Ponte Milvio: uno dei ponti più belli e famosi di Roma

Roma città di ponti, che collegano il lato destro ed il lato sinistro della città, che scavalcano la linea sinuosa e continua del Tevere: sono ben 25 (*) quelli che permettono la circolazione di auto e pedoni, più o meno antichi – qualcuno dei ponti di Roma risale all’epoca romana, con i dovuti rifacimenti – più o meno monumentali. E sono anche belli, alcuni più di altri. E molti sono stati testimoni di vicende storiche o ne hanno sofferto le conseguenze. Se i primi ponti romani erano costruiti in legno in modo da essere facilmente distrutti in caso di attacchi e invasioni e solo successivamente in mattoni e marmi, nel rinascimento della Roma papalina i ponti diventano imponenti, ridondanti di statue e di sculture mentre negli ultimi decenni gli ultimi ponti pedonali costruiti per collegare le due sponde del Tevere hanno le linee aeree e leggere delle architetture contemporanee.

Ponte Milvio 1

Uno dei ponti di Roma più belli, monumentale e dotato di una fuga prospettica pressoché perfetta è il Ponte Milvio, che raccorda il quartiere Della Vittoria con il quartiere Flaminio ed è oggi un ponte pedonale oltre che uno dei ponti più antichi di Roma, almeno nelle sue tre arcate centrali che risalgono alla struttura romana (il ponte venne edificato con parti in pietra nel primo secolo d.C. e più volte ricostruito). Davvero bello, soprattutto se si osserva dal lato del quartiere Flaminio, con il selciato acciottolato che entra fluido nella porta sovrastata da una torretta monumentale, quasi un ‘arrivederci’ della città di Roma a chi si incamminava verso il nord. Le sponde del Tevere in questa parte della città non hanno argini alti e gli alberi crescono selvaggi a pelo d’acqua, in direzione di Monte Mario una cascatella movimenta il corso del fiume e sotto gli archi di Ponte Milvio sguazzano anatre, folaghe e anche diverse nutrie.

Ponte Milvio  7

Ponte Milvio è stato protagonista di un avvenimento a metà tra storia e leggenda: la tradizione vuole che proprio a Ponte Milvio l’Imperatore Costantino abbia avuto la visione della croce infuocata nel cielo con la scritta ‘In hoc signo vinces‘, da cui discese la proclamazione del cristianesimo quale religione ufficiale dell’Impero. E’ un ponte chiave, che ha sempre svolto un compito fondamentale per i commerci ed i traffici della città, primo punto di accesso per tutti coloro che arrivavano dal nord e soprattutto dalla Toscana, dall’Umbria e dalle Marche ma anche, suo malgrado, primo baluardo in caso di invasioni.

Ponte Milvio  3

Nel 1805 Papa Pio VII promosse il recupero e la sistemazione di Ponte Milvio, di cui era rimasta solo la sezione centrale in pietra e due ponti levatoi in legno alle due estremità, incaricando l’architetto Giuseppe Valadier di recuperare e sistemare il ponte (è del Valadier la struttura neoclassica della Torre, subentrata ad un torrione medievale) mentre un altra vicenda importante nella storia del ponte risale al 13 maggio del 1849, quando le truppe garibaldine per difendere la Repubblica Romana fecero saltare la struttura per ritardare l’ingresso in città delle truppe francesi del generale Oudinot (il ponte venne poi fatto ricostruire da Pio IX). Nella volta della Torretta c’è comunque una targa commemorativa delle imprese garibaldine, posta nel 1931.

Ponte Milvio  8

Da entrambi i lati di accesso al ponte sono state installate statue sacre (l’Immacolata e San Giovanni Nepomuceno dal lato del quartiere Flaminio mentre il battesimo di Gesù è posizionato nel lato di Piazzale di Ponte Milvio, in cui le statue del Cristo e del Battista sono insolitamente separate e poste ai due lati della Torretta Valadier. Per scoprire il perché, leggete il post “Ponte Milvio, quel Cristo separato in casa dal Battista” ).

Ponte Milvio  6

Molto più recente la notorietà di Ponte Milvio come ‘ponte degli innamorati’ e dei lucchetti:  a seguito della pubblicazione nel 1992 del romanzo “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia e della successiva trasposizione cinematografica, schiere di giovani e adolescenti innamorati hanno emulato i protagonisti della storia agganciando ai lampioni del ponte o sulle catene che chiudono l’accesso alle auto lucchetti, quale pegno di un amore indissolubile. Talmente tanti lucchetti (decine e decine di migliaia, in pratica non c’erano fidanzati e innamorati romani che non celebravano questo rito laico e cinematografico!) che i lampioni di Ponte Milvio sono collassati sotto il peso, costringendo il Comune a rimuoverli per salvaguardare il bene storico e la sua staticità.

Ponte Milvio viene affettuosamente chiamato dai Romani ‘Ponte Mollo’, in quanto è uno dei primi ponti di Roma ad essere interessato in caso di piene del Tevere. In un prossimo post vi segnalerò invece i locali accanto a Ponte Milvio dove fare un’ottima colazione, uno spuntino o un pasto veloce e soprattutto come arrivare a Ponte Milvio con i mezzi pubblici dal centro di Roma.

Ponte Milvio  4

(*) I Ponti di Roma, da nord a sud

  1. Ponte Flaminio
  2. Ponte Milvio (pedonale)
  3. Ponte Duca d’Aosta
  4. Ponte della Musica (pedonale)
  5. Ponte Risorgimento
  6. Ponte Giacomo Matteotti
  7. Ponte Pietro Nenni
  8. Ponte Regina Margherita
  9. Ponte Cavour
  10. Ponte Umberto I
  11. Ponte Sant’Angelo (pedonale)
  12. Ponte Vittorio Emanuele II
  13. Ponte Principe Amedeo Savoia Aosta
  14. Ponte Giuseppe Mazzini
  15. Ponte Sisto (pedonale)
  16. Ponte Garibaldi
  17. Ponte Cestio – isola Tiberina – lato Trastevere
  18. Ponte Fabricio – isola Tiberina (pedonale) – lato Ghetto
  19. Ponte Palatino
  20. Nuovo Ponte Sublicio
  21. Ponte Testaccio
  22. Ponte dell’Industria
  23. Ponte della Scienza (pedonale)
  24. Ponte Guglielmo Marconi
  25. Viadotto della Magliana

 

      Ponte Milvio  2

Claudia Boccini

2 Commenti

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    Claudia Landoni settembre 20, 2017

    bellissimo e interessantissimo post, che per la prima volta mi ha fatto leggere in modo diverso l’episodio di Costantino… Questa volta, forse perché ho studiato un po’ di storia da quando la maestra delle elementari me lo aveva raccontato con tanta enfasi. più che come una conversione repentina l’ho letto come una strumentalizzazione della religione per ottenere potere… La scritta sulla croce allude ad una vittoria con quel segno, non alla salvezza della sua anima…

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      Claudia Boccini settembre 20, 2017

      Infatti fu una vera e propria scelta strategica, oggi diremmo politica. E qualche secolo dopo Enrico di Navarra ha fatto suo il principio con “Parigi val bene una Messa” ????

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