I gioielli di carta pesta Pamphlet, leggeri come pensieri positivi

Lei impasta, frulla, stende. E poi ritaglia, decora e assemblea, sempre attenta ad ogni minimo dettaglio. Non sto parlando di una pasticcera provetta ma di Greta, l’artefice dei gioielli di carta pesta Pamphlet, artista mantovana con la passione per la carta in tutte le sue declinazioni, che riesce a trasformare in gioielli esclusivi, colorati e leggeri come possono esserlo solo i pensieri positivi.

Ho incontrato Greta Bellini ed i suoi gioielli di carta pesta Pamphlet di recente, nel corso del Design Market #Capsula, organizzato all’interno delle Serre dei Giardini Margherita di Bologna ed è stato amore a prima vista per le sue creazioni colorate. Ero a Bologna per assistere agli eventi di I.ta.cà, Festival del turismo responsabile ma, ancor prima di tuffarmi negli argomenti dei diversi seminari in programma, la mia attenzione è stata catturata da un allestimento tenue e romantico: impossibile non essere attratti dall’ombrellone da giardino con le sfere luminose appese che incorniciavano i comodini d’antan, resi omogenei da una passata generosa di azzurro leggiadro e burroso. E vogliamo parlare delle peonie rosa che facevano capolino da una bella caraffa ugualmente azzurra? No, impossibile restare (solo) a guardare, troppo bello l’insieme e ancor più belli i bijoux esposti, frutto del lavoro attento di Greta e della sua passione per tutto ciò che è il colore. E per i viaggi.

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photo credit @Greta Bellini

Un vero colpo di fulmine, il bello è bello e il cuore lo riconosce senza bisogno della ragione e più osservavo le collezioni di gioielli di carta pesta Pamphlet più me ne innamoravo perché i bijoux di Greta sono storie di viaggi trasformate in gioielli. Raccontano uomini e terre lontane, rubano i colori dai riad marocchini e al mare della Grecia, mostrano le atmosfere garbate del Giappone e quelle très charmant di Parigi. Sono un antidoto alla profonda nostalgia del viaggio quando, per mille motivi, non è possibile partire.

Ovviamente, non sono riuscita a resistere. Uno di quei bijoux così particolari doveva assolutamente essere mio, doveva diventare il mio personale amuleto colorato in grado di accompagnarmi nei viaggi urbani e intercontinentali. Ho acquistato uno dei gioielli di carta Pamphlet in modo del tutto impulsivo, senza pensarci nemmeno troppo, senza chiedermi se il costo fosse adeguato (sì lo è, ve lo assicuro), guidata nella scelta solo dall’incanto che quei due medaglioni luminosi nei toni del rosa e del verde mi suscitavano. Ho scelto – e non poteva essere altrimenti – un lungo laccio della collezione Ikebana ispirata al Giappone, con due medaglioni decorati da peonie, arcobaleni azzurri e caratteri giapponesi.

Non è bellissimo?

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Greta pone mille cure nella realizzazione dei suoi sono gioielli di carta – paper jewels, o PJ, li chiama lei – e a ben vedere sono bijoux poveri, che riutilizzano vecchi giornali trasformati in cartapesta. Un materiale essenziale, con enormi potenzialità artistiche, che Greta nobilita e pone alla base delle sue creazioni su cui poi applica grafiche colorate create e stampate appositamente, in alcuni casi aggiunge dettagli come vecchi francobolli, ritagli di libri di poesie o di pubblicità vintage, di cui predilige quelle che richiamano gli anni ’50.  I gioielli di Greta una volta finiti sono di una leggerezza incredibile – se non vi fosse la catena dorata a trattenerli i medaglioni potrebbero prendere il volo al primo alito di vento, come farfalle dalle ali di carta – e l’attenta laccatura – necessaria per preservarli dall’umidità e dalla pioggia – li rende luminosi quasi come ceramiche smaltate. Quasi inutile dire che le creazioni artigianali di Greta sono pezzi unici e che anche all’interno delle singole collezioni si differenziano l’uno dall’altro per dettagli, colori, forme.

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photo credit @Greta Bellini

Greta Bellini non si è improvvisata designer: il suo percorso contempla un diploma all’Istituto d’Arte di Mantova, un diploma di grafico ed uno di ceramista. Sa esattamente come trattare la materia e come questa  può essere lavorata, plasmata, resa cosa altra e diversa. Ha cominciato a creare i suoi gioielli di carta pesta dal 2010 dopo un periodo di lavoro in cui non trovava più stimoli e – come accade solo a chi ha il coraggio di gettare il cuore oltre la siepe – ha (ri)trovato nella sua vena artistica nuovi, entusiasmanti modi di espressione. Anche il nome del suo brand, Pamphlet, non nasce per caso: chi scrive un pamphlet  (sono piccoli opuscoli per lo più polemici  o satirici) lo fa per manifestare la sua voce ed il suo pensiero ma anche  per reagire davanti a situazioni non più sostenibili.

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photo credit @Greta Bellini

Tra le diverse collezioni in mostra a Bologna che ho potuto apprezzare – e che avrei voluto acquistare in blocco! – ce ne erano tante ispirate dai viaggi, un tema ricorrente nei gioielli di carta Pamphlet: oltre alla già citata Ikebana, molto intrigante Voyage, che recupera le pagine di vecchi atlanti o anche le ispiranti Alhambra, Medina e Berberè, dove si ritrovano i colori accesi delle medine arabe, delle spezie e dei tramonti africani mentre in Meltemi c’è tutta la forza del Mediterraneo. Deliziosa la collezione Sailor, in cui rielabora la sagoma della classica barchetta di carta, la veste in bianco, rosso e blu e le mette vele fatte di pagine di giornali. In esposizione a Bologna anche la sua nuova capsule collection estiva, Tuttifrutti, bijoux al sapore di frutta estiva matura e succosa!

Oltre alle foto di questo post, potete vedere i gioielli di carta Pamphlet creati da Greta Bellini sul profilo Instagram Grepamphlet e sul suo sito Pamphlet-PJ (su cui potete anche acquistarli, i prezzi variano in base al bijoux tra i 14 ed i 35 euro. Io il mio laccio Ikebana l’ho pagato 35 euro).

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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