Perché visitare Blera e cosa vedere

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Blera – strada nel bosco (qui passa la processione di S. Maria della Selva al rientro in paese)

    Vi avverto: per visitare Blera, in provincia di Viterbo, ci vuole un po’ di buona volontà. Perché Blera non la incontri per caso, non è su una via di transito o di collegamento e per raggiungerla devi deviare dagli itinerari più veloci che collegano Roma con la Toscana e con la Tuscia (via Cassia, via Braccianese) per imboccare strade che attraversano boschi e selve verdi, passano  fiumi e costeggiano colline. Quello di Blera è un territorio ancora vergine, dove la natura selvaggia e lussureggiante riesce a resistere agli assalti dell’uomo, preservando il ricco patrimonio storico, agricolo e paesaggistico e offrendo al visitatore attento doni di incommensurabile valore.

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Blera – Via Claudia; in fondo, Porta Marina

Blera è soprattutto città etrusca prima e romana poi, da qui passava la Via Clodia, strada romana probabilmente costruita su un preesistente percorso, che aveva il compito di collegare in sicurezza le consolari Cassia ed Aurelia, consentendo rapidi trasferimenti di truppe ma ancor più scambi e commerci di cui in parte beneficiava la stessa Blera. Numerosi gli insediamenti etruschi ancora visibili e visitabili, alcuni negli immediati paraggi dell’abitato (Necropoli di Pian del Vescovo, Necropoli della Casetta) mentre altri sono più discosti, in ogni caso tutti raggiungibili con escursioni facili o di media difficoltà.

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Blera – laghetti e cascatelle nei boschi attorno al paese

Oggi come allora, Blera – che si chiama così dal 1952, mentre per lungo tempo è stata identificata con il toponimo di Bieda – domina dall’alto di un costone tufaceo la forra vulcanica dove scorre il torrente Biedano: emozionante scavalcare l’orrido percorrendo il ponte ad una sola arcata, inaugurato nel 1937, dove le macchine sono obbligate ad un provvidenziale senso unico alternato che invita a rallentare per ammirare il panorama; ma è solo dal piccolo belvedere di Piazza Giovanni XXIII° che ci si rende conto di quanto ardita sia questa costruzione!

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Il grande ponte ad arcata unica sul torrente Biedano

Il centro storico del paese si sviluppa ai lati di Via Roma, asse centrale a cui una volta si accedeva con un doppio ordine di porte, una in alto (Porta Romana, non più esistente) ed una in basso (Porta Marina, ben conservata), in un intrico di strade e vicoli dove è piacevole passeggiare, soffermando lo sguardo su dettagli interessanti. Come spesso accade nella zona della Tuscia viterbese, gli edifici pubblici e le case sono costruiti utilizzando il tufo, pietra locale dal caratteristico colore grigio-rossastro quasi sempre lasciata a vista, che dona elegante rusticità all’insieme. Altra caratteristica, comune a molte altre realtà del viterbese, sono i profferli, le scale esterne che permettono l’accesso alle case.

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Blera – i tipici ingressi con i profferli

Come dicevo, via Roma è la spina dorsale di Blera e qui troverai alcuni degli edifici più importanti della cittadina: in quello che era il nucleo del castello, l’ex palazzo nobiliare appartenuto alla famiglia dei Colonna (di cui resta uno stemma) e gli affreschi a losanghe ocra che ancora si possono vedere sul muro dirimpetto; la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Vivenzio con la cripta dove si trova la tomba del Santo, un altare che altro non è che un antico sarcofago romano con bassorilievi che mostrano Adone a caccia ed un apprezzabile tela attribuita ad Annibale Carracci o comunque alla sua scuola; più avanti la già citata Porta Marina, con la strada che si innesta sulla vecchia via Clodia e prosegue fino alla necropoli etrusca passando per una strada costeggiata da un alto costone di tufo.

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Blera – Chiesa di Santa Maria Assunta e San Vivenzio

C’è un luogo, a Blera, dove si deve assolutamente passare per comprendere lo spirito del paese, la sua anima fatta di uomini e donne attaccate alle tradizioni: è vicolo di Civitella, una stradina stretta tra due ali di case, piena di piante verdi e di fiori amorevolmente curati da chi ci abita. Qui troverai signore allegre e sorridenti che lavorano a maglia o all’uncinetto oppure intente a scambiare tra loro battute e ironie; poco più avanti ti imbatterai in uomini che giocano a carte o che in estate preparano tavolini su cui verrà celebrato il rito della cena ed allora  non mancheranno dolci, bottiglie di vino schietto, pietanze che sanno di buono, da condividere con generosità con i vicini di casa. Un salotto all’aria aperta, uno spaccato intenso e bellissimo della vita a misura d’uomo e di donna che a Blera è ancora possibile sperimentare.

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Blera – il vicoletto di Civita

C’è poi una Blera diversa e più antica, quella che si trova immediatamente sotto il paese, fatta di grotte scavate nella roccia, di cunicoli e caverne che per lungo tempo sono servite da rimessa agricola, stalla, cantina e non è poi così insolito che vi si celino tracce di epoche ben più antiche. Abbandonate all’oblio del tempo e dell’incuria, alcune grotte stanno ritornando a nuova vita grazie all’amorevole cura di proprietari appassionati. Ancora più sotto, fin quasi sulle rive del torrente Biedano, Blera ritrova invece la sua dimensione agricola con le canepine, appezzamenti di terreno dove una volta veniva coltivata la canapa e si conducevano gli orti ed i frutteti di famiglia approfittando della disponibilità di acqua e della naturale umidità del luogo.

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Blera – le grotte scavate nella parete rociosa

Scommetto che vi state domandando come mai, e soprattutto perché, io e Francesco siamo arrivati a Blera in un grigio fine settimana di settembre, scoprendo per la prima volta una cittadina graziosa e incredibilmente viva, di cui spesso avevamo sentito parlare – soprattutto associata alla vicina Barbarano, dove si trova il Parco Regionale Marturanum –  ma dove, appunto, nonostante la vicina via Cassia sia la strada “di casa” per arrivare in Toscana, non avevamo mai avuto l’occasione di visitare.

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Blera – panorama al tramonto

L’occasione è stata la Festa della Madonna della Selva, rito sacro e popolare che si svolge a Blera ogni anno nella seconda domenica di settembre (per il 2016: dal 9 all’11 settembre) cui ho assistito per conto dell’Associazione italiana travel blogger – AITB, che ha avuto l’incarico da parte della locale amministrazione e per il tramite dell’Associazione Antico Presente, di promuovere il territorio e le sue eccellenze; in precedenza a Blera c’era già stata Danila del blog Wanna be a globetrotter, che ha raccontato la sua bella esperienza in questo post.

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Blera – lungo il trekking

Il nostro primo incontro con Blera è stato alle 3 del pomeriggio di un sabato  grigio e buio, con tuoni che di tanto in tanto scuotevano l’aria mentre il cielo minacciava pioggia: forse il clima meno adatto per apprezzare davvero i dettagli di Blera, ma di certo l’assenza di persone per le vie del paese ha permesso a me a a Francesco di concretizzare il sogno segreto di ogni blogger: in quella che viene definita la “controra”, abbiamo trovato il paese tutto per noi, in posa per per essere fotografato.

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Blera – via Roma

Un grazie particolarmente sentito va a Sabrina Moscatelli dell’Associazione turistico-ambientale Antico Presente che nel pomeriggio di sabato, prima che si scatenasse un temporale di tutto rispetto, ci ha accompagnato a visitare Blera aiutandoci a focalizzare la nostra attenzione su alcuni dei dettagli artistici del paese (che da soli non avremmo mai individuato) e raccontandoci storie – che sono a metà con la leggenda – di edicole sacre che celano Madonne bizantine rinvenute per puro caso, di odiati signorotti locali che esigevano lo ius primae noctis, di iscrizioni etrusche, di santi trafugati, di pesi e misure murati nei muri e perfino di gare misteriose che si disputano nella notte (volete saperne di più? Andate a Blera e chiedete a Sabrina, io non vi  anticipo nulla ma sappiate che le storie di Blera sono molto intriganti!).

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Blera – la processione di Santa Maria della Selva

Apro un inciso: quando mi è stato proposto dall’Associazione italiana travel blogger – AITB di visitare Blera, raccontarla e partecipare ai festeggiamenti della Madonna della Selva, sono stata un po’ perplessa: proprio io che non credo – o se credo lo faccio a modo mio – inviata a raccontare un evento religioso? Eppure, non serve avere fede per entrare nello spirito genuinamente profondo di questo pellegrinaggio domenicale, che accompagna l’effige sacra lungo un itinerario simbolico che parte dalla Chiesa di Blera, percorre la Via Clodia  e raggiunge, dopo un percorso di circa 40 minuti in mezzo ai boschi, la piccola chiesa dedicata alla Madonna della Selva, edificata sulla sommità della collina, un tempo luogo di eremitaggio. 

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Blera – angoli particoli e porte

Dopo la celebrazione liturgica, la processione ritorna in paese seguendo un altro percorso, ugualmente suggestivo, sebbene sia evidente l’avvenuto “rompete le righe”. Alla processione partecipano anziani, uomini, donne, tanti giovani e le tre confraternite di Blera, due di uomini (la Confraternita del Gonfalone, detta anche Confraternita Bianca, e la Confraternita della Pia Unione della passione di Gesù Cristo, detta anche Confraternita Nera) ed una di donne (la Confraternita dell’Addolorata). Davvero un bel momento di partecipazione collettiva ad un rito antico, popolare e amato.

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Blera – l’ermo di Santa Maria della Selva

Ma torniamo alla festa della Madonna della Selva e a ciò che le ruota attorno: una festa sentita e popolare non sarebbe tale senza una cena comunitaria in piazza: alla sera in Piazza Giovanni XXIII° ci aspettavano lunghe file di tavoli mentre ai lati della piazza le tende celavano cucine e dispense mentre nell’aria il profumo della carne alla brace e del pane bruschettato condito con l’olio extravergine di Blera, dall’eccellente sapore e indiscusse proprietà organolettiche, anticipavano sapori genuini e gustosi. Nella cena in piazza per la Festa della Madonna della Selva funziona così: si prende un foglietto con elencato il menù e si sceglie tra i diversi piatti proposti (la pasta è rigorosamente fatta a mano dalle signore del paese con il valente apporto dei signori uomini ed è assolutamente da provare!), La scelta è ardua e le porzioni sostanziose: fettuccine al ragù della zia Checcona – vera specialità casalinga dove si ritrovano tutti i sapori della memoria – oppure stratti (*) all’amatriciana? Bistecche di manzo maremmano di produzione locale, trippa al sugo oppure salsicce? Meglio le pizzelle fritte (*) condite con zucchero o sale oppure i biscottini freschi di forno con cioccolato e nocciole (altra tipicità della zona)? Per non sbagliare, meglio un assaggio – piccolo – di tutto! Quindi si scrive sul foglietto il numero delle porzioni desiderate, si consegna il foglietto, si paga e… Buon appetito!

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Blera – il bosco

La domenica mattina abbiamo assistito solo all’inizio della processione: ci aspettava di nuovo Sabrina per accompagnarci  insieme ad un nutrito gruppo di partecipanti di ogni età e capacità, in una visita guidata gratuita aperta a tutti, a metà tra trekking e visita culturale. Una stupenda passeggiata nel verde di tre ore, adatta davvero a tutti –  lo garantisco io, che sono del tutto fuori allenamento – dove però sono state essenziali le scarpe adatte: non fidatevi ad indossare scarpe da ginnastica ma meglio, molto meglio, un robusto paio di scarponcini da montagna o da trekking.

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Blera – il colombario della Necropoli della Lega (sì, è questo il “famoso” colombario!)

Partendo dal centro del paese e seguendo un itinerario ad  anello, abbiamo potuto visitare alcuni dei luoghi più interessanti di Blera: una via cava etrusca immersa nel bosco (cosiddetta “cava buia); un colombario dalla forma apotropaica (sì, insomma, uff!, è a forma di fallo!); la semplice ed allo stesso tempo mistica chiesetta di Santa Maria della Selva; il sentiero nel bosco tra felci, sorgenti, fiumi e guadi da attraversare; le monumentali tombe a dado etrusche di Pian del Vescovo, poste su più livelli su una parete rocciosa e collegate le une alle altre da scale;  i ponti edificati riutilizzando materiale preso dalle stesse tombe etrusche.

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Blera – la necropoli rupestre di Pian del Vescovo con le tombe “a dado”

Nelle foto di questo post trovate volti, immagini, attimi di vita quotidiana colti a Blera. Ma cosa ci è piaciuto di più, oltre agli stratti gustosi (*), al paesino delizioso, ai sentieri ed agli itinerari verdi, ai luoghi etruschi, alle piccole cappelle oggetto di profonda devozione, al tramandare di padre in figlio l’amore per la propria terra?

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Blera – lungo la via Cava

Di sicuro, i visi intensi, sorridenti e pieni di brio delle signore di Blera, incontrate passeggiando tra i vicoletti. La capacità di Sabrina e di Giuseppe, guide capaci ed appassionate del loro lavoro che ci hanno accompagnato con entusiasmo a conoscere la “sua” Blera. L’ironia di un artigiano specializzato in borse “catana“, quelle che i butteri maremmani (sì, è Tuscia Blera, ma è a due passi dalla Maremma) portavano con loro per conservarci pane e companatico.

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Blera – i vicoli raccontano

Comunque, per quanto possa sembrare un piccolo paese, Blera è una meta da visitare più volte per approfondirne la storia, l’arte, la cultura popolare (ad esempio, io non ho avuto tempo di visitare il Museo Civico “Gustavo VI Adolfo di Svezia”con la sezione speciale “Il cavallo e l’uomo”) e credo che il modo migliore sia farlo mediante una delle escursioni guidate organizzate da Antico Presente, tra cui  cito in particolare gli itinerari lungo la Via Clodia, l’escursione alla Necropoli di Grotta Penta, la visita alla frazione di Civitella Cesi con il Castello Torlonia, il trekking nelle gole del torrente Biedano tra Blera e Barbarano (**).

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Blera – grotte nel bosco

Oppure, potete segnare già in agenda l’appuntamento più importante dell’autunno blerano, la manifestazione “Per San Martino ogni mosto diventa vino“, che si terrà all’inizio del mese di novembre (vi faccio sapere con sicurezza date e programma appena se no qualcosa di più), quando tutta Blera si mette in moto per organizzare eventi, cene e degustazioni, visite guidate gratuite, mostre, concerti, mercatini e, ovviamente, si può brindare con del buon vino!

 Dove abbiamo dormito a Blera:

Siamo stati ospiti de La Torretta, bar-ristorante con B&B – P.zza Papa Giovanni XXIII, 9 – 01010 Blera (VT), Tel. 0761.479189. Ha solo 3 camere, semplici e tranquille, ed è una soluzione comoda perché si trova proprio nel centro di Blera e davanti alla fermata dell’autobus. Il ristorante è rinomato per i piatti con esclusivi prodotti ed eccellenze del territorio. Specialità? Fettuccine con fiori di zucca, tartufo e provola; secondi di cacciagione e verdure dell’orto.

Come arrivare a Blera:

  • in auto: da Roma seguendo la Via Cassia fino a Cura di Vetralla e quindi imboccando la strada provinciale n. 41, Blerana. Si può anche arrivare a Blera utilizzando la Via Braccianese Claudia;
  • con i mezzi pubblici: treno Roma-Viterbo FM3 fino a Vetralla quindi bus del Cotral.

Percorsi turistico-archeologici:

Note:

(*) Stratti: pasta fatta a mano con acqua e farina, pasta povera tipica del centro Italia che ha mille nomi diversi (stratti, pici, maltagliati, celletti, strangozzi) a seconda della zona; Pizzelle: pasta lievita fritta nell’olio extravergine di oliva di Blera (ottimo e ricercato) e “condita”con zucchero o sale.

(**) Visite guidate con Antico Presente: in occasione delle feste di Blera spesso le visite sono gratuite, altrimenti il costo della singola visita 10€, se con tessera associativa (5€ per un anno) il costo delle visite guidate è ridotto del 50%, quindi 5€. L’Associazione usualmente organizza due/tre escursioni mensili: nella 1^ domenica del mese sempre a tema culturale, le altre escursioni a tema artistico-naturalistico-ambientale.

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

6 Commenti

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    Massimo Balloni luglio 14, 2018

    Da biedano a migliaia di chilometri di distanza, è stato un piacere leggere il suo articolo.

    Un caro saluto.

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      Claudia Boccini luglio 14, 2018

      Grazie mille! E’ una cittadina deliziosa, merita di essere raccontata :)

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    danila lagana settembre 16, 2016

    E’ stato bello rifare un salto a Blera attraverso i tuoi occhi e sono sicura che tanti altri apprezzerebbero i ritmi lenti di questo borgo se solo lo conoscessero!

    Un bacio, Danila.

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      Claudia Boccini settembre 16, 2016

      Lenti ma intensi: il trekking è stato divertente e molto, molto interessante! :)

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        Luigi Sandoletti ottobre 21, 2018

        Bravissima nel raccontare il nostro paese è un Borgo stupendo

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          Claudia Boccini ottobre 21, 2018

          Grazie! Ma con un paesino così carino come Blera, è facile! :)

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