Ristoranti di classe a Roma: il ristorante Madre

Roma non è soltanto trattorie e osterie, non è più cucina del quinto quarto e della ‘matriciana, o almeno non solo e non nel modo tradizionale in cui siamo abituati a pensarla. La ristorazione romana – passo dopo passo, ché il gap con la ben più cool Milano è duro da superare – sta proseguendo con coerenza il suo percorso per affrancarsi da una cucina appetitosa ma caciarona, collezionando riconoscimenti e stelle e imbastendo su un canovaccio ancora tutto da scrivere una storia che sa di rigore e di contaminazioni. Artefici di questo nuovo corso – che spesso vede i grandi classici della cucina romana abbracciare con entusiasmo i profumi e le spezie di Paesi lontani – sono i giovani chef capaci di immaginare, sperimentare, ibridare ingredienti e metodi di cottura, spesso all’interno di ristoranti che assomigliano a set cinematografici.  Il ristorante Madre è così, uno chef stellato a dirigere la brigata in cucina, una lounge con un cocktail bar che assomiglia ad un salotto, un jardin d’hiver suggestivo (e la statua gialla dello scimpanzé che scende dal soffitto contribuisce a conferirgli ironica bizzarria) in cui trovano spazio i tavoli curati ed ovviamente una carta che riesce a far viaggiare gli ospiti ben oltre i confini della Capitale.

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Il ristorante Madre – ma la definizione è limitativa, in quanto si tratta di uno spazio poliedrico che è anche pizzeria di alta qualità, cocktail bar e chevicheria – è inserito ai margini del Rione Monti nel contesto dell’Hotel Roma Luxus, contemporaneo 5 stelle che recupera spazi settecenteschi un tempo adibiti a convento di monache,  accanto all’Università Pontificia Angelicum e con favoloso affaccio sulla chiesa dei Santi Domenico e Sisto e sulla Torre delle Milizie dei Mercati Traianei. Nasce grazie all’esperienza pluriennale affinata in Italia ed all’estero (Inghilterra, Spagna, Cina) dello chef Riccardo di Giacinto, patron del ristorante All’Oro e dell’hotel The H’All Tailor.  Insignito nel 2007 dalla Guida Michelin di una stella per All’Oro, lo chef di Giacinto ha fatto del ristorante Madre un inno alla forza primigenia e generatrice della natura, che si esprime attraverso la presenza di ambienti accoglienti e viene celebrata (anche) negli impasti a base di madre.

Ho conosciuto il ristorante Madre (e me ne sono innamorata!) in una serata speciale, un incontro con donne belle, capaci ed intelligenti con cui condivido la passione per Instagram: mentre fuori Roma indossava un abito luccicante di pioggia ed il vento freddo era incapace di spazzare via le nubi, dentro l’abbraccio di Madre mille chiacchiere calde e allegre hanno trovato spazio tra una cheviche, un calice di vino, un cocktail. Altamente instagrammabile, il concept del ristorante Madre è stato curato dall’architetto e designer Danilo Maglio, che ha creato un ambiente lussuoso ma non spocchioso, sicuramente sereno.

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La carta di Madre non è particolarmente vasta, le proposte sono selezionate come è giusto che sia per garantire qualità e perfezione ed ha uno spazio dedicato al vino alla mescita, alla birra, ai soft drink ed ai cocktail – non ci sono i classici (ma si possono chiedere) ma sperimentazioni interessanti come, ad esempio, il Mediteraneo che mixa gin, succo di limone, sciroppo di aceto balsamico e mirtilli e lo completa con essenza di rosmarino. Una selezione di antipasti e stuzzichini, di cheviche, di pizze gourmet e molto glamour nell’accostamento dei colori e due versioni di tacos di chiara ispirazione latina. Poi la carne e il pesce – che vengono serviti con un piccolo barbeque in modo da cuocerli direttamente al tavolo – e una curiosità che rivisita un lievitato tipico romano, il maritozzo.

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Normalmente i maritozzi sono venduti nelle pasticcerie storiche romane farciti con panna montata ma al ristorante Madre diventano – in formato mini – contenitori di ripieni insoliti, che mescolano il gusto dolciastro del maritozzo con quello del vitello tonnato, della zucca con parmigiano ed aceto balsamico, della crema di ceci con baccalà mantecato e guanciale sbriciolato. Anche per il dessert la scelta è selezionata ed interessante e tra le proposte troviamo nuovamente il maritozzo (ma questa volta farcito con ricotta e pere); il dolce piña colada con i sapori dei tropici; la pizza dolce del ristorante Madre che sa di casa e profuma di camini accesi; il curioso terramisù, rivisitazione del tiramisù con terra di cacao, orzo e tuberi.

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Io ho assaggiato la zuppa di granchio e latte di cocco (delicata e giustamente aromatica), un taco con tonno marinato con cipolla in agro e guacamole, un maritozzo con ceci, guanciale e baccalà mantecato e bocconcini di pasta madre fritta con salse vegetariane. In più, in quattro, abbiamo condiviso un ‘terramisù’. Difficile, davvero difficile, trovare qualcosa che non andasse bene!

Il conto del ristorante Madre non può essere quello di una trattoria di quartiere (ed anche le pizze superano facilmente  i 15€), ma in fondo non è nemmeno esorbitante come ci si potrebbe aspettare in un locale di questo genere in cui tutto – dall’ambiente alla cucina – è espressione di professionale dedizione e capacità: mettete in conto, se vi limitate con gli alcolici, una cinquantina di euro a persona.

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Informazioni utili:

  • Ristorante Madre – Largo Angelicum 1a (piazzetta laterale di Largo Magnanapoli, zona Mercato di Traiano/Via Nazionale) – 00184 Roma – tel. 06.6789046
  • Il ristorante Madre non fa turni di chiusura ed è sempre aperto per pranzo, cena, aperitivi, ecc.
Claudia Boccini

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