Perché e come visitare la Chiesa di San Damiano ad Assisi

 La città di Assisi, i suoi dintorni, costituiscono un richiamo a cui non so resistere. Mentre eravamo sulla strada per raggiungere il piccolo borgo di Rasiglia, famoso per le sue sorgenti d’acqua (abbiate pazienza, ve ne parlo in un altro post), ho visto scorrere la freccia che indicava la Chiesa di San Damiano, che nella storia francescana ha un ruolo importantissimo. E’ proprio in questa piccola chiesa al di fuori delle mura di Assisi – o, meglio, nella primigenia chiesa, ora inglobata nel complesso conventuale – che Francesco d’Assisi ricevette la sua missione, udendo il crocifisso che vi era conservato chiedergli di “riparare la sua Chiesa che come vedi è in rovina“. E’ sempre a San Damiano che, oramai infermo, cieco e sofferente, Francesco scrisse la Laude più bella, che a mi parere tutti, credenti e non credenti, dovremmo recitare almeno una volta al mese per ricordarci che noi siamo parte della Natura e il nostro impegno è di rispettarla e se possibile rendere il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Ancora: San Damiano fu l’Eremo in cui Chiara d’Assisi, giovinetta, decise di rinchiudersi in clausura fondando l’ordine delle Povere Dame, poi trasformato in Clarisse alla sua morte. E’ quindi stato un attimo chiedere a Francesco di imboccare l’uscita della superstrada che porta da Perugia a Foligno e fare una deviazione non prevista nel programma della giornata per tornare, ancora una volta, a visitare la Chiesa di San Damiano ad Assisi.

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Arrivare a San Damiano presuppone avere la macchina oppure voglia di camminare, perché non c’è nessun autobus urbano che ferma nei paraggi (la fermata più vicina è vicino al Parcheggio di Porta Nuova) ma è un piccolo sacrificio che vale la pena di compiere perché la Chiesa di San Damiano è quella che – a mio parere – è più spiritualmente vicina al francescanesimo. Non vi sono “mercanti nel tempio” (e quindi no souvenir a parte qualche sacchetto di lavanda coltivata dai frati o libri a tema religioso),  non ci sono negozi nei paraggi, ne’ il caos della città arriva fin qui. Tutto intorno campagne, una vista spettacolare sulla piana di Perugia e sui contrafforti di Assisi e un silenzio incredibile, talmente profondo da chiedersi come sia possibile. Visitare la Chiesa di San Damiano ad Assisi significa entrare in in micro cosmo di spiritualità, toccare con mano pietre che hanno visto la presenza di San Francesco, apprezzare l’estrema semplicità e la povertà che erano guida e sostegno del francescanesimo della prima ora.

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Noi siamo arrivati a San Damiano passando per Rivodutri – altro luogo caro a San Francesco che con i frati si rifugiava dalle intemperie in un capanno da pastori, un vero e proprio tugurio che oggi è stato inglobato all’interno del Santuario del Sacro Tugurio (se avete tempo, fermatevi a visitarlo) – e dopo aver parcheggiata la macchina nel piccolo slargo alla base del sentiero acciottolato che porta alla Chiesa  ci siamo incamminati verso il complesso monastico, ancora oggi abitato e gestito dai frati francescani.

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L’itinerario di visita è organizzato in modo da consentire ai fedeli e turisti di entrare nel convento, in un percorso segnalato da numeri che corrispondono, ciascuno, a luoghi sacri o simbolici. In tutta la struttura vige il silenzio, per consentire la preghiera, la meditazione o di ritrovarsi con se stessi. Un volta arrivati sul piazzale di ingresso, chiuso su uno dei lati da un piccolo portico a tre archi, si scendono pochi scalini e si entra nella Cappella di S. Girolamo, probabilmente una delle sezioni più antiche del convento e si procede – attraverso la Cappella del Crocifisso – verso la Chiesa di San Damiano (risale all’VIII° secolo), proprio quella che San Francesco si impegnò personalmente a restaurare.

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Come tutte le piccole chiese rurali medievali, è una chiesa piuttosto buia, a navata unica, con alcuni affreschi realizzati dopo la morte del Santo. Particolarmente interessante è il coro ligneo di forma semicircolare con dietro le grate che mettevano in comunicazione la chiesa con il coro delle monache, votate ad una severa clausura, tant’è che nemmeno da morte potevano uscire dal convento e pertanto venivano sepolte in uno spazio interno accanto alla chiesa, detto il Sepolcreto. Al centro, una copia del Crocifisso che San Francesco udì parlare ed il cui originale è conservato nella Basilica di Santa Chiara nel centro di Assisi.

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L’itinerario prosegue con la visita al cosiddetto Coretto di Santa Chiara, arredato con stalli di povero legno, semplicissimo. E’ proprio in questo luogo che le monache si riunivano per la preghiera. Si deve poi salire una doppia scala piuttosto ripida che porta all’Oratorio di Santa Chiara ed al dormitorio delle monache, ma prima ci si sofferma per vedere dall’alto il semplice, eppur emozionante chiostro che mette in comunicazione le diverse zone del convento. Chiara di Assisi fu colpita da infermità in giovane età e per 28 anni utilizzò l’Oratorio per le sue orazioni e dormiva nella stanza accanto, il dormitorio delle monache, su un povero pagliericcio, come le consorelle. Nel corso dell’itinerario di visita incontrerete alcuni vasi di fiori: indicano i luoghi cari a Santa Chiara oppure che hanno visto momenti importanti della sua esistenza e della sua morte.

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Resta ancora da visitare la Galleria del Cantico, un piccolo centro espositivo dove attraverso la pittura, la scultura, la poesia e la letteratura si celebra il Cantico delle Creature, un inno di gioia, di riconoscenza verso il creatore, di fraternità e pace composto da San Francesco nel 1225, in un momento della sua vita in cui aveva già ricevuto le stimate ed era afflitto da grandi dolori ed era quasi cieco. Secondo il racconto,

…non essendo in grado di sopportare di giorno la luce, né di durante la notte il chiarore del fuoco, stava nell’oscurità in casa e nella cella. Gesù gli disse in spirito:”Sii felice ed esultante, Francesco, nelle tue infermità e tribolazioni: d’ora in poi vivi in letizia , come se tu fossi già nel regno “. Francesco, pieno di gioia, disse “Altissimo, Onnipotente bon Signore…” – Leggenda Perugina, 43: FF 1591-92

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La visita della Chiesa di San Damiano è quasi terminata, manca ancora di fare un giro attorno al chiostro – sempre allietato da fiori, molto amati da Chiara di Assisi (nel convento c’è anche un piccolo giardino pensile affacciato sulla valle spoletana – che noi non siamo riusciti a visitare – dove sembra che la stessa Chiara coltivasse rose e violette e dove si recasse per contemplare il Creato) e scoprire il grande refettorio, dove le monache nei giorni in cui non digiunavano consumavano i loro frugalissimi pasti.

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A San Damiano è difficile non provare sentimenti di letizia, di serenità e pace. Si può essere credenti, non esserlo, essere atei, agnostici, cattolici  oppure appartenere ad altre religioni. E’ però difficile restare indifferenti all’atmosfera prodigiosa che avvolge questo luogo mistico. Visitare la Chiesa di San Damiano ad Assisi non vi lascerò indifferenti.

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Informazioni utili:

  • Per visitare la Chiesa di San Damiano non si paga alcun biglietto di accesso tuttavia vi consiglio di fare un’offerta – grande o piccola non importa – in quanto i Frati Minori che vivono a San Damiano dal 1260 seguono la regola della povertà francescana e si affidano, per le necessità materiali, ai benefattori.
  • La Chiesa ed il Monastero sono aperti per le visite dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.30 (fino alle 18.00 con l’ora legale).
  • L’Ufficio delle Lodi viene cantato dai frati alle 7.00 del mattino, i Vespri alle 17.00 (19.00 orario legale) mentre le celebrazioni liturgiche si svolgono nei giorni feriali alle 7.30 del mattino e nei festivi alle 7.30 ed alle 9.30).
  • Sito ufficiale: https://www.santuariosandamiano.org/
  • Alla fine del viale di accesso che porta al piccolo parcheggio di San Damiano ci sono le toilette (ingresso 50 centesimi)

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Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

2 Commenti

  1. Avatar
    Marta febbraio 12, 2019

    Bellissimo luogo, pregnante di sprititualità per chi è credente e anche per chi non lo è come hai scritto tu. Significative tutte le foto. Grazie.

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      Claudia Boccini febbraio 12, 2019

      Grazie Marta per il tuo commento. Credo che una visita a San Damiano faccia bene a tutti, al di là di fede, razza o credo politico. E’ pace, è letizia, è semplicità.

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