Come visitare il tempio Doi Suthep a Chiang Mai

doi1 Non si può andare a Chiang Mai e non andare a visitare il Tempio Doi Suthep (modo comune per indicare il Wat Phra That Doi Suthep)! Il tempio, uno dei più importanti e venerati della Thailandia, si trova a  circa 16 chilometri dal centro della città, arroccato su una delle montagne che costituiscono il comprensorio del Parco Nazionale Doi Suthep-Pui.

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Sorto nel 13° secolo – secondo la leggenda, il luogo è stato indicato da un sacro elefante bianco che trasportava un reliquia del Buddha – e diventato ben presto centro di venerazione popolare, ospita oggi una vasta comunità monastica ed un interessante scuola di meditazione, Doi Suthep Vipassana Meditation Center (*) aperta a tutti coloro che sono interessati ad approfondirne le tecniche secondo i principi buddisti.

Il tempio domina dall’alto la città e, fino al 1935, l’unico modo per arrivarci era seguire i sentieri lungo la montagna: quella che oggi è la strada asfaltata, tutta curve, che i guidatori di taxi Songthaew (**) affrontano come se stessero correndo una gara di Formula Uno. In ogni caso, visitare il Doi Suthep ripaga da ogni mal d’auto!

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Noi abbiamo raggiunto il tempio Doi Suthep nel corso dell’escursione con il taxi che avevamo noleggiato per l’intera giornata per 1.000 bath (ne parlo anche nel post generale sul  nostro itinerario di viaggio in Thailandia) e ci siamo arrivati nel primo pomeriggio, quando gran parte dei turisti che arrivano con i pullman delle gite organizzate erano già andati via. Dal piazzale del parcheggio ci sono due modi per arrivare all’ingresso del tempio: o salendo i 309 ripidi scalini della lunga scala sinuosa fiancheggiata da due muretti a forma di serpenti (Naga), con mosaici colorati e scintillanti, oppure utilizzando una piccola funicolare. I turisti vengono indirizzati verso questa seconda opzione, che ovviamente ha un costo (non eccessivo: 40 bath a/r).

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Comunque, a piedi o meccanizzati, una volta arrivati al tempio vi troverete in un complesso a cerchi concentrici, in cui nel più esterno si trovano uffici di servizio, piccoli esercizi commerciali, un paio di bar/ristoranti e, dall’altro lato rispetto alla zona di ingresso, la grande terrazza che affaccia sulla città di Chiang Mai: una vista affascinante, che permette di comprendere la reale estensione della città e di individuare con esattezza il nucleo centrale, segnalato dai viali e dal fiume che crea un quadrato perfetto.

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Sempre nel cerchio esterno del Doi Suthep, si trova il tempio dedicato al mitico elefante bianco ed uno dei più grandi gong del mondo, che si può suonare. Solo in questa zona è possibile indossare scarpe, altrimenti, per visitare il sancta sanctorum, dovrete andare scalzi e/o con calzettoni. In ogni caso, indossate un abbigliamento consono al luogo (vedi più avanti).

Tolte le scarpe ed entrati, attraverso una porta,  nel secondo cerchio, preparatevi a fare OHHH!

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Ovunque templi, statue di Buddha a profusione di ogni forma e misura, statue di santi eremiti, serie infinite di campane (pare che suonarle tutte garantisca salute, fortuna e prosperità), piccole cappelle rutilanti di oro, venditori di oggetti sacri (candele, incenso, fiori di loto). Sovrasta il cortile la guglia del grande Chedi d’oro a forma di campana che contiene la reliquia del Buddha,  inserito in un recinto sacro riservato alla liturgia ed alla preghiera. Sarà facile vedere file di devoti che, al seguito di un monaco, percorrono incessantemente il periplo del Chedi recitando litanie.

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L’atmosfera è mistica e spirituale ed anche se non si è di religione buddista, la liturgia è molto emozionante nonostante ogni tre per due ci siano cassette per offerte e donazioni (e una cassetta per le offerte c’è anche accanto al drappo – sui cui si possono lasciare i propri nomi – destinato ad avvolgere il tempio). Il ricavato delle donazioni serve a sostentare i monaci ed i novizi che abitano nel tempio o vi studiano, nonché per la manutenzione degli edifici sacri. Inoltre, all’interno del sancta sanctorum ci sono affreschi che raccontano la vita del Buddha ed epopee mitologiche nonché una copia del Buddha di smeraldo (il cui originale si trova a Bangkok all’interno del Grand Palace).

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Nei templi che si aprono attorno al Chedi centrale è possibile ricevere da uno dei monaci una benedizione. Noi non ci siamo tirati indietro e dopo un profluvio di acqua aspersa sulle teste (molto simile alla benedizione cattolica, va detto) e 100 bath di offerta, abbiamo scoperto che il monaco parlava un po’ di italiano perché aveva studiato a Roma: quasi da non crederci!

L’altitudine (siamo a circa 1000 mt. s.l.m.)  e l’abbondante vegetazione tropicale fanno del Tempio Doi Suthep un luogo fresco in cui rifugiarsi nelle giornate più torride. Il Tempio è aperto dalla 6 del mattino alle 6 del pomeriggio circa.

Da tenere a mente per visitare il tempio Doi Suthep:

  • i monaci buddisti hanno alcuni privilegi: nei bus, nei treni, negli aerei e perfino sui mezzi pubblici hanno posti a loro riservati (ed al Grand Palace di Bangkok ho visto che hanno perfino toilette tutte per loro!)
  • le donne non devono mai toccare i monaci, viene considerato atto di grave offesa e irrispettoso;
  • nei templi buddisti è richiesto un atteggiamento rispettoso ed un abbigliamento sobrio, senza braccia/gambe scoperte o scollature. Perfetti pantaloni lunghi o gonne oltre il ginocchio, magliette a mezze maniche, camicie. Per le donne: se indossate un top, abbiate l’accortezza di coprirvi con una stola o una pashmina (altrimenti rischiate di non entrare nel tempio);
  • le foto si possono scattare (lo fanno tutti) ma anche qui evitate eccessi o pose sconvenienti o offensive. Per fotografare i monaci, chiedete se potete prima. E se fotografate le statue del Buddha, massimo rispetto.
  • evitate grida, urla, schiamazzi: è un luogo sacro!

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 Come arrivare al Tempio del Doi Suthep:

  • per visitare il Tempio Doi Suthep  calcolate circa 30 minuti dal centro di Chiang Mai: potete noleggiare un taxi, un songthaew rosso oppure un tuk-tuk per un paio di ore, in modo da garantirvi sia il viaggio di andata che il ritorno in città. Il costo variabile in base alle vostre capacità di contrattazione, ma minimo sono 400 bath. Valutate se è il caso di noleggiare auto+driver per l’intera giornata ed accorpare più visite fuori città. In ogni caso, il solo tragitto di andata (o di ritorno) non vi costerà meno di 100 bath a persona;
  • noleggiate un motorino, stando ben attenti al traffico ed alla guida. Verificate l’efficienza del mezzo, perché se la salita al Doi Suthep è ripida, altrettanto lo è la discesa.

  Loving – kindness

cements the people of the world

(proverbio buddista)

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Note

(*) il Doi Suthep Vipassana Meditation Center è aperto – su prenotazione – a tutti coloro che vogliono apprendere le tecniche di meditazione. Chi partecipa accetta di adottare, per il tempo del corso, le abitudini dei monaci e quindi sveglia alle 5.00 del mattino e ritiro serale alle 21.00 , solo due pasti vegetariani al giorno (e nulla nel pomeriggio-sera), sobrietà assoluta da alcool, droghe, piaceri carnali. Il corso minimo, per principianti, dura 4 giorni, il corso completo 21.

(**) songthaew: mini autobus collettivo – ci si siede su panche di legno – che a Chiang Mai è individuato dal colore rosso della carrozzeria

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

2 Commenti

  1. Avatar
    marina ilgustoinviaggio dicembre 31, 2017

    Ma lo sai che anche noi durante il nostro viaggio nel 2015 abbiamo incontrato un monaco che parlava italiano?Abbiamo anche scattato una bella foto!

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