Prossima fermata: Segrate. Benvenuti al Palazzo Mondadori

Chi ha la pazienza di seguire il mio blog, sa bene che sono una fan (no, di più!) del mensile Casafacile, edito da Mondadori. Per chi non lo conosce (ma davvero ci sono persone che non ne hanno mai acquistato almeno una copia nella loro vita?) riassumo brevemente la mission della rivista: arredamento, gusto e piacere di vivere bene in casa, idee, suggerimenti e spunti creativi, tanto colore, attenzione alle novità e alle tendenze innovative, occhi puntati sul design e sul do-it-yourself.

Una vera boccata di ossigeno profumato alla menta nell’aria afosa della vita quotidiana!

In edicola da 15 anni, da un paio di anni Casafacile (innovando le usuali tecniche di marketing e di promozione editoriale) ha scommesso sulla potenza della comunicazione tramite internet, aprendo una sua pagina su Facebook che ha calamitato oltre 33.000 estimatori e dando vita ad una rivista partecipata e condivisa.

Insomma, per farla breve, 30 lettori assidui e particolarmente interessati a scoprire i segreti di una redazione sono state invitati lo scorso venerdì 6 luglio a Segrate per incontrare lo staff di Casafacile (d’ora in poi, CF) e toccare con mano il lavoro incredibilmente complesso che è alla base di ogni  numero in edicola.

Ed io c’ero! Non mi soffermerò a parlarvi della giornata che abbiamo trascorso tutti assieme con Giusi Silighini (Direttore editoriale), Claudio Malaguti (vicecaporedattore), Lucia Bocchi (caposervizio), Michela Savio (caposervizio), Sara Sironi (web editor), Elena Favetti (giornalista), l’unico che mancava era Silvio jr. Suppa (beato lui in vacanza…), oltre a tutta la redazione grafica che tanta parte ha nel costruire una rivista piacevole da leggere e da guardare pagina dopo pagina.

(N.d.R.: dal 2012, anno di pubblicazione del post, la redazione è parzialmente cambiata così come alcune qualifiche professionali)

Preferisco lasciare questo compito allo staff di redazione che sicuramente ne parlerà in un prossimo numero di CF, sappiate solo che siamo state impegnatissimi, “coinvoltissimi”, felicissimi e ci siamo rilassati (per poco!) solo al momento del lunch-buffet!

Non posso però tacere sul grande regalo che ci ha fatto Casafacile: una visita guidata esclusiva alla sede della Mondadori. Perchè il Palazzo Mondadori non è una struttura qualunque, uffici, corridoi ed ancora uffici come se ne vedono in tutte le grandi aziende italiane: no, in questo Palazzo ha messo lo zampino  (forse sarebbe meglio dire la matita, la testa ed il cuore…) nientepopodimeno che l’architetto brasiliano Oscar Niemeyer.
Un architetto che ha attraversato tutto il novecento ed ha scavalcato il 21° secolo (nasce a Rio de Janeiro nel 1907), ha collaborato con Le Corbusier, è stato uno degli artefice dell’edificazione di Brasilia, la capitale del Brasile e che negli anni ’60, per le idee politiche contrarie alla leadership dell’epoca, è stato anche costretto ad emigrare in Europa.
La caratteristica comune delle sue opere, che si ritrova anche nel Palazzo Mondadori, è la fluidità della materia e degli spazi, il cemento armato usato quasi come argilla plasmabile che tramuta la fredda materia donandole un’anima pulsante  e che si interconnette in un unicum con il territorio circostante e con la natura, che sempre circonda gli edifici.
Palazzo Mondadori a Segrate è un piccolo sogno diventato realtà, un luogo dove il tempo passato a lavorare diventa piacevole e ricco di stimoli, arricchito di servizi e benefit a misura umana e che riprenda l’idea di comunità tipica dei piccoli paesi,con la possibilità di interagire tra la struttura e chi la abita.
Da lontano appare come una grandiosa struttura rettangolare con archi slanciati verso il cielo, ognuno di dimensioni diverse per suggerire l’idea di armonia, in un crescendo di suoni architettonici che si amplificano quando si percorre la striscia di cemento che collega la struttura (simile ad un’isola) virtualmente immersa nel verde del laghetto che la circonda.
Per arrivare al cuore del Palazzo si deve infatti letteralmente “camminare sull’acqua”, in una sorta di battesimo di purificazione dalla frenesia della realtà.
Qui ci sono paperelle, oche e anatre a far compagnia ai giornalisti e agli impiegati, giardini verdi perfettamente curati, cespugli di more, alberi e tanti, tanti fiori. I parcheggi sono lontani dagli occhi ma talmente vicini da essere comodi per chi li usa, nella piazzetta interna si trovano banca, ristorante, la libreria, l’edicola, lo spaccio. Una piccola città, il sogno di un architeto visionario, una “fabbrica di notizie” dove è bello lavorare.
Gli immensi open space (che personalmente non amo) rendono tangibile la struttura unitaria del palazzo, che letteralmente galleggia nell’aria: la sede Mondadori è infatti una avveniristica struttura sospesa tramite tiranti e cavi alle grandi arcate di cemento ed è collegata alla terra solo dalle due scale di accesso.
La dicotomia tipica dell’essere umano (avere o essere, spirito o materia) è ripresa anche nella diversità di elementi costruttivi utilizzati: alla struttura scintillante grazie alle vetrate, si contrappone il cemento armato, lasciato spesso a vista all’interno del Palazzo, che richiama la forza e la fatica del lavoro dell’uomo.
Una parola la merita anche la capacità di guardare avanti che all’epoca ebbe il committente del Palazzo, Giorgio Mondadori, che volle che la nuova sede della Casa Editrice fosse funzionale, spettacolare e moderna, dotata di tecnologia avanzata, con un elevato impatto estetico  ma soprattutto luogo di lavoro e di crescita.
  Pianta
Planimetrie (piani terra, tipo e quinto)
Fonte immagine:Casabella 753
Claudia Boccini

2 Commenti

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    Gua-sta Blog luglio 13, 2012

    Più leggo i vostri resoconti e guardo le foto, più divento verde dall’invidia… Questo palazzo lo vedo sempre quando vado a trovare mio marito al lavoro (lui durante la settimana abita a Melzo e lavora a Vignate) ma ovviamente dalla strada non si capisce com’è all’interno. Che bella opportunità che avete avuto!

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  2. Avatar
    Lallabel luglio 13, 2012

    Che bello Claudia ripercorrere con te la straordinarietà di questo palazzo!
    Credo tu abbia colto alla perfezione il suo spirito.

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