La felicità viaggia in corriera, libro on the road di Paolo Merlini

Ecco un libro da leggere due volte, la prima tutto d’un fiato per godersi la prosa dell’autore e la seconda per analizzare le mille e cento informazioni utili che sono annidate tra le 157 pagine di questo librettino prezioso per chiunque ami viaggiare in modalità lenta. L’autore del volume “La felicità viaggia in corriera”, edizioni Ediciclo editore, è Paolo Merlini, che sono lieta di conoscere di persona insieme alla moglie Maria Luisa (loro sono la mamma e il papà del blog Italia con i Bimbi, prezioso se avete bambini, ragazzini e pure adolescenti perché ci trovate una infinità di idee e di indicazioni per viaggi a misura di famiglia) ed è una persona estremamente gentile, garbata ed ironica, tre aggettivi che si possono tranquillamente associare anche alla sua ultima fatica letteraria in cui narra la sua (grande) esperienza di viaggiatore in corriera, dando il giusto valore ad un modo di viaggiare che un tempo in molte zone d’Italia, prima ancora che treni veloci e macchine private diventassero la normalità – era l’unico possibile e proponendolo ai lettori come una opportunità conoscere i diversi territori (e pure se stessi, perché la lentezza aiuta l’introspezione).

Il racconto di Paolo si arrampica, insieme alle sue corriere preferite, tra borghetti di campagna e colline verdeggianti, raggiunge ogni angolo remoto dell’Italia più vera e genuina e mette con onestà, sul piatto della bilancia, pro e contro di un viaggio in autobus: inutile dire che per Paolo i pro superano di gran lunga i contro tanto da diventare, lui stesso, una sorta di celebrante laico dei viaggi in corriera. Tra citazioni colte o divertenti, nel libro troviamo esperienze vissute dall’autore che tra un treno ad alta velocità che collega Firenze a Bologna in poco più di mezz’ora non ha dubbi e sceglie impavido un percorso assai più lungo e tormentato, con frequenti cambi e coincidenze, ma che ha il pregio di passare per il Mugello ed il dono di garantire la visione di un’Italia rurale e montana che pare così distante nel tempo e nello spazio e che invece basta solo levarsi dalle strade più veloci e trafficate per ritrovare.

Di tanto in tanto l’autore si lascia  prendere dall’emozione, come quando racconta i grandi viaggi epici fatti dal padre a bordo dei mitici Greyhound americani o quando torna indietro con il tempo e si rivede salire a bordo di bus e corriere che collegavano (e collegano tutt’ora) San Benedetto del Tronto – dove il Merlini vive – con i capoluoghi delle Marche. Lui è un vero ‘esperto di trasporto pubblico locale’, che detto così a me da sempre l’idea di un consulente del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ma di certo conosce assai meglio del consulente in questione tutte le mille sigle delle autolinee italiane ed estere, i loro percorsi e pure i loro problemi, anche se lui stesso per primo afferma, e la sua ironia è sempre una certezza, che “stilare una guida completa a uso del perfetto turista in autobus è cosa praticamente impossibile anche per me che ancora oggi vado  a letto solo dopo aver ripassato gli orari  delle mie autolinee preferite“.

Il libro è a misura di lettore e di viaggiatore, perché oltre ad essere un’elegia del viaggio lento a bordo delle corriere è anche un vero e proprio manuale per l’uso migliore e più efficiente delle stesse: dal Nord al Sud Italia, il Merlini analizza con cura meticolosa le diverse compagnie di trasporto, ipotizza itinerari, scova curiosità da osservare e ristoranti dove rifugiarsi  lungo il percorso (e sì, il Merlini è anche una buona forchetta, il che non guasta) e munisce il lettore-viaggiatore di ogni strumento utile per crearsi in autonomia il proprio percorso. Il Capitolo III è poi dedicato ai consigli per il passeggero e l’appendice presenta una fondamentale e approfondita sitologia (ovvero, raccolta di siti web utili e indispensabili, divertente questo termine, non trovate?).

Leggere “La felicità viaggia in corriera” mi ha riportato ai tempi oramai biblici dell’infanzia, quando da bimbetta poco più che treenne veniva trascinata da mamma e papà a piazzale dell’Esedra di Roma (oggi conosciuto come Piazza della Repubblica, i tempi cambiano ed i nomi pure) per prendere il pullman della Sita che in sole quattro ore e quarantacinque minuti, dopo aver percorso tutta la via Cassia  – canoniche le fermate in tutti i paesini della Tuscia che si incontravano e la fermata per pipì + caffè a Montefiascone  – e aver costeggiato il Lago di Bolsena, scalato la Rocca di Radicofani (oddio, ricordo ancora le terribili curve che garantivano sommovimenti di stomaco e nausee infinite), superata la sosta alla stazione di servizio della Bisarca per aspettare i pullman che scendevano dall’Amiata e sopportata un’altra terribile dose di curve e saliscendi tra San Quirico d’Orcia e Torrenieri (che ora non esistono più perché la Cassia è stata rettificata), finalmente arrivava in piazza a Buonconvento, il  grazioso paesello toscano da cui la mia famiglia proviene. L’altra memoria forte legata alle corriere mi riporta invece alla mia adolescenza, quando con gli scout l’unico mezzo di trasporto per le gite e le uscite – a parte il treno per raggiungere l’Alto Adige per i campeggi estivi – era proprio l’autobus. Bus noleggiati e sempre un po’ malandati, con qualche sedile che aveva visto tempi migliori e l’immancabile radio che gracchiava oppure sovraffollati autobus di linea che da Roma raggiungevano paesini sperduti tra le montagne laziali da cui avrebbe avuto inizio la nostra escursione domenicale (oggi si direbbe trekking ma sappiate, cari giovani escursionisti, che non avete inventato nulla!). Ecco, il Merlini ha questo grande dono: è un affabulatore piacevole, capace di far scattare come dal nulla il misterioso meccanismo dei ricordi e le sue parole sono come le madeleines di Proust, fanno venir fuori ricordi belli.

Qualche dettaglio in più sul libro: io ho acquistato La felicità viaggia in corriera su Amazon al costo di € 11,05 (prezzo di copertina 13€), ma lo trovate nelle migliori librerie. Le sue dimensioni contenute – più o meno il palmo di una mano, quasi una moleskine cicciotta ma con le pagine scritte fitte fitte – consentono di metterlo nello zaino o nella borsa e tenerlo a portata di mano come uno strumento di consultazione durante i viaggi. Lo consiglio a chi ama i viaggi lenti, a chi ha voglia di letture garbate e interessanti, a chi vuole scoprire – o ritrovare – il piacere di viaggiare in corriera.

La felicità viaggia in corriera

(piccola annotazione: le casette della foto sono una creazione che @Tulimami ha fatto per me, ognuna di loro rappresenta un luogo speciale a me caro)

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

2 Commenti

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    Elena, La Casetta del Merlo gennaio 14, 2019

    Grazie Claudia, lo leggerò sicuramente! Io non guido e per me sarà molto piacevole scoprire nuove tratte da percorrere in corriera (il mio mezzo di trasporto preferito dopo la bicicletta). Buona settimana, Elena

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      Claudia Boccini gennaio 14, 2019

      Grazie a te, Elena! Mi è piaciuto davvero tanto, proprio perché mette insieme narrazione e informazioni utili, con un linguaggio accattivante e garbato.

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