scorta di acqua da bere (ci sono dei fontanili ma non sono potabili)
  • scaricate la brochure in pdf della Riserva di Tor Caldara con l’itinerario
  • non dimenticate la macchina fotografica

Dove si trova la Riserva Regionale Naturale di Tor Caldara:

  • indirizzo: Via Litoranea Ostia-Anzio (km 34,400) 00042 Anzio (Roma) – inormazioni tel. 06/9864177
  • sito internet della Riserva di Torcaldara

Come arrivare alla Riserva di Tor Caldara:

  • in auto/moto da Roma: percorrere la Cristoforo Colombo fino ad Ostia e quindi prendere la litoranea Ostia-Anzio; alternativa: prendere la Via Pontina da Roma Eur uscendo ad Aprilia e quindi proseguire lungo la via Nettunense fino al bivio per Villa Claudia, quindi riprendere la litoranea Ostia-Anzio in direzione di Roma per pochissimi chilometri.
  • con i mezzi pubblici: in treno fino ad Anzio, quindi dalla stazione prendere uno deigli autobus della società regionale Cotral che percorrono la via litoranea.

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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