Flevoland terra olandese sottratta al mare

In quello che si prefigura come uno dei ponti più lunghi di questo 2017, con Francesco abbiamo deciso di raggiungere l’Olanda: no, non andremo ad Amsterdam (già ci siamo stati) ma andremo alla scoperta di località ugualmente belle (se non di più!), solo meno conosciute. Nell’itinerario – che sto ancora costruendo perché più leggo e mi informo più mi vien voglia di arricchire il viaggio –  un paio di tappe saranno dedicate a scoprire il particolarissimo Flevoland, una provincia recente nata sul fondo del mare, a nord di Amsterdam.

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No, non mi sono sbagliata, il Flevoland e le terre che ne costituiscono il territorio fino a meno di un secolo fa erano completamente ricoperte dalle acque del mare Zuiderzee e solo grazie a quello che può essere definito come il più grande progetto di bonifica della storia, sono stati recuperati ben nel 2.400 chilometri quadrati di territorio. Una curiosità nella curiosità: gran parte del territorio del Flevoland si trova a ben 6 metri sotto il livello del mare, che viene contenuto grazie a poderose dighe (per un totale di 251 km.) e costanti interventi di controllo idraulico tramite idrovore.

Il Flevoland è un polder (il link vi rimanda alla spiegazione di Wikipedia) e la sua trasformazione da ambiente marino a terra abitabile inizia nel 1932, quando viene costruita la diga Afsluitdijk, che trasforma lo Zuiderzee, mare particolarmente inquieto e causa di frequenti inondazioni, nell’Ijsselmeer, un mare interno dall’acqua salmastra e a seguire viene attuata una grossa campagna di prosciugamento dei territori circostanti.

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Nel Flevoland la natura ha velocemente trasformato le terre emerse in territori di grande valore naturalistico con pascoli, boschi e zone acquitrinose in cui trovano rifugio uccelli acquatici e vivono libere mandrie di piccoli cavalli di razza Konik (simili a pony). In alcuni casi si incontrano piccole colline che in precedenza non erano altro che isole: è questo il caso di Urk e Schokland, oggi isole senza mare attorno.

Per conoscere nel dettaglio il progetto di bonifica, le opere necessarie per realizzarla, il metodo e le difficoltà incontrate nulla di meglio che visitare il Zuiderzeemuseum, ad Enkhuizen, cui si arriva da Lelystadt in 30 minuti circa percorrendo la N302, strada letteralmente costruita sull’acqua (su una diga, in realtà) che divide il Markermeer dal’IJsselmeer e che se si hnno buone gambe si può anche percorrere in bicicletta utilizzando la pista Nieuwland Fietsroute, che corre parallela alla strada.

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Durante la realizzazione delle opere di bonifica, riemersero dal fondo del mare 435 relitti di vascelli affondati: oggi uno di questi, il Batavia – che apparteneva alla Compagnia delle Indie orientali – è stato restaurato e fa bella mostra all’interno del Parco Batavialand,  zona di Lelystad dove ci sono ristoranti, outlet  e centri commerciali, musei dove sono stati raccolti gli oggetti recuperati e viene narrata la storia del territorio. Un posto che mi incuriosisce davvero tanto!

Lelystad ed Almere sono i due principali centri urbani del Flevoland: entrambi moderni e dinamici, attraggono i visitatori per il design e l’architettura degli edifici e per le tante opere d’arte contemporanea e di land art, alcune di grandi dimensioni, che arricchiscono il  tessuto urbano e le campagne circostanti.

Per ulteriori informazioni sulla provincia del Flevoland, potete consultare il sito dell’ente turistico del Flevoland.

schokland

Claudia Boccini

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