La street art del Pigneto, manifesto del quartiere romano

Nella ricerca della street art romana, forma di arte alternativa ma sempre meno aliena dalla comprensione collettiva che trasforma in musei a cielo aperto muri scrostati e zone periferiche o popolari, dopo aver percorso le vie di Tor Marancia e quelle del quartiere Ostiense (link al post), approdiamo al Pigneto, il quartiere romano di cui ho già accennato in diversi post, in cui ho presentato la sua multiculturalità, il suo ambiente popolare e spesso alternativo. E la street art del Pigneto è diventata parte integrante dell’immagine del quartiere, se ne trovano tracce diffuse in quasi tutte le strade e se alcuni sono solo segni grafici di writers alle prime armi, altri – ben più interessanti e di dimensioni importanti – sono veri e propri affreschi che ritraggono i malesseri, i dubbi, le lotte che si svolgono in questo quartiere che oscilla tra evoluzione ed involuzione, tra coraggio e disfatta.

Intanto, è bene precisare che il Pigneto è una zona estesa, inserita nel perimetro della Via Prenestina e della via Casilina, e che è separato in due zone in modo netto dal vallone ferroviario di via Circonvallazione Casilina, che secondo progetti futuri dovrebbe essere coperto e trasformato in un tunnel e la nuova superficie ospitare parhi, infrastrutture sportive, parcheggi (assai carenti nella zona). Per arrivare al Pigneto dal centro si può salire sul tram (n. 5 o n. 14) e scendere ad una delle due fermate di Piazzale Prenestino oppure da San Giovanni salire sulla Metro C e scendere alla fermata Pigneto.

Come dicevo, girando per le strade del Pigneto è facile imbattersi in opere di street art, di autori e di significati sociali diversi – tra tutti ricordo il grande murales realizzato sulle pareti del deposito dell’ATAC pochi giorni dopo il terremoto de L’Aquila, che si vede passando con il tram, tuttavia in questo post mi concentrerò solo su un micro quadrilatero del quartiere in cui si trovano alcune opere interessanti, racchiuso tra Circonvallazione Casilina, Via del Pigneto, Via Fanfulla da Lodi (e strade vicine) e Via Prenestina. Perché proprio questa zona, e non altre? Intanto perché la conosco abbastanza bene e riesco a guidarvi tra le vie alla ricerca della street-art più interessante e poi perché è una delle zone che – nonostante  tutto – è riuscita a preservare la sua atmosfera popolare, con le sue casette costruite in economia, piccoli cortili verdi nascosti, il bar Necci che, nonostante sia diventato un posto fighetto da aperitivi e brunch, conserva l’atmosfera  che aveva intrigato Pier Paolo Pasolini, che da queste parti girò il film Accattone. E la street art del Pigneto celebra lo scrittore e regista, diversi sono i murales che ritraggono il suo volto scavato ed i suoi occhi curiosi, pare quasi di vederlo percorrere le vie alla ricerca del set perfetto o selezionare le comparse tra gli abitanti del posto, lui così intellettuale eppure così a suo agio nel raccontare la Roma dei poveri e degli esclusi.

Pigneto street art

Andiamo con ordine: una volta scesi dal tram alla fermata proprio sopra al ponte della ferrovia, imboccate via della Circonvallazione Casilina tenendo il vallone ferroviario alla vostra sinistra. Superato il palazzone rosso dei ferrovieri, vi troverete in un piccolo slargo (Via Fortebraccio, questa è la zona di Roma in cui le vie sono dedicate ai capitani di ventura) dove su tutta la facciata di un alto palazzo, Iacopo Ceccarelli, in arte 2501, ha realizzato Intersection, una sorta di gigantesco yin e yang che ipnotizza. Proseguendo più avanti si incontrano lungo le pareti delle vecchie case piccoli lavori, stencil, manifesti incollati, cuori sospesi di Exit Enter, quasi briciole di Pollicino che portano fino a via del Pigneto, dove la nuova e futuristica stazione della metro C è del tutto aliena dal contesto.

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Guardate in avanti: il grande murales con la lupa azzurra che allatta tre uomini (i poteri di Roma: Chiesa, Stato e criminalità) è un esperimento di street art prestata alla pubblicità: è stato infatti commissionato allo street artist Luca Zamoc da Netflix per promuovere la sua serie Suburra. Immediatamente dall’alto lato della strada, quello che potrebbe apparire solo come un personaggio di un fumetto lancia il suo messaggio “Letters are better than words” (le lettere sono meglio delle parole, chissà, forse una rivisitazione del motto latino Verba volant, scripta manent?).

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Da qui proseguiamo ancora su via del Pigneto, incontriamo altre opere di street art minore (ma non per questo meno interessanti), superiamo il circolo culturale Sparwasser – Arci (che propone attività, incontri, workshop e serate di musica)  e incontriamo una prima immagine di Pier Paolo Pasolini, accanto ad una citazione: “Non illuderti: la passione  non ottiene mai perdono. Non ti perdono neanche io, che vivo di passione”.

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Giriamo ora a sinistra sulla laterale via Fanfulla da Lodi. Dobbiamo arrivare fino al bar Necci per trovare, concentrati in pochi metri, diversi murales interessanti: un sorta di supereroe blu (Omino71 “Io so i nomi”), all’angolo con via Braccio da Montone il fantasma azzurro alle prese con un inquietante tentacolo arancio opera di Lac, innumerevoli altri piccoli murales di autore (a me) sconosciuto.

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Lasciatevi sedurre dai segni grafici, immaginate di essere in una galleria d’arte effimera, soffermatevi su simboli e frasi che diventano manifesti di denuncia ed insofferenza. C’è da restare ore a guardare, perché spesso le micro opere di street art vanno scovate con attenzione e perfino le serrande dei garage si trasformano in tele. Arte fuori da ogni schema eppure è arte, la street art!

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Proseguite ancora lungo via Fanfulla da Lodi fino ad arrivare all’incrocio con via Prenestina. Alzate gli occhi, è scoprirete meraviglie: Maupal ha disegnato un dettaglio del volto di Pasolini su una facciata di un palazzetto e Mr. Klevra ha invaso completamente il muro di un palazzetto con un volto ascetico di donna. Se avete tempo, proseguite il vostro itinerario alla scoperta della street art del Pigneto percorrendo tutta via Braccio da Montone, via Fortebraccio, via Giovanni Brancaleone.

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Quasi all’incrocio con via Prenestina,  Luis Albert Alvarez ha disegnato due enormi pesci  (peccato l’immondizia abbandonata!) che sembrano volare incontro ai cavalli di Carlos Atoche . Percorrete ora Via Prenestina superando, sulla vostra sinistra, la Chiesa di San Leone e ritornate alla base di partenza.

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Sul sito turistico ufficiale del Comune di Roma è presente una raccolta di itinerari a tema street art nella Capitale, inclusi quelli del Pigneto.

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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