Un viaggio a Lourdes non è solo per pellegrini

L’aereo della compagnia Alba Star è atterrato da poche ore a Roma Fiumicino e già mi friggono le dita. Devo scrivere, mettere nero su bianco la girandola di incontri, esperienze e sensazioni che hanno accompagnato il viaggio a Lourdes e negli Alti Pirenei. Un viaggio improvviso, assolutamente non programmato e che – come spesso accade con tutto ciò che va fuori dagli schemi consueti –  si è rivelato incredibilmente coinvolgente e fonte di scoperte interessanti, in taluni casi con il plus di esperienze letteralmente mozzafiato.

Un viaggio a Lourdes particolare, non solo dedicato ai consueti itinerari di fede ma un vero e proprio circuito completo in cui hanno trovato spazio le tante offerte che la regione dell’Occitania mette a disposizione dei visitatori, sia che arrivino in questa zona di Francia per un percorso spirituale sia che si tratti di famiglie o sportivi attratti dalle infinite attrattive naturalistiche e storiche. Insomma, tra le montagne degli Alti Pirenei è davvero grande la possibilità di organizzare delle belle vacanze in ambienti puri e incontaminati ed anche io ne ho fatto tesoro per potervi raccontare questa bella Regione francese attraverso i miei post, che vi prometto ricchi di tante indicazioni utili, approfondimenti sulla gastronomia del territorio e ovviamente itinerari da seguire!

Santuario di Lourdes processione serale

Dicevo che si è trattato di un’esperienza diversa fin dal principio:  è stato un viaggio dedicato alla stampa ed ai blogger organizzato dall’Ente del Turismo Francese e si è rivelato un turbinio di esperienze fisiche ma ancor più emotive in cui hanno avuto un ruolo importante i paesaggi montani, il fragore delle acque tumultuose dei ruscelli, le escursioni nelle  cittadine della provincia francese – adorabili! – dove è facile ritrovare il gusto dell’ozio, il piacere di un bagno in uno dei tanti centri termali o il divertimento dello shopping dopo trekking e passeggiate. E sì, certo, è stato anche l’incontro ed il confronto con le esperienze più intime e profonde della fede. Perché è indubbio: Lourdes è Lourdes, una città simbolica, centro rinnovatore di speranza e fulcro di fede cristiana per chi crede.

Se fino a qualche decennio fa la gran parte dei pellegrini italiani arrivava a Lourdes in treno o in autobus, attraversando quasi tutta la Francia del sud in quelli che erano per lo più estenuanti viaggi notturni che vedevano sani ed ammalati uniti in un’unica avventura di ricerca e riscoperta, oggi dall’Italia si arriva rapidamente a Lourdes con l’aereo, atterrando all’aeroporto di Tarbes – Lourdes Pyrénées, un aereoporto dotato di strutture moderne e funzionali ma soprattutto ben collegato con la cittadina francese: la particolarità dell’aeroporto, il suo ‘fiore all’occhiello‘, è la grande attenzione rivolta ai passeggeri, soprattutto a quelli più fragili: un rodato sistema di organizzazione fa sì che gli infermi che arrivano in aereo non siano mai lasciati soli, possano disporre subito di mezzi adeguati di trasporto e trovino ad accoglierli giovani volontari che li accompagnano verso percorsi facilitati. Addirittura, presso l’aeroporto di Tarbes – Lourdes Pyrénées sono disponibili alcune zone di riposo per infermi attrezzate con comodi letti, quasi una piccola residenza temporanea a loro disposizione.

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Pellegrini e fedeli a Lourdes, le fiaccole illuminano la sera

Quasi inutile sottolineare che la fama internazionale di Lourdes – città in cui abbiamo fatto base nel corso del tour alloggiando presso l’hotel ‘La Solitude‘, un hotel semplice, molto pulito, con ampie sale e spazi comuni e particolarmente adatto a gruppi di pellegrini  – è cresciuta di anno in anno dal 1858 quando una giovanissima contadina analfabeta, Bernadette Soubirous, figlia di un povero mugnaio, ebbe l’apparizione (ma sarebbe più corretto dire le apparizioni, in totale furono 18) di una giovane donna vestita di bianco, colei che si auto definì come l’Immacolata Concezione.

Attorno alla grotta santa di Massabielle e lungo il corso del torrente Gave de Pau, nella grande spianata del Santuario –  la stessa in cui ogni sera alle 21.00 si snoda in un lungo sentiero di luce la processione ‘aux flabeaux’, momento forte e commovente anche per chi non crede, in cui il posto d’onore è riservato ai pellegrini infermi – oggi passano milioni di pellegrini e di fedeli, si incontrano volti e si ascoltano idiomi che provengono dagli angoli più lontani del Mondo, uniti nella comune venerazione della Vergine.

Santuario di Lourdes notte

Lourdes è una città particolare, oserei quasi dire straniante, con tre anime diverse e distinte: in alto, sull’asse della bella Fortezza da cui si domina il panorama, si sviluppa la città urbana con il centro amministrativo, politico e commerciale, le vie affiancate da case in stile occitano che indossano balconcini dalle tipiche ringhiere in ferro battuto e imposte dai colori tenui mentre pian piano che si scende a valle, avvicinandosi al corso del fiume ed al Santuario, aumentano i negozi di souvenir, le rivendite di cianfrusaglie turistiche dove trovare rosari, immagini sacre e le immancabili bottiglie a forma di Vergine in cui conservare l’acqua che sgorga dai rubinetti vicino alla Grotta, a mio parere più simili ad un trofeo da riportare a casa che a simbolo di devozione: qui Lourdes si trasforma in città di e per pellegrini e – a meno di non avere una grande e profonda fede che va oltre l’apparenza – può sembrare finta, costruita, perfino ipocrita.

Madonne di Lourdes

Poi, però, si varcano i  cancelli di accesso al Santuario e repentinamente cambia l’atmosfera. Non ci sono più i mercanti del tempio e sebbene Lourdes non sia un luogo silenzioso, i rumori qui giungono stranamente ovattati. Perfino io che non frequento la liturgia cattolica da tempo devo ammettere che non vi è ostentazione o imposizione della religione, all’interno del Santuario è solo pace, senso di condivisione, accoglienza e fratellanza ma soprattutto grandissima speranza, sentimento importante ed essenziale per sopravvivere in questi nostri tempi così complicati (e non sarà questoin fondo, il vero miracolo di Lourdes?). Cosa mi ha più colpito di Lourdes, a parte la speranza e la pace, l’affidarsi alla benevolenza della Vergine degli ammalati e dei loro accompagnatori? Di sicuro, la grande chiesa di San Pio X, una grande struttura moderna (risale agli anni ’50) in cemento armato, semplicissima, capace di contenere 20.000 fedeli. Forse, il luogo di Lourdes dove ho più sentito pulsare la fede e  fluire il divino.

Chiesa Pio X Lourdes

Una constatazione: gran parte dei pellegrini che fanno un viaggio a Lourdes si limitano a restare nei paraggi del Santuario: possibile che chi va a Lourdes da pellegrino non visiti la città ed i suoi dintorni? Inutile girarci attorno: se chiedete ad un pellegrino dove sono gli Alti Pirenei, cosa c’è da vedere in Occitania o anche nella stessa città di Lourdes, nella gran parte dei casi non saprà cosa rispondervi. Il Santuario di Lourdes è un magnete, capace di attrarre milioni di visitatori ogni anno e fagocitare tutto ciò che ha attorno, è un luogo che non è  un luogo, una capsula temporale dove entrare dimenticando affanni e dolori. Eppure la storia a Lourdes è cominciata assai prima dei pellegrinaggi e tanti sono i luoghi – sia in città che negli immediati dintorni – che andrebbero visitati, ritagliandosi piccoli momenti di scoperta. Da sempre paese strategico per la difesa –  gli stessi antichi romani vi avevano installato un accampamento difensivo – Lourdes domina dall’alto la valle con il grande Chateau Fort.

Lourdes Chateau Forte

Oggi lo Chateau Fort è un luogo di cultura – vi è ospitato il Museo dei Pirenei e c’è un delizioso giardino botanico con alcune ricostruzioni di edifici pirenaici  – ma nei secoli scorsi il bastione vide scontrarsi le truppe di Carlo Magno e degli invasori saraceni. Nasce da un avvenimento tra storia e leggenda lo stemma della città, che rappresenta un’aquila posata su un castello che tiene nel becco una trota: l’invasore saraceno Mirat era allo stremo, la fortezza oramai senza più viveri e sul punto di essere sopraffatta dall’esercito di Carlo Magno; nel mentre, un’aquila che aveva ghermito una trota perse la presa e fece cadere il pesce all’interno della fortezza. Anziché mangiarla, lo scaltro Mirat la lanciò nell’accampamento dei Franchi, facendo credere che vi era ancora grande abbondanza di vettovaglie e così riuscì a trattare la resa in modo onorevole, con la contropartita di doversi, però, convertire al cattolicesimo con il nome di Lorus (da cui sembrerebbe derivare il toponimo Lourdes).

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Lourdes – Les Halles (il mercato)

Per chi ama unire il piacere della scoperta alla buona tavola, un luogo esteticamente interessante da vedere in un viaggio a Lourdes e un sicuro indirizzo per acquisti golosi è Les Halles, il mercato coperto che si trova in Place du Champ Commun, nel centro della città alta: inaugurato nel 1900, è edificato con l’uso di strutture in ferro e riprende lo stile del mercato di Tolosa: una volta entrati si viene accolti dai colori allegri della frutta e della verdura, dai profumi sopraffini del formaggi paesani, dalla charcuterie saporita che occhieggia dai banchi insieme alle cosce d’oca tuffate nel grasso (un prodotto tipico dell’Occitania) e da un paradisiaco assortimento di marmellate e composte: una tentazione continua, che nel mio caso sono riuscita a limitare solo grazie al pensiero del peso del bagaglio che avrei dovuto imbarcare in aereo!

A pic de Jer Lourdes

Lourdes – La funicolare del Pic de Jer

Ancora, una bella passeggiata (oppure un ben più comodo bus navetta che parte accanto all’ingresso del Santuario, bus linea A1 – S4) porta fino alla stazione di partenza della funicolare del Pic de Jer, la montagna che si trova proprio sopra Lourdes. La funicolare  raggiunge i 1.000 metri di altitudine ed è stata costruita oltre 100 anni fa – è entrata in funzione nel 1900 – ed all’epoca fu una vera impresa pionieristica ed ingegneristica, con i materiali portati a dorso di mulo. Una volta saliti a bordo si arriva quasi in vetta con un percorso di circa 10 minuti (in alcuni tratti la pendenza è davvero elevata, si arriva in alcuni tratti al 56% ma per fortuna all’interno della vettura non ci si accorge di nulla) ed a metà tragitto – come per tutte le funicolari – si incontrano gli scambi e la vettura che procede nel senso contrario.

Una volta in cima, oltre ad ammirare il paesaggio, si possono percorrere sentieri che portano fino alla croce sulla cima, fare visite naturalistiche educative di 2 ore e 30 minuti adatte ad adulti e bambini insieme alla guida ambientale Hélène (che insegnerà perfino a riconoscere le piante officinali che crescono sul Pic de Jer) oppure una visita guidata nelle grotte che si aprono nella montagna. I ciclisti spericolati possono invece caricare sulla funicolare la loro bici da enduro e scendere una volta in cima utilizzando il sentiero utilizzato dai campioni di mountain bike durante il campionato mondiale. Altrimenti, ci si può semplicemente fermare per uno spuntino al piccolo ristorante panoramico, rinnovato di recente in stile nordico (trovate maggiori informazioni seguendo il link in basso). Accanto alla stazione a valle della funicolare, inoltre, su può visitare gratuitamente il Museo del Rischio Sismico, dove è presente perfino un simulatore di terremoti!

panorama Lourdes e Santuario

Informazioni utili

  • informazioni culturali e turistiche sulla Francia in generale: Ente del Turismo francese in Italia – www.france.fr
  • informazioni turistiche sul Santuario e sulla città di Lourdes www.lourdes-infotourisme.com
  • informazioni turistiche sugli Alti Pireneiwww.pyrenees-trip.it
  • informazioni turistiche sulla Regione Occitaniawww.tourisme-occitanie.com
  • Aeroporto di Tarbes Lourdes Pyrénées: www.tlp.aeroport.fr
  • la Compagnia Aerea Albastar opera voli diretti su Lourdes da Milano Malpensa, Bergamo e Roma Fiumicino; in particolare, da Roma Fiumicino assicura 2 voli diretti a settimana;
  • lo Chateau Fort di Lourdes e Museo dei Pirenei è aperto dalle 10.00 alle 19.00 dal 15 aprile al 14 ottobre (fino alle 18.00 nei restanti mesi) e il biglietto di ingresso regolare costa 7€ (previste riduzioni);
  • la Funicolare del Pic de Jer apre alle 9.30 e termina le corse alle 17.15 (alle 18.15 dal 7 luglio al 10 settembre). Il biglietto di andata e ritorno costa 12€ (previste riduzioni); la passeggiata naturalistica con guida escursionistica ha un costo di €18.00, inclusa la funicolare a/r;
  • il Museo del rischio sismico è aperto dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Ingresso gratuito.
Claudia Boccini

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