Visitare le Grotte di Pertosa Auletta ti farà sentire come Dante

Una delle destinazioni più apprezzate da chi visita il territorio del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano e Alburni, un’area in cui le montagne, il mare, le campagne fertili si uniscono a vestigia romane e a centri di cultura monastica senza eguali, sono le Grotte di Pertosa Auletta, sito geologico e naturalistico di ampie dimensioni all’interno dei Monti Alburni formatosi nel corso di 35 milioni di anni e che da qualche anno è possibile visitare in tutta sicurezza grazie a visite guidate.  Noi, dopo averne tanto sentito parlare, le abbiamo visitate in occasione di un viaggio a Paestum, da cui le Grotte distano circa 60 km. (80 km. da Salerno e 130 km. da Napoli). Per arrivarci abbiamo usato l’auto, prendendo l’Autostrada del Mediterraneo (conosciuta anche come Salerno-Reggio Calabria; ad oggi, non si paga pedaggio) uscendo a Polla e tornando indietro, lungo la strada statale 19 ‘delle Calabrie’, in alcuni tratti con tornanti e in forte discesa: prima di arrivare all’incrocio per il centro abitato di Pertosa c’è il cartello stradale con le indicazioni per raggiungere il complesso delle Grotte.

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Un grande piazzale dove parcheggiare l’auto, qualche chiosco che vende souvenir, punti di ristoro ambulanti specializzati in prodotti locali e l’edificio in mattoni con la biglietteria, gli uffici e le toilette. Una volta acquistato il biglietto, dovrete attendere il vostro turno per iniziare la visita guidata e all’orario indicato dovrete  raggiungere l’ingresso della grotta, da cui parte il tragitto sotterraneo, seguendo un piccolo viottolo: ad accogliervi troverete una delle guide specializzate della Fondazione MiDA, che vi accompagnerà lungo tutto l’itinerario.

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Ma cosa hanno di così speciale le Grotte di Pertosa Auletta da essere tanto apprezzate anche dagli insegnanti che qui vi portano le scolaresche in visita didattica? Decisamente, sono grotte con una caratteristica unica: poiché il tratto iniziale delle grotte è invaso da un corso d’acqua sotterraneo (il Fiume Negro, nel senso di fiume oscuro), per raggiungere il percorso di visita vero e proprio che collega le diverse sale naturali nascoste all’interno della montagna in cui stalattiti e stalagmiti formano colonne e figure quasi magiche, bisogna salire su una imbarcazione dal fondo piatto e navigare fino a raggiungere un piccolo punto di approdo, non prima di aver ammirato il caleidoscopio di colori che si riflettono sull’acqua grazie ad un sapiente gioco di luci colorate e la spumeggiante cascata che scuote, con il suo fragore, il silenzio della grotta.

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Ma c’è di più: le imbarcazioni che solcano il fiume sotterraneo – ciascuna può portare venticinque persone – non hanno forza motrice meccanica o elettrica e sono totalmente ecologiche (!): sono infatti collegate ad un sistema di cavi aerei in acciaio che il personale incaricato di guidare i visitatori utilizza per spostare l’imbarcazione ‘a spinta’, con la sola forza delle braccia. Se penso a Caronte ed al suo carico di anime destinate ai gironi dell’inferno dantesco, non posso che immaginarlo come la nostra guida, nocchiero esperto e infaticabile che – nel mentre narrava la storia, la speleogenesi e ci forniva dettagli sulle caratteristiche delle Grotte di Pertosa Auletta – con ritmo cadenzato costante ci trasportava lungo il fiume.

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Il percorso in barca è di 400 metri, che noi abbiamo percorso sia all’andata che al ritorno. L’itinerario di visita vero e proprio delle Grotte, da percorrere a piedi e che porta fino alla Sala del Paradiso, alla Grande Sala, alla Sala delle Spugne ed al Braccio delle Meraviglie (i nomi così particolari sono ispirati dalle forme curiose che assumono le stalattiti e le stalagmiti che si trovano all’interno) è di 1.500 metri sebbene sia previsto anche un percorso ridotto di soli 1.000 metri. Fidatevi: scegliete il percorso completo per visitare le Grotte di Pertosa Auletta e non ve ne pentirete! In ogni caso, il tracciato è ben segnalato (il fondo è cementato) ed illuminato ed a parte qualche scalino da salire e qualche lieve salita, è davvero molto facile. In realtà il percorso di visita aperto è solo una parte dell’estensione delle grotte di Pertosa Auletta, che costituiscono un vero e proprio sistema composto da tre rami paralleli: aperto al pubblico è il ramo settentrionale ma, con un percorso apposito, è possibile visitare anche il settore più propriamente speleologico.

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Difficile spiegare le emozioni che si possono provare nel visitare le Grotte di Pertosa Auletta, un sito davvero particolare: si è distanti da tutto, i rumori esterni arrivano con difficoltà, le pareti rocciose e l’acqua diventano un luogo non luogo, dove ci si ritrova a riflettere sulla potenza della natura e su quanto noi uomini siamo solo una piccola parte di un sistema complesso che ha avuto inizio ben prima che i primati calpestassero la Terra. Stalattiti di tutte le forme, stalagmiti spesso contorte, plissettate, piegate dal peso o con la superficie translucida simile ad alabastro (che luci sapientemente dirette mostrano in tutta la loro bellezza). E poi pareti carsiche, cunicoli che non è dato sapere dove arrivano, laghetti trasparenti e acqua che trasuda dalla sommità delle volte e si raccoglie in piccole polle cristalline.

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La temperatura all’interno delle Grotte di Pertosa Auletta è costante a 16°, ne’ troppo caldo ne’ troppo freddo (tenetene conto per l’abbigliamento). La valorizzazione turistica delle Grotte è cosa relativamente recente, sebbene queste fossero conosciute conosciute ed utilizzate fin dall’antichità: sono stati infatti rinvenuti antichi resti archeologici, probabilmente di edifici e capanne palafitticole, e una piccola ricostruzione dell’insediamento si può vedere vicino al molo di imbarco.

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Non è poi un caso che prima abbia citato Dante ed il suo Inferno: le Grotte di Pertosa Auletta sono così sceniche che spesso sono state la sede di rappresentazioni teatrali tra cui, appunto, l’ “Inferno” di Dante, in cui attori professionisti avevano il compito di accompagnavano i visitatori-spettatori a scoprire i dieci cerchi dell’Inferno, in un itinerario teatralizzato all’interno delle Grotte. Da ultimo, nel 2017, all’interno delle Grotte è stato presentato lo spettacolo ‘Ulisse, il viaggio nell’Ade’, forma di speleo-teatro per rivivere la discesa agli inferi di Ulisse alla ricerca dell’indovino Tiresia.

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Informazioni utili per visitare le Grotte di Pertosa Auletta:

  • I percorsi per visitare le Grotte di Pertosa Auletta sono di tre tipi:
    • percorso completo: dura 100 minuti e prevede 1.500 metri a piedi e 400 metri in barca (è quello che abbiamo fatto noi) – costo € 20,00 (previste riduzioni). Adatto a tutti;
    • percorso ridotto: dura 60 minuti e prevede 1.000 metri a piedi e 200 metri in barca  – costo € 13,00 (previste riduzioni). Adatto a tutti;
    • percorso speleologico, esclusivamente su prenotazione e riservato ad un massimo di 8 persone adulte. Costo 35€ con attrezzatura inclusa;
  • essenziale è prenotare la visita in anticipo (solo per telefono allo 0975.397037 al momento in cui scriviamo il post), perché gli accessi sono contingentati e andando all’ultimo minuto rischiate di non trovare posto o di dover attendere qualche ora. Potete consultare la tabella con gli orari per il 2018-2019 per sapere i giorni di apertura ed i relativi orari;
  • gli orari di accesso della mattina sono i preferiti dalle scuole e dai gruppi turistici: se volete avere un incontro più tranquillo con le grotte, vi conviene scegliere i primi orari della mattina o del pomeriggio;
  • se volete fotografare il percorso in barca, dovreste cercare di mettervi a prua, ai primi posti;

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  • in alcuni tratti il percorso a piedi per visitare le Grotte di Pertosa Auletta è un po’ stretto: state attenti a non toccare in nessun modo le stalattiti e le stalagmiti per evitare di interferire con la loro lentissima, millenaria, crescita (per quanto pulite, le nostre mani creano comunque un film impermeabile, che fa scivolare via le gocce d’acqua ed i preziosi elementi minerali artefici della crescita delle concrezioni calcaree);
  • consiglio spuntino: il chiosco Bar Rionegro fa ottimi panini con farciture assortite, in particolare vi consigliamo quello con il caciocavallo del  Cilento ed una delle specialità agroalimentari della zona, il carciofo bianco di Pertosa, che viene coltivato solo in questa zona in un’estensione di terreni limitata (15 ettari);
  • Per maggiori informazioni, oltre a visitare il sito delle Grotte di Pertosa Auletta, si può contattare il tel. 0975.397037.

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Claudia Boccini

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