10 cose da fare ad Oban

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Arrivare ad Oban dopo chilometri e chilometri di Highlands, di strade tortuose percorse lentamente costeggiando laghi color del cielo, gli occhi in fremito costante per cogliere dettagli da racchiudere nel profondo del cuore e tirar fuori al momento del bisogno, quando la voglia di nord, di freddo, di boschi e di cieli infiniti diventa così forte da far male, può essere quasi uno shock. Perché dopo un’infilata di minuscoli paeselli fatti di tre case, una chiesa, una locanda ed un cimitero garbato, dopo l’immensità di brughiere e di fiordi che da Inverness ti hanno accompagnato fin qui, torni a confrontarti con una città. Piccola, certo, poco più di 8.000 abitanti, ma comunque un centro nevralgico e di riferimento per la zona dell’Argyll e per chi vive tra Fort Williams e Tarbert.

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 Ad Oban c’è la stazione ferroviaria con i treni che arrivano da Glasgow in poco più di due ore, ci sono i bus che arrivano da Edimburgo, c’è il porto in perenne fermento con le navi della Caledonian Mac Brayne che connettono le isole Ebridi interne ed esterne. Potrebbe essere uno dei tanti luoghi  turistici del Mondo, di transito più che di sosta, eppure Oban riesce a mantenere una sua identità netta, che invita a fermarsi più che a soffermarsi. Il tramonto del sole dietro le isole che racchiudono il porto ha un che di struggente, la bella passeggiata lungo mare invita ad essere romantici, i ristorantini che servono pesce e frutti di mare sono una continua sorpresa.

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Oban ha due punti di riferimento: il primo, forse il più importante per la sua funzione di connessione tra terra ferma ed isole è il porto, che occupa gran parte della baia – a sud il vero e proprio porto commerciale, dove attraccano i ferry di linea mentre vicino al centro della città c’è la marina in cui galleggiano piccole e coloratissime imbarcazioni e pescherecci, i moli presi d’assalto da gabbiani che si contendono qualche avanzo di pesce. Altro elemento visibile quasi ovunque è la strana costruzione della McCraig Tower, una specie di Colosseo del XX° secolo edificato sulla sommità della colina che domina Oban per volontà di un ingegnere locale, che ne voleva fare il suo memoriale ed è invece oggi è un punto panoramico di tutto rispetto, con un silenzioso giardino interno.

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Oban è un vero centro commerciale, il riferimento sicuro per chi abita nelle frazioni dell’entroterra o per chi vive sulle isole: ci sono supermercati (ottimo il Tesco dietro Argyll Square, che in estate fa orario continuato fino a mezzanotte), officine, artigiani, negozi, un cinema, scuole superiori. Ed ottimi ristoranti di pesce e frutti di mare, visto che Oban viene considerata la capitale scozzese dei molluschi.

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Sempre ad Oban ci sono diverse agenzie che propongono escursioni sulle isole, ed è proprio tramite una di loro, la West Coast Tour che si trova davanti al porto,  all’angolo tra Queen Street e l’A85, che abbiamo organizzato il tour all’isola di Mull e all’isola di Iona (ve ne parlo in un post separato, troppo belle!). Continuando sulla passeggiata che porta alla stazione ferroviaria prima ed alla stazione marittima poi, c’è un piccolo complesso di negozi e ristoranti che meritano tutta la vostra attenzione: è qui, in un paio di chioschi con spartani tavolini all’aperto, che si possono gustare a costi contenuti ottimi piatti di pesce.

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I chioschi sono due: il primo che si incontra è specializzato più in fish&chips e pesce mentre il secondo, che si in contra andando verso il terminal marittimo, è famosissimo tra turisti e non per servire vassoi di frutti di mare a costi minimi. Noi abbiamo provato entrambi: al primo chiosco abbiamo speso 16 sterline per pesce e patatine fritte, una porzione di cozze ed un paio di birre mentre al secondo chiosco (lo riconoscete: è verde e c’è sempre la fila) abbiamo preso un gigantesco plateau di crudité e crostacei con aragosta, granchi, scampi, vongole, cozze, calamari, lumache, ostriche a 32 sterline, incluse due birre. Unico vero problema, è che entrambi chiudono piuttosto presto – in linea con gli orari dei pasti scozzesi.

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Soggiornare ad Oban non è un problema, tranne forse nel periodo di alta stagione (luglio-agosto) in cui è bene prenotare per tempo. Noi abbiamo pernottato due notti alla Glenrigh Guest House, di cui vi parlo nel post “Dove dormire in Scozia con un budget medio“, ma nella cittadina ci sono davvero tanti hotel, guest house, B&B, ostelli: davvero per tutte le tasche!

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Vediamo quali sono le 10 cose che possiamo fare ad Oban mentre aspettiamo di imbarcarci per le isole:

  1. visitate la distilleria del whisky Oban: si trova proprio nel centro della cittadina, impossibile non notarla! E se volete scoprire qualcosa di più sul whisky e sulle distillerie, vi consiglio di leggere il post “Lungo la via del whisky“;
  2. fate una lunga passeggiata sul lungo mare  e raggiungete i resti del Dunollie Castle, all’estremità nord della baia;
  3. prendete lezioni di kajak: Oban è rinomata per la sua scuola, che  in Argyll Street;
  4. assaggiate i rinomati frutti di mare di Oban;
  5. raggiungete Dunstaffnage (sono circa 5 km. da Oban) per visitare il Centro di Esplorazioni Oceaniche;
  6. visitate il piccolo museo “War & Peace” (è in Corran Esplanade), dedicato alla storia di Oban ed al ruolo svolto dalla città nel corso della II^ guerra mondiale;
  7. partecipate ad una delle  escursioni su motoscafi da altura alla ricerca di balene, delfini e aquile (al porto trovate i cartelli con i telefoni ed i riferimenti)
  8. andate alla Torre Mc Craig: ci si arriva in auto oppure con una bella passeggiata in salita ma la vista ripaga dalla fatica! Altro punto di osservazione, a cui si arriva percorrendo la strada che da dietro il porto sale sulla collina, è Pulpit Hill, da cui si vede l’isola di Kerrera e, più oltre, le isole di Lismore e di Mull;
  9. ascoltare il suono di una cornamusa: non è raro in estate vedere giovani suonare lo strumento scozzese lungo le vie di Oban, in cambio di qualche spicciolo;
  10. entrare nel Cuan Mor Bar and Restaurant e chiedere un boccale di birra Kilt Lifter della Oban Bay Brewerey, microbirrificio interno al locale.

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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