Alla scoperta dello street food thailandese a Bangkok

Vi riporto ancora in Thailandia, a Bangkok, ma questa volta ci lasciamo guidare dalla scia del profumo del cibo di strada, l’apprezzatissimo street-food thailandese che da solo vale il viaggio! Una vera caratteristica della Thailandia è la facilità di assaggiare ottime pietanze spendendo poco e anche pochissimo, sono infatti migliaia e migliaia i chioschetti lungo le strade che cucinano in ogni ora del giorno – e assai spesso anche della notte – piatti semplici e prelibati: apprezzati non solo dagli impiegati che la mattina si mettono in fila dal loro venditore preferito per acquistare il pranzo da portare in ufficio o da coloro che la sera vogliono mangiare bene e rapidamente, ma perfino dalle massaie che – fatti due conti costi/benefici e valutato il caldo afoso di Bangkok che non rende piacevole restare in cucina – reputano più conveniente e meno impegnativo acquistare il cibo già pronto!

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Ciascun chioschetto dello street food thailandese  – sono vere e proprie cucine allestite  su carrelli con ruote, su tuk-tuk (le ape car locali destinate al trasporto) o su semplici tavolini pieghevoli attrezzati di tutto punto – ha una sua propria specialità che propone ai clienti. Per assaggiare lo street food thailandese, oltre alle ‘postazioni mobili’ – che mobili in realtà non sono perché da quel che ho capito ciascun venditore ha più o meno una postazione fissa in un determinato luogo della città – un’altra possibilità per trovare la vera cucina di strada è di girare per i tipici mercati alimentari, un universo che merita di essere visitato perché la gran parte sono realmente genuini e non turistici.

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Per avere una visione complessiva dello street food thailandese più caratteristico e nello stesso tempo scoprire Thonburi, una delle zone più autentiche della città, dove ancora non sono arrivati i futuristici grattacieli che delineano lo skyline della zona di Silom o di Sukhumvit, si può partecipare ad un tour specifico insieme ad una guida certificata dell’agenzia Bangkok Food Tours, come ho fatto io nel viaggio in Thailandia, un’esperienza affascinante per la quale ringrazio l’Ente Nazionale del Turismo Thailandese. Il Thonburi Food and Canal Tour costa 2.000 bath tutto incluso (minimo 2 persone) e si è rivelato una esperienza divertente, interessante, istruttiva e molto appetitosa, perché oltre a fare una vera e propria visita guidata della zona più vivace di Thonburi per scoprire i mercati locali di Talad Phlu e di Wang Lang, si naviga a bordo di una caratteristica long tail boat lungo i klong (i canali), si visita un centro culturale ed artistico, ma soprattutto si fanno tante soste per assaggiare il tipico street food thailandese, talmente tante che una volta terminato questo tour non avrete voglia di pranzare (e quindi il costo, apparentemente elevato per gli standard di Bangkok, è ampiamente giustificato).

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L’appuntamento con la guida per il Food Tour è alla fermata Talat Phlu della metropolitana BTS Silom Line: una volta che il gruppo è composto, si sale a bordo di un caratteristico piccolo bus bus collettivo che in pochi minuti raggiunge il mercato di Talad Phlu. L’itinerario inizia proprio sotto la sopraelevata all’imbocco del mercato che si sviluppa anche lungo i binari della ferrovia (che non si visiterà se non in modo limitato) ed ha come meta una serie di rivendite e di chioschi specializzati nella preparazione di street food tipico, selezionati dalla guida per la loro qualità e bontà. Si comincia quasi subito con un abbondante assaggio di spuntini: verdure e patate aromatizzate vengono avvolte in una morbida sfoglia di riso e cotti al vapore, per poi essere arricchiti con salse e spezie. Come spesso accade per lo street food thailandese, le porzioni sono suddivise in bocconcini, in modo da poter mangiare direttamente con le mani. In genere questi assaggini vengono acquistati la mattina ed utilizzati come colazione. Fidatevi, sono buonissimi e la signora che li vende simpatica!

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Poco più avanti un’altra signora vende il durian (sì, il terribile frutto dalla polpa dolce, morbida e cremosa ma dal terribile odore di gorgonzola) e poco più avanti una trattoria prepara brodi di ogni genere (di pollo, di carne, di trippe, di verdure, di pesce) dove ci si ferma per assaggiare una zuppa. Il locale si trova accanto ad una pasticceria tipica thailandese, occasione per vedere i dolci tradizionali, piuttosto diversi da quelli occidentali: spesso sono a base di frutta, riso, sfoglie croccanti e sempre decorati con cura). In questa zona di Bangkok l’atmosfera è generalmente popolare, ci sono pochissimi turisti e tutto appare molto genuino.

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Lungo la strada osserviamo alcune curiosità, come un negozio specializzato in… bare per defunti, ma queste thailandesi sono bare allegre, tutte colorate o dalle forme strane! E poi, ancora, venditori di collane e ghirlande devozionali realizzate con i fiori, negozi che vendono ‘dall’ago all’elefante‘, un monaco abbigliato con il tradizionale sari color arancio che esce dalla banca Kasiko parlando rapido al telefono cellulare e, poi, ancora altri venditori di squisitezze. Chiediamo alla nostra guida di acconsentire ad un fuori programma e ci fermiamo ad acquistare alcune banane arrostite che prima della cottura vengono schiacciate con una tavoletta di legno per dar loro la forma rettangolare; con il nostro bottino buonissimo (provate a farle anche voi a casa, sono una squisitezza!) attraversiamo velocemente la strada per visitare un piccolo tempio con un Buddha sdraiato, oggetto di devozione dei locali e che anche noi riveriamo lasciando le piccole ghirlande fiorite che ci aveva donato la guida poco prima. La guida è brava, efficiente, capace: ci indirizza sui luoghi da vedere, narra storie e aiuta a vedere dettagli, fornisce spiegazioni e asseconda, quando possibile, la nostra voglia di non seguire esattamente l’itinerario prefissato.

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Proseguiamo all’interno del tempio Wat Ratchakhue Worawithan passando accanto a magazzini e locali destinati alle merci ed è proprio qui che vedo, per la prima volta nella mia vita, un piccolo varano (poco più di un cucciolo, capirò poco dopo!). Visitiamo ancora una parte del mercato coperto – qui soprattutto si vendono verdura e frutta e ci sarebbe la possibilità di assaggiare l’ottimo caffè thailandese, ma è già ora di chiusura e non sarà possibile – fino ad arrivare al molo Wat Intaram, dove ci aspetta una long tail boat tutta per noi, attrezzata con un provvidenziale tendalino arcobaleno, che ci porterà a fare un giro dei klong (canali). 

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In questo primo tratto di navigazione, non molto lungo, costeggiamo una zona residenziale in cui sono ben evidenti i contrasti tipici di Bangkok: case signorili, con cancellate e moli di attracco per imbarcazioni private si trovano accanto a casupole di legno traballanti, a palafitte dal legno scuro per l’umidità e ad angoli che sono desolatamente in rovina. I panni stesi sono una costante, così come il via-vai di imbarcazioni che percorre il canale. Su diversi moli, pigramente allungati per catturare ogni raggio di sole, vediamo i papà e le mamme del cucciolo di varano che avevamo incontrato poco prima: lucertoloni da due metri minimo l’uno, che di certo non invogliano a farsi il bagno in queste acque o ad accostare per far loro una carezza!

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Attracchiamo per una sosta culturale-alimentare a Khlong Bang Luang, dove ci fermiamo per bere e assaggiare un piatto di riso con gamberetti prima di proseguire in una passeggiata lungo le case-palafitta sul canale (svolgono funzione di negozi, magazzini ma anche di case) fino ad arrivare alla Casa d’Artista (conosciuta anche come Artist House, mentre il nome thailandese è Baan Silapin), aperta nel 2010 dall’artista thailandese Chumphon Akhpantanond in un bell’edificio antico in tek affacciato sul canale. E’ un centro culturale ed al suo interno, oltre ad un antico chedi in pietra che risale al periodo Ayutthaya collocato nel giardino, ha una caffetteria – ristorante, ospita una mostra permanente di quadri e marionette thailandesi (che vengono utilizzate per fare uno spettacolo tratto dal poema epico del Ramayana ogni giorno alle ore 14.00 tranne il mercoledì) ed è rivendita di oggetti artistici e studio d’arte. Nel canale vivono nutrite colonie di pesci gatto, che si possono nutrire con delle palline di riso colorato vendute per pochi bath nei negozi lungo il canale. A proposito di negozi sul canale: la mia attenzione è stata catturata da un negozio specializzato in tegami, di tutti i colori e forme, tra cui deliziosi porta-pranzo a più ripiani in colori pastello. A proposito: se non si arriva in barca con il tour guidato, si può raggiungere la Casa d’Artista – Baan Silapin (aperta dalle 9.00 alle 18.00)  in taxi dalla stazione della BTS Talad Phlu.

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A seguire, siamo risaliti sulla barca per una bella crociera tra i canali, passando accanto a case, giardini verdissimi, edifici governativi, scuole. Dopo 15 minuti buoni di percorso ci si immette nel grande fiume Chao Phraya (e le onde e gli scossoni creati dal movimento dell’acqua vi  faranno rimpiangere la tranquillità del canale di Thonburi!) all’altezza del tempio Wat Arun fino ad arrivare all’attracco di Tha Chang – Wat Rakhang Pier. Ci aspetta il Wang Lang Market, ancora un mercato locale (si trova dietro il terminal dei traghetti) ma qualche turista qui si intravede, d’altra parte è facile da raggiungere anche senza il Food Tour perché ci arrivano i normali traghetti di linea, quelli contrassegnati dal colore arancio (costo 14 bath).

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Al mercato Wang Lang continuiamo l’itinerario street food ed assaggiamo riso dolce con mango, dolcetti morbidi con la frutta e gelato al cocco appena fatto (ottimo!). Il mercato ha anche una zona in cui si vendono oggetti per la casa, abbigliamento quotidiano o comunque dai costi accessibili, accessori e gli immancabili amuleti tanto apprezzati dai thailandesi: in generale i prezzi mi sono sembrati buoni e quindi tenetelo presente se volete fare shopping (anche perché si trova dall’altra parte del fiume rispetto al Palazzo Reale e con il traghetto si raggiunge in pochi minuti).

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Sono trascorse quasi 5 ore, anzi sono letteralmente volate, da quando abbiamo iniziato il tour per scoprire lo street food thailandese a Thonburi: il Bangkok Food tour è giunto alla fine e la nostra guida prima di salutarci ci lascia un piccolo cadeaux (una confezione di dolcetti a base di frutta) e ci accompagna al traghetto che ci riporta dall’altro lato del fiume.

Cosa mi è piaciuto di più del Bangkok Food Tour?

  • il percorso non banale e ‘movimentato’ tra mercati, negozi e templi
  • l’utilizzo di più mezzi di trasporto (bus collettivo, barca)
  • la possibilità di vedere una zona di Bangkok tradizionale
  • la genuinità del luogo, ancora poco turistico
  •  la varietà e la bontà dello street food assaggiato
  • la possibilità di vedere Bangkok dall’acqua in una long tail boat
  • l’unione ben riuscita di  cultura e gastronomia

Cosa non mi è piaciuto del Bangkok Food tour?

  • solo una cosa (ma tenete conto che io sono una fifona): i varani! Per fortuna stanno per conto loro, immobili. Temo che se uno di loro fosse sceso in acqua mentre gli passavamo accanto con la barca, avreste sentito anche voi i miei urli e strepiti!

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(Ringrazio l’ Ente Nazionale del Turismo Tailandese per l’opportunità di partecipare al Bangkok Food Tour)

Claudia Boccini

Curiosa di novità e di tendenze sociali e culturali, il mio karma è il viaggio

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