Le nuove divise di Alitalia

1950_Sorelle_Fontana

Presentate a Roma le nuove divise di Alitalia: la compagnia aerea italiana decolla rapida verso il futuro e rinnova la sua immagine di brand, con aerei dalle livree nuove e con nuovi, stilosissimi abiti per gli equipaggi, mostrati in un evento aperto alla stampa (e ai blogger) alla presenza del Presidente Luca Cordero di Montezemolo, del Vice Presidente James Hogan e dell’amministratore delegato Cramer Ball, che si è tenuto il 18 maggio a Roma.

1960_Delia_Biagiotti

Inutile dirvi che non appena ho saputo che l’invito era stato esteso anche ad AITB, l’Associazione dei Travel Blogger Italiani di cui faccio parte, non ci ho pensato due volte e mi sono resa disponibile a partecipare: io adoro le sfilate di moda, ho una passione per  le divise delle hostess (come, non lo sapete? Da bambina mi divertivo a disegnarle per le mie numerose Barbie, ora potete anche prendermi in giro ma è assolutamente vero!) ed ero terribilmente curiosa di vedere i nuovi “abiti da lavoro” di Alitalia e soprattutto cosa avrebbe proposto la compagnia  dopo le storiche divise disegnate da mostri sacri della moda italiana come le Sorelle Fontana (anni ’50), Delia Biagiotti (anni ’60), Mila Schön (anni ’70), Florence Marzotto (anni ’70), Giorgio Armani (anni ’90) e quelle blu e verdi, onestamente meno smart, più simili a divise di collegio e comunque oramai datate, di Mondrian. L’ultimo restyling delle divise Alitalia risale infatti al 1998 e le attuali divise avevano davvero il diritto di andare in pensione!

1969_Mila_Schon

Lo stile italiano portato in giro per il Mondo da Alitalia è una biglietto da visita che fa conoscere ed apprezzare i nostri valori più saldi e l’eccellenza del Made in Italy: anche nella scelta delle nuove divise si comprende che Alitalia – che, come saprete bene se leggete da un po’ il mio blog, non è esattamente una delle compagnie che scelgo prioritariamente – ha davvero imboccato un nuovo corso, forte dell’apporto dei capitali di Ethiad (che possiede Alitalia al 49%, mentre il 51% è in mano all’azionista italiano CAI), con uno stile di management aperto e capace di intercettare i bisogni dei passeggeri. Ma, aggiungo, anche i loro sogni: Alitalia è Italia, e l’Italia ha bisogno di Alitalia per dare concretezza e ali al suo futuro, per far conoscere il nostro Paese, per catturare il nuovo turismo proveniente dai Paesi emergenti.

1972_Mila_Schon

Chi in Italia viene per piacere o lavoro trova, fin da quando sale a bordo di un aereo Alitalia, le eccellenze del nostro Paese ed ecco perché sia la campagna marketing, con immagini coinvolgenti che scivolano lievi sulle note di Volare del grande Mimmo Modugno, interpretata dalla raffinata voce di Malika Ayane, che la stessa mission della Compagnia sono state riviste in ottica customer experience, ovvero dare la possibilità di vivere un’esperienza esclusiva ai passeggeri, in cui la tradizionale ospitalità italiana di classe è il filo conduttore: ogni singolo settore della compagnia è stato trasformato o è in corso di trasformazione, un cambiamento radicale che investe il rinnovamento degli interni degli aerei in ottica comfort, le infrastrutture, la multimedialità (wi-fi, schermi più grandi), l’offerta gastronomica a bordo, l’attenzione in aeroporto, nuovo di stile di accoglienza.

1975_Florence_Marzotto

Un cambiamento epocale, che poteva avvenire solo grazie ad un management capace di accettare sfide difficili e all’apporto fondamentale delle migliaia di uomini e donne Alitalia: il capitale umano è la risorsa più importante della mostra compagnia aerea e l’investimento nella crescita professionale del team prioritario.

Le nuove divise di Alitalia, così innovative eppure così legate alla tradizione, segnano anche visivamente il nuovo corso della compagnia aerea: colori e tagli raffinati che irrompono nell’immaginario, via le linee severe e un po’ tristi che contraddistinguono tante divise e spazio invece a linee fluide e tessuti da haute-couture. La creatività di Ettore Bilotta, lo stilista e designer italiano incaricato di ripensare l’immagine degli equipaggi ha tratto ispirazione dagli elementi che rendono l’Italia un Paese unico e amato, da tutti riconosciuto come un’icona di stile: cultura, arte, qualità e sensibilità estetica. E rosso come la passione e verde come il magnifico paesaggio che caratterizza il nostro Paese, sono i colori scelti per le nuove mise.

New uniforms - ground staff (2)

Per il personale femminile di volo il colore predominante è il rosso, declinato in un tessuto chevron che mescola due tonalità – rosso fuoco e rosso burgundy – mentre per quello dei servizi a terra il colore di riferimento è il verde-grigio, anche qui in degradé. Divertente il gioco degli accessori (borse, scarpe, cinture, guanti) che mixano il rosso con il verde ed il verde con il rosso. Un plauso al cappellino, strutturato come una scultura futurista che richiama le balze ed i terrazzamenti delle Cinque Terre, ben lontano dalla triste bustina che in genere siamo abituati a vedere indossata dagli equipaggi femminili! L’insieme della mise crea un inaspettato richiamo al tricolore italiano, che è quindi presente nelle divise così come nelle livree degli aerei Alitalia.

New uniforms - cabin crew (5)

Le linee degli abiti sono gradevolmente retrò, i tagli strutturati ed allo stesso tempo pratici (i tessuti utilizzano fibre naturali con una minima percentuale di elastane per rendere comodi i movimenti) le lunghezze sono eleganti. Anche nei materiali Ettore Bilotta ha voluto rendere omaggio al Made in Italy: le stoffe arrivano dalla Toscana e da Como, le scarpe dalle Marche, la piccola pelletteria (guanti, cinture) da Napoli mentre le divise maschili – abiti raffinati ed eleganti, in cui il motivo chevron del tessuto è creato dal grigio scuro e dal verde e i colori delle cravatte riprendono i colori delle divise degli equipaggi femminili – sono state realizzate in Puglia.

New uniforms - cabin crew (2)

Le nuove divise verranno distribuite a partire da luglio ed ogni set guardaroba è composto per le donne da cappotto, abito, giacca, camicia, gonna, pantalone, cappello, borsa, guanti, cintura, foulard e calze in nuance, mentre per gli uomini da cappotto, abito, panciotto, camicia, cravatta, pochette, borsa, guanti e cintura.

New uniforms

Accoglienza, passione, emozioni, nuova immagine e nuovi obiettivi: la missione di Alitalia ha un nuovo futuro e la Compagnia corre sulla pista per creare grandi opportunità per tutta l’Italia (e forse, anche per me, è giunto il tempo di abbandonare vecchie preclusioni e  tornare a volare con la nuova Alitalia).

New uniforms - ground staff

(foto Alitalia)

Claudia Boccini

4 Commenti

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    Annalisa maggio 20, 2016

    Nel 1981 ho partecipato alla selezione per diventare hostess: ho trascorso una giornata nella loro sede (all’Eur mi pare) . Dopo aver fatto prove su prove, essere stata pesata è misurata, sbirciata da una serie impressionante di lumaconi sbavosi mi hanno scritto che mi avrebbero fatto sapere. Sto ancora aspettando.
    Comunque le divise sono veramente belle!

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      Claudia Boccini maggio 20, 2016

      Annalisa, i lumaconi non sbavavano a caso ;) però deve essere stato terribilmente orribile (ed imbarazzante) essere “misurata” non per le capacità ma solo per l’apparenza!

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    Claudia Landoni maggio 19, 2016

    io essendo più vecchia di te non ho fatto in tempo ad avere la Barbie, ma da negli anni sessanta sognavo di diventare una hostess… allora bisognava conoscere quattro lingue ed essere alte almeno un metro e settanta. Arrivata alla terza media ho capito che non ce l’avrei mai fatta, infatti mi sono fermata a un metro e sessantotto e ho fatto scelte diverse, fortunatamente felici, però adoro volare e trovo le divise Alitalia imbattibili sempre, rispetto a quelle delle altre compagnie

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      Claudia Boccini maggio 19, 2016

      Claudia, saresti stata una splendida assistente di volo, hai il fisique du role! Però, in assoluto, meglio una brava professoressa in più ed una hostess in meno!
      (ma hai visto che delizia il cappellino nuovo? :) )

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