Visitare Matera in Ape Calessino

Matera è… Matera prima ancora che una città è una storia fatta di meraviglie da vedere, di case da osservare, scale da scendere e risalire, reperti di un’epoca sparita da preservare ed è anche il luogo ideale per una pazza visita a bordo di un ape calessino! Sì, visitare Matera in Ape Calessino è proprio una bella idea! Come, vi fa strano che io salga a bordo di un ape-car  turistica per visitare una località? Eppure, a volte affidarsi ad un driver che conosce bene la città – anzi ci è proprio nato – e che con il suo potente mezzo di trasporto riesce a concentrare in poche ore quanto di più interessante la città possa offrire è la scelta migliore per non perdere tempo, per avere un’idea d’insieme della città prima di iniziare a visitarla in dettaglio ed è la soluzione ideale per chi – per un motivo o per l’altro – non può camminare tanto a lungo per i saliscendi spesso impervi della città. Insomma, io che ho sempre guardato con un pizzico di curioso sospetto questi buffi, strombazzanti ma efficientissimi mezzi di trasporto turistico, da qualche tempo ne sono diventata una vera appassionata: tutto è iniziato con un ape calessino che ci ha permesso di raggiungere Monreale da Palermo, unico mezzo a disposizione per garantire il ritorno in città in tempo utile per prendere l’aereo. Dopo Palermo è stata la volta di Lisbona, di Cagliari, di Bangkok (dove però è un normale mezzo di trasporto urbano e prende il nome onomatopeico di tuk tuk) e infine di Matera.

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Visitare Matera in ape calessino – un modello customizzato appositamente per le visite turistiche, con parasole, divanetti imbottiti e un minimo di spazio ideale per alzarsi in piedi per scattare foto –  mi ha permesso di approfondire la conoscenza della città e di ammirare una zona assolutamente fuori dai consueti circuiti turistici, un angolo di paradiso dove il Parco della Murgia Materana esplode in tutta la sua bellezza, tra insediamenti antichi, forre della Gravina che paiono canyon e il silenzio è interrotto solo dalle grida dei falchi che altrimenti non avrei mai potuto vedere. Per prenotare un tour con l’Ape Calessino tramite l’Associazione Italiana Travel Blogger ci siamo rivolti a Paolo di Ape nei Sassi, che insieme al fratello Andrea gestisce questa piccola e rombante impresa su tre ruote ed è in grado di concentrare in tour tematici tutto quanto può interessare un turista che si trova alle prese con la complessità storica, sociale  ed architettonica di Matera. Diversi i tour che Ape nei Sassi mette a disposizione, che possono essere personalizzati in base alle necessità del cliente. Nel mio caso, l’itinerario per visitare Matera in ape calessino prevedeva appunto una visita completa di Matera vecchia ed una deviazione fuori città per visitare la zona delle forre della Gravina.

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L’appuntamento con Paolo ed il suo Ape Calessino è direttamente in hotel (io avevo alloggiato presso la Casa Sant’Anna, una casa per ferie già convento di suore,  decisamente economica, pulita e centrale) ed una volta salita a bordo – avevo con me anche la valigia! – ci siamo  infilati subito in Via Domenico Ridola per ammirare le belle forme di Palazzo Lanfranchi, un grande palazzo del Seicento nato come Seminario ed oggi Museo nazionale di arte medievale e moderna della Basilicata. Siamo quindi tornati indietro per imboccare via del Corso, con i suoi palazzi moderni che si appoggiano a chiese plurisecolari  (Chiesa del Purgatorio, Chiesa di San Francesco d’Assisi, Chiesa di  Santa Lucia). Una sosta doverosa in piazza Vittorio Veneto – si può senza dubbio definire il salotto buono di Matera – per sbirciare all’interno del Palombaro Lungo – la grande cisterna della città, una riserva di 5.000 litri di acqua piovana o di falda  che garantiva, in caso di prolungata siccità, la sopravvivenza di una città priva di fonti adeguate – e poi via con l’Ape Calessino lungo le strade, le vie e le piazzette raccolte e spesso collegate tra lor da scalinate del Sasso Barisano, ovvero la parte della città vecchia che guarda verso la Puglia.

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Visitare Matera in Ape Calessino significa – anche – avere una prospettiva del tutto diversa da quella che si ha camminando a piedi: l’Ape si intrufola in stradine, saltella sull’acciottolato, si avvicina senza timore a case e mura e proprio come un monello dispettoso non si fa remore e ti porta vicino ad ogni cosa in modo che tu possa scattare le tue foto o soffermarti su particolari curiosi che a piedi non avresti mai notato.  La discesa è veloce e segue le curve del terreno ma superato il Convento di Sant’Agostino tutto si tranquillizza e si placa, come se l’energia iniziale lasciasse il posto ad una sereno momento di riflessione. E’ come se  l’Ape Calessino si rendesse conto che tu, visitatore, hai bisogno di riprendere fiato dopo la girandola di emozioni che ti avvolge una volta che entri nel cuore della città vecchia e quindi rallenta per permetterti di perderti nello spettacolo che si apre davanti agli occhi: a sinistra il Belvedere di Murgia Timone con le sue chiese rupestri, davanti l’acropoli con il Duomo e a destra il ‘presepe‘ dei mille edifici che formano Matera Vecchia, un tempo case insalubri ed oggi – la gran parte – trasformati in lussuosi bed&breakfast e resort.

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L’Ape Calessino prosegue lungo via Madonna delle Virtù, costeggiando l’orrido del torrente Gravina sulla sinistra e sulla destra un’infilata di vecchie case grotte ristrutturate e trasformate in abitazioni turistiche fino ad arrivare in Piazza di San Pietro Caveoso, lo spartiacque tra Sasso Barisano e Sasso Caveoso. La sola Chiesa di San Pietro Caveoso vale la sosta: è in una posizione centrale su un grande piazzale, costruita su un grande sperone di roccia che sprofonda nella Gravina. Di fianco alla Chiesa di San Pietro Caveoso, un arco immette nella zona più selvaggia di Matera, quella che io amo di più perché più silenziosa e sauvage, la stesso dove sono stati girati tanti film e vi sono alcune case-museo che mostrano come erano arredate ed utilizzate le case scavate dentro i Sassi. Sempre in questa zona della città vi è la Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, il primo insediamento monastico femminile benedettino della città ed un vero tesoro dell’architettura rupestre mentre  salendo una scaletta di tufo che si trova sulla destra si arriva alla sovrastante necropoli di Santa Lucia (o cimitero degli Alemanni), uno dei cimiteri più antichi della città.

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L’Ape Calessino riprende la sua corsa scalando via Bruno Buozzi e mi riporta verso la città alta: proprio in questa zona si intuisce chiaramente la struttura urbana tipica di Matera, fondata sui Convicinati, insieme di case che condividevano servizi comuni e garantivano forme di sostegno reciproco agli abitanti. Ogni tanto noto dei grandi tombini al centro di piazzette: sono le porte di accesso alle cisterne sotterranee scavate nella roccia, altra tipicità della città di Matera vecchia, che non poteva contare su fonti o sorgenti e sopperiva con l’acqua piovana all’approvvigionamento idrico.

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Lasciate le vie dei negozi di souvenir, dei ristoranti e dei laboratori creativi, l’Ape Calessino si allontana dalla zona dei Sassi e corre veloce lungo le strade della Matera moderna, un chilometro dopo l’altro, fino a lasciare del tutto la città ed inoltrarsi nella prima campagna: non chiedo a Paolo dove stiamo andando, so solo che mi aspetta una meta assai poco turistica, quasi esclusiva. Ancora qualche chilometro e finalmente l’Ape si ferma su uno spiazzo in mezzo ai campi coltivati a grano e ad olivi. Il tempo di girare la testa ed eccomi immersa nelle meraviglie naturali del Parco della Murgia Materana, in lontananza si scorgono bene gli edifici arcaici costruiti sul costone della montagna, una groviera di case, chiese, magazzini che mostrano il processo di crescita della città: si scavava nella roccia un edificio poi man mano se ne scavavano altri a salire, una casa sopra l’altra fino a dar vita ad una vera città rupestre. Questa è  una zona abitata fin dalla più lontana antichità, di notevole vi è la Chiesta rupestre di San Nicola all’Ofra che ricorda gli insediamenti della Cappadocia mentre poco distante la Grotta dei Pipistrelli è un sito abitato fin dalla preistoria. A spezzare il silenzio che vi è tutto attorno – almeno finché l’Ape Calessino non si rimette in moto – il solo rumore del vento.

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Informazioni pratiche per visitare Matera in Ape Calessino:

  • il tour con l’Ape Calessino che ho fatto io è un percorso completo per visitare Matera: comprende infatti sia la visita alla città storica attraverso i due antichi rioni del Sasso Barisano e del Sasso Caveoso nonché l’area archeologica del Parco della Murgia Materana. Il costo, a persona, è di 30€ (minimo due persone) ed ha una durata di circa un’ora e mezza. E’ anche possibile fare il solo giro in Ape Calessino del Sasso Barisano e del Sasso Caveoso (45 minuti, 15€ a persona minimo 2 persone).
  • se volete visitare anche voi Matera in Ape Calessino, contattate Paolo o Andrea di Ape nei Sassi; per prendere accordi potete chiamare il numero di telefono +39.329.4658589 oppure scrivere una mail a info@apeneisassi.it.
Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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