Architetture di Roma – l’ex pastificio Pantanella

I miei nonni abitavano in un palazzone popolare di ferrovieri del quartiere Prenestino, a Roma, e dal balcone della loro casa si vedeva – grande quasi quanto un transatlantico – il complesso industriale del Pastificio Pantanella: ogni volta che andavo a trovarli, correvo sul terrazzino per guardare quell’edificio enorme, dalle mura scrostate e per me, che ero bambina, piuttosto misterioso. Successivamente gli edifici dell’oramai ex Pastificio Pantanella furono abbandonati ad un destino di archeologia industriale, ma solo per poco: divennero rifugio, casa, luogo di speranza e molto spesso di sconfitta di migliaia e migliaia di ultimi della terra. Dire Pantanella in quel periodo era dire Maghreb, Albania, Pakistan, Afghanistan, Bangladesh, Africa. Oggi, a seguito di una generale riqualificazione, l’ex Pastificio Pantanella è tornatao ad essere una struttura architettonicamente interessante e grazie ad OpenHouse 2017, che si è svolto a Roma il 6 ed il 7 maggio 2017, ho avuto la possibilità di visitare l’ex Pastificio Pantanella, esempio di archeologia industriale romana trasformato, dopo le innumerevoli vicissitudini, in un complesso di appartamenti ed uffici.

ex pastificio Pantanella a Roma

ex pastificio Pantanella a Roma

Situata su via Casilina, a pochi passi da Piazza di Porta Maggiore –  a mio parere una delle piazze più belle della città e nello stesso tempo più caotiche di Roma, segnata a metà dall’imponente acquedotto romano ed esteticamente compressa dalla vicina massicciata ferroviaria – il complesso industriale dell’ex Pastificio Pantanella è stato per molti decenni del XX° secolo una delle fabbriche romane più note sebbene la storia dell’azienda risalga al periodo successivo all’Unità d’Italia: la prima fabbrica si trovava nella zona del Circo Massimo, nel palazzo che oggi ospita l’Ufficio elettorale del Comune di Roma ed è solo negli anni venti del Novecento che l’industria si sposta nella nuova sede.

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ex Pastificio Pantanella, edificio originario di Aschieri – Anonimo Fonte: http://www.archidiap.com/ – LICENZA CC BY-SA

Visto da fuori, oggi, il complesso dell’ex Pastificio Pantanella risulta parzialmente nascosto dalla presenza del moderno complesso degli uffici del Ministero dell’economia costruito nel 1967, che ha tolto visibilità a quello che era l’ingresso principale della fabbrica costruita secondo il progetto dell’architetto Pietro Aschieri. Entrando nel complesso  dell’ex Pastificio Pantanella (l’ingresso è in Via Casilina n. 3 o n. 5) e superato il piccolo giardino del cortile di ingresso ci si trova davanti ai vecchi edifici industriali ora riconvertiti in abitazioni, uffici e studi.

ex pastificio Pantanella, Roma

ex pastificio Pantanella, Roma

Una stradina pedonale interna costeggia quello che era il cuore della fabbrica: le linee architettoniche risentono indubbiamente l’influsso dello stile razionalista e monumentale dell’epoca, con numerosi richiami ad elementi dello stile imperiale classico: grandi finestroni, vetrate ampie, lunette e pensiline ed un accesso imponente, oggi appunto nascosto e riconvertito ad accesso alle abitazioni (oltre che a rifugio per la locale colonia di gatti), quasi più adatto ad un complesso monumentale che ad una fabbrica.

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L’edificio storico (a dx), con la serie di finestre ad oblò che ricordano la tomba di Eurisace. Sullo sfondo, gli uffici del Ministero dell’economia

Se prima di entrare nell’ex Pastificio Pantanella avete prestato attenzione alla tomba del fornaio Eurisace – è il monumento bianco che si trova sul lato sud di Piazza di Porta Maggiore incastrato tra l’acquedotto ed i binari del tram –  vi accorgerete che le finestre rotonde più volte che si aprono sulle mura della fabbrica non sono altro che un richiamo agli ‘oculi‘ della tomba romana.

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Ex Pastificio Pantanella, il giardino di ingresso

La fabbrica – vicina ai binari ferroviari e non distante dal popolare quartiere di San Lorenzo – il 19 luglio del 43 fu coinvolta insieme ai vicini palazzi dei ferrovieri nei pesanti bombardamenti che avevano come obiettivo lo scalo ferroviario di San Lorenzo e la fabbrica stessa, considerata obiettivo strategico: ben 13 bombe colpirono la fabbrica, distruggendola parzialmente.

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Ex Pastificio Pantanella, dettaglio della sede di Ginema

L’architetto Vittorio Ballio Morpurgo si occupò della ricostruzione, affiancando alle strutture preesistenti un grosso silos, il nuovo mulino ed un biscottificio, oggi sede della Fondazione Ginema (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto) che proprio in occasione di OpenHouse ha aperto le sue porte agli appassionati di architettura urbana per mostrare l’edificio: la cui struttura originale del capannone è stata preservata ed enfatizzata dallo studio di architettura MdAA Architetti Associati nella ristrutturazione del 2009 che ha mantenuto le capriate originali e separato l’area interna in due grandi spazi collegati tra loro da una galleria di servizi, alla cui estremità sono collocate agili scale in metallo che portano al piano superiore adibito ad archivio. Il colore dominante della sede di Ginema è il bianco con elementi rossi (scenografica la tenda che separa la zona dedicata alle riunioni, un vero e proprio sipario) ed al legno chiaro o bianco dei mobili. Nel vicino auditorium invece, il colore predominante è il nero, in cui il rosso acceso delle poltrone crea continuità con la zona adibita ad uffici.

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Ex pastificio Pantanella, la sede di Ginema nel vecchio biscottificio

Claudia Boccini

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