Da casa in ufficio e ritorno lungo le strade di Roma

Quante volte fate il tragitto casa-ufficio-casa mettendo il pilota automatico, insomma, senza guardarvi attorno? Non importa che raggiungiate il posto di lavoro con i mezzi pubblici, la macchina o le due ruote, il percorso diventa solo una linea tracciata tra il punto A ed il punto B, e tutto quel che c’è nel mezzo… non rileva! Eppure, e parlo di me, in 7 km. di strada  ce ne sono di cose da vedere!
Lo scorso venerdì mi sono imposta di aprire occhi e fermare con l’obiettivo la Roma dei palazzi e degli uffici che incontro ogni mattina. Il risultato? Una serie di fotografie “di corsa”, scattate dallo scooter in movimento (e perdonatemi se sono sfocate…).
Tra i primi palazzi a darmi il buongiorno ci sono la facciata vetrata di Nuovo Trasporto Viaggiatori e poco distante il “fortino” di inizio ‘900 delle Ferrovie dello Stato: due idee diverse di fare trasporto su rotaia.
Lungo Corso d’Italia le antiche mura romane fanno da riparo ad homeless accampati mentre  il traffico della mattina fluisce impetuoso nelle gallerie sotterranee…
Via Veneto senza l’assalto dei pullman turistici è privilegio dei mattinieri. Ed un caffè al Cafè de Paris o da Doney fa iniziare la giornata in Dolcevita style…
La macchina della polizia sotto il Grand Hotel Excelsior segnala la quotidiana presenza di ospiti di riguardo…
… mentre l’Ambasciata americana, protetta da una cortina di sicurezza impenetrabile, possiede una delle poche palme romane sopravvissute indenni agli attacchi del punteruolo rosso!
Il curvone di Via Veneto mi avverte che ricorda che sono quasi arrivata in ufficio… Roma è sonnolenta, con le luci accese e le strade vuote: ancora per poco!
La strada di ritorno passa davanti al Palazzo del Quirinale. Ogni volta che lo vedo mi viene in mente una bambina curiosa (e molto impertinente!) che correva tra gli enormi saloni per andare a ricevere  il regalo della Befana del Presidente… la stessa bambina che che ora si diverte a fare la blogger!
Dall’altro lato  della piazza del Quirinale, le Scuderie ospitano i grandi eventi d’arte, mentre  alla fine di Via XXIV Maggio la Torre del Foro di Traiano svetta su via Nazionale, con gli immancabili pini di Roma a far da scenografia…
In Piazza Venezia l’attenzione si focalizzata immancabilmente sul Vittoriano, più conosciuto come Altare della Patria, Torta di panna o Macchina da scrivere: amato/odiato dai romani, è un monumento fuori contesto posizionato com’è nella parte più antica di Roma, vicino al Campidoglio e al Foro Romano.
Muoversi per Roma è imbattersi  spesso in deviazioni, transenne e cantieri aperti: la Capitale del prossimo futuro cerca (con affanno…)di restare al passo con le città europee e si sta dotando della terza linea metropolitana.  
Lo scooter vola su via dei Fori Imperiali, lungo rettilineo che collega Piazza Venezia con il Colosseo. Costruita nel ventennio fascista abbattendo un intero quartiere della città per dare spazio e scenarioa deguato alle  grandi parate, oggi è ostaggio di turisti e di venditori di souvenir a poco prezzo.
Un panorama ed una scenografia senza eguali: da ogni parte si annusa la storia, basolati, colonne, marmi… chissà quante storie hanno visto e quante ne potrebbero raccontare!
E il compito di recitare il ruolo di prim’attore spetta da quasi duemila anni a  lui, il sommo Colosseo. Ma vi siete mai resi conto di quanto è grande l’Anfiteatro Flavio? E come il cielo assuma un colore speciale se visto attraverso i suoi archi?
Un palazzo anni  ’30, che a suo tempo ospitava il Ministero dello Colonie,  è la sede della FAO, l’Agenzia delle Nazioni Unite per la nutrizione e l’agricoltura. Funzionari di ogni paese della terra lavorano per promuovere azioni per eliminare la malnutrizione e ed aumentare la crescita economica dei Paesi in via di sviluppo.
Continuando lungo Viale Aventino si arriva alla Piramide Cestia, la tomba in stile egizio fatta costruire da un ricco epulone  romano…
… e anche la stazione dei treni per Ostia (il mare dei romani…)  la richiama nelle forme classicheggianti.
Dall’antico e dal classico si passa rapidamente all’ipermoderno: ecco sfilare la sagoma del nuovo ponte sulla ferrovia che – finalmente! –  riunisce e collega i quartieri Ostiense e Garbatella, opera dell’ingegnere Francesco Del Tosto.
Ancora un salto nella storia, questa volta non troppo lontana: ecco  l’Albergo Rosso, il complesso di case popolari della Garbatella costruito negli anni ’30, destinato alle maestranze chiamate dalle campagne per lavorare al nuovo volto di Roma capitale dell’Impero .
Mentre il sole inizia a tramontare, la periferia torna lentamente a ripopolarsi… il traffico di ritorno congestiona le strade… 

… e con un tramonto che incolla lo sguardo Roma saluta e augura buonanotte…

Claudia Boccini

4 Commenti

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    Gua-sta Blog dicembre 07, 2012

    Direi che quasi quasi puoi essere contenta di andare in ufficio! Bellissima Roma….

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    Lallabel dicembre 06, 2012

    E questo sarebbe il tuo tragitto? che schifo… No dai a parte gli scherzi è vero, a volte vedo una casa e mi chiedo se ci sia sempre stata lì. In 20 anni che faccio quei 40 km il pilota è diventato fin troppo automatico.
    Comunque mi piace pensarti mentre vai col tuo scooter per le vie di Roma in mezzo a tutte quelle meraviglie!

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