La Piccola Cappella Sistina di San Daniele del Friuli

Generalmente conosciuta per gli ottimi prosciutti che si producono nel suo territorio, la cittadina di San Daniele del Friuli (Udine) si rivela una sosta interessante per chi vuole raggiungere la vicina Tarvisio e proseguire al di là della frontiera austriaca, in quanto offre al turista alberghi confortevoli, prelibate osterie dove assaggiare il ‘vero’ prosciutto San Daniele ed un centro storico piacevole e ricco di elementi d’arte che rendono il soggiorno – per quanto breve – molto più di una semplice tappa. Non molto grande – la città di San Daniele del Friuli ha all’incirca 8.000 abitanti, frazioni incluse – nel passato è stato per lungo tempo centro di commerci ed era uno dei mercati pubblici più importanti del Friuli. Era quindi una località piuttosto ricca, come si può intuire dall’architettura e dalle opere d’arte che San Daniele del Friuli conserva, una tra tutte la Chiesa di Sant’Antonio Abate con gli affreschi di Martino da Udine, talmente ricca di figure rappresentate in colori realistici da essere definita la Piccola Cappella Sistina di San Daniele del Friuli. E bella la Cappella all’interno della Chiesa di sant’Antonio lo è per davvero, ma abbiate un’attimo di pazienza, perché tornerò a parlarvene poco più avanti.

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Itinerario breve per una visitare San daniele del Friuli

Per chi – come è successo a noi – può dedicare alla visita di San Daniele del Friuli solo poco tempo, suggerisco di concentrarsi su un breve itinerario circolare nel centro storico che tocca i punti più interessanti della città. Noi abbiamo lasciato la macchina al parcheggio a pagamento che si trova in via del Lago (salendo su via Umberto I poco prima della curva che porta al centro storico c’è il cartello segnaletico, bisogna entrare nella stradina stretta ma a doppio senso di marcia e quindi accedere in un ampio piazzale tramite il portale di Borgo Sotoagaro; ricordatevi di portare con voi delle monete per il parchimetro) e ci siamo incamminati verso la piazza del Duomo, un grande edificio settecentesco opera dell’architetto veneziano Domenico Rossi (ma con rimaneggiamenti successivi) dedicato a San Michele Arcangelo.

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Sulla piazza su cui si trova il Duomo si trovano diversi edifici con portici, così come vi sono lungo via Roma: interessante è il  palazzo con la finestra a trifora che affaccia sulla piazza del Duomo dove si trova la prestigiosa Biblioteca Guarneriana, nata a seguito del lascito testamentario dell’umanista Guarniero di Artegna e successivamente integrata con ulteriori donazioni di grandissimo valore, tra cui una raccolta di incunaboli, codici miniati ed alcune chicche prestigiose come una Bibbia bizantina del XII secolo, una copia del XIV secolo della Divina Commedia, un volume miniato con i Trionfi di Francesco Petrarca. Ad oggi, la sezione antica della biblioteca Guarneriana conserva all’incirca 12.000 libri antichi ed è possibile visitarne i locali della Guarneriana antica solo il mercoledì (9.00/12.00 – 15.00/18.00) e il sabato (dalle 15.00 alle 18.00) oppure in occasione di eventi aperti al pubblico; in agosto è generalmente chiusa.

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Lungo via Roma c’è la locale pro-loco dove ci siamo soffermati per prendere del materiale turistico per poi attraversare la strada e sbirciare all’interno della Biblioteca Guarneriana moderna,  che propone numerose attività di educazione alla lettura sia per gli adulti che per i bambini. Poco più avanti, si incontra la casa più antica di San Daniele, generalmente indicata come la “Casa del Trecento“, che ospita un piccolo museo dedicato alle Guerre Mondiali (la zona di San Daniele, del Carso e del Friuli in genere furono seriamente coinvolte nei due conflitti). Di fronte, il campanile progettato da Giovanni da Udine è curiosamente staccato da ogni edificio circostante.

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Abbiamo poi proseguito lungo via Roma (ad avere tempo sarebbe stato interessante visitare con più attenzione anche la zona del Castello, oggi ne restano solo alcune parti inglobate nella Chiesa di San Daniele, circondata dal parco cittadino) e ci siamo diretti lungo via Andreuzzi sempre accompagnati dai portici in stile gotico che decorano le facciate di alcune case ed incontrando la fontana di Giovanni da Udine. La meta era Porta Gemona, (detta anche il Portonàt), edificata su progetto di Andrea Palladio nel XVI° secolo: mi raccomando, non limitatevi a guardarla dall’interno della città ma attraversatela: il lato che affaccia verso l’esterno è ancora più bello, oserei quasi dire un’architettura elegante. Ancora pochi passi e… dai, ci aspetta una vera meraviglia dell’arte italiana: la Piccola Cappella Sistina di San Daniele del Friuli!

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La Piccola Cappella Sistina di San Daniele del Friuli

Dal Portonàt  siamo tornati indietro lungo via Giuseppe Garibaldi, una via cittadina dove i portici con gli archi gotici si susseguono a strutture con colonne. Qui ci sono diversi negozi interessanti in cui curiosare – quasi impossibile resistere alle tentazioni dolci della cioccolateria-dolceria Adelia – ed è proprio su questa via che si trova uno dei tesori più grandi di San Daniele, la Chiesa di Sant’Antonio Abate o, come è più conosciuta, la piccola Cappella Sistina di San Daniele del Friuli, edificio sacro con la facciata in pietra d’Istria (interessanti le sculture e il rosone traforato con al centro la madonna con il Bambino).

La Chiesa di Sant’Antonio abate sicuramente risale a prima del 1308, anno in cui venne riconsacrata, ed è stata per lungo tempo di proprietà della Venerabile Fraterna del Pio Ospedale di Sant’Antonio Abate di Vienne, istituzione di San Daniele del Friuli che nel medioevo aveva il compito di portare conforto materiale e spirituale ai pellegrini, ai poveri e agli infermi, che venivano curati nell’ospedale di città (era nell’edificio dove oggi si trova la Biblioteca Guarneriana).

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Il motivo per cui viene chiamata piccola Cappella Sistina di San Daniele del Friuli è presto detto: al suo interno è conservato un mirabile ciclo di affreschi di Martino da Udine, che vi lavorò tra il 1497 ed il 1522. La Piccola Cappella Sistina di San Daniele del Friuli narra i momenti più importanti della Bibbia e vi si trovano immagini di Cristo, dei Profeti, la scena della Crocifissione e dell’Annunciazione e poi ancora le scene del Nuovo e del Vecchio Testamento, l’Adorazione del Magi, la Fuga in Egitto: insomma, anche solo per la Chiesa di Sant’Antonio Abate, San Daniele merita di essere visitato!

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Proseguendo ancora su via Garibaldi ci si ritrova al punto di partenza. Un mini itinerario in un bel borgo friulano, con la caratteristica di essere gustosissimo: non si può infatti visitare San Daniele del Friuli e non provare il suo eccellente prosciutto, anche perché in città ci sono numerosi ristoranti e osterie (e pressoché tutti hanno in menù il prosciutto, di diverse stagionature e produzioni) e uscendo dalla città che ci si imbatte in enormi capannoni, in parte costruiti con mattoni forati, dove i pregiati prosciutti trascorrono un periodo di essiccazione ed affinamento grazie all’aria fresca che scende dalle Alpi carniche, prima di essere inviati nei negozi di tutto il mondo.

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 Informazioni utili:

  • La Pro-Loco di San Daniele del Friuli si trova in Via Roma n° 3 (di fronte alla sezione moderna della biblioteca Guarneriana): potete chiedere informazioni e materiale di consultazione
  • La Cappella Sistina di San Daniele del Friuli il pomeriggio chiude alle 18.00
  • San Daniele del Friuli da Udine dista 22 km. da Pordenone 40 km., da Venezia 110 km. e dal confine con l’Austria di Tarvisio circa 90 km.
  • Abbiamo pernottato al Relais Picaron, nella vicina contrada Picaron.
  • Per cena abbiamo ‘tradito’ San Daniele e ci siamo spostati a Spilimbergo, dall’altra parte del fiume Tagliamento, per provare la cucina friulana del’Osteria Al Bachero
  • Una curiosità: Sant’Antonio Abate è il patrono dei macellai e dei salumieri, nonché patrono di San Daniele del Friuli.
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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